Novara, il riso e le sue posate pregiate

Novara è fatta di prodotti tradizionali, ed eccellenze gastronomiche ancora a dimensione familiare. Questo è il caso dell’azienda della famiglia Canta. Troviamo Eusebio 90 anni riso nel suo laboratorio a pochi chilometri dalla città da sempre, la pulitura, sbramata, e sbiancata con le sue macchine che ha comprato con tanta fatica e sudore e investimenti. Le sue macchine arrivano con le navi dalla Cina, là fabbricavano le macchine migliori, le più innovative, quelle più all’avanguardia e lui ne va fiero. Ha anche un negozio a Torino, in via Giovanni da Verrazzano n. 51, lo apre dal mercoledì al sabato e va lui di persona tutti i giorni con la sua macchina, quando la nebbia non lo fa indietreggiare dai suoi buoni intenti da novantenne e grande lavoratore. Sua moglie Bianca non c’è più, ma era di Tronzano il  paese della mia nonna e avrebbero avuto la stessa età. Forse non è così lontana l’idea della parentela.

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Pollenzo e le Langhe, una gita fuori porta

Quante volte per andare in un buon ristorante decidiamo di andare fuori città? Ci capita spesso di associare un nuovo ristorante dove mangiare ad una gita fuori porta. Questa volta non mi hanno solo chiesto di mangiare, ma anche di provare il nuovo Suv Della Ford, la Ford EcoSport. IMG_5714 La sensazione è piacevole di ricevere le chiavi in mano,  un’auto tirata a lucido blu elettrico, navigatore impostato e via verso un piccolo, ma nuovo viaggio.  L’aspetto più divertente è stato non preoccuparsi della strada, guidare con una meta che gli altri hanno deciso per te, spegnere il comando della “decisione” e farsi trasportare tra le strade delle colline autunnali con vigneti di mille colori , accendere il proprio pilota automatico e via, godendosi il piacere della guida.img_5716 Non sono una guidatrice incallita, ma giunta a destinazione avrei continuato a guidare perdendomi tra chiacchiere e pensieri. L’unico vero motivo della mia felicità è stato raggiungere una meta speciale che hanno deciso per me: l’Università di Pollenzo.IMG_5671 Continua a leggere

Emigrazione italiana in Svizzera, mozzarella in carrozza

Chi è la nuova ondata di emigrazione italiana? Si parte ancora con le valigie piene di sogni, per una meta non precisa? Direi che per esperienza di molti non è così. Chi parte senza un lavoro spesso non ce la fa e torna indietro. L’emigrazione è cambiata rispetto a quella degli anni ‘70 e anche rispetto a quelle degli anni del dopo guerra. Ora forse è più difficile emigrare per tantissime ragioni. Senza professionalità, ambizione tenacia e tantissime qualifiche è difficile oltrepassare il confine. Ci vogliono soldi, istruzione, capacità linguistiche e forse ancora non basta, i contatti giusti e un po’ di fortuna. Se no rimani.

Ma esiste questa nuova generazione di migranti che ha cambiato le modalità, che ha un altro aspetto e che, probabilmente, al posto della valigia ha un Mac nella borsa e un master o un dottorato che la aspetta._MG_2389

E’ questo il tema su cui ha voluto indagare la mostra di Francesco Arese Visconti con le generazioni a confronto: lo scopo principale di questo progetto è quello di attirare l’attenzione sul nuovo flusso migratorio italiano degli ultimi anni, fotografando e intervistando italiani che si sono trasferiti in modo permanente in Svizzera (tra i 25 e i 50 anni di età) e le persone di seconda generazione italiana della stessa età. Continua a leggere

Cosa vedere a Berna e come festeggiare il primo agosto.

Un weekend di agosto diverso dal solito. Sono solita festeggiare il 15 agosto, ma quest’anno ho potuto conoscere una festa diversa dalle mie: Il 1° agosto. In Svizzera è la festa Nazionale, una grande ricorrenza che ricorda la nascita della Confederazione Elvetica del 1891 e il giuramento del ‘praticello’ del 1291, i rappresentanti dei tre Cantoni di Uri, Svitto e Untervaldo si riunirono sul Grütli, un terreno prativo soprastante il lago dei quattro Cantoni, giurando di prestarsi reciproco aiuto e di respingere eventuali aggressioni. Ogni Cantone festeggia con celebrazioni e discorsi politici e di alte autorità. Ma quando scende la sera tutti gli svizzeri accendono i falò, i paesi si colorano di rosso per la festa, i cieli si ricoprono di fuochi artificiali e i pasti tradizionali rivestono le tavole.

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Dal 1994 la Svizzera ha iniziato a festeggiare questa giornata rendendola festa ufficiale, i contadini hanno rilanciato le vecchie abitudini e hanno rinnovato il brunch in fattoria, ripopolando i prati, tirando fuori i migliori pani di segale, le marmellate alla fragola di bosco, i formaggi tipici, le salsicce e la carni secche. Continua a leggere

Tempo di lavanda, tempo di fioritura in Provenza

Quando arriva il giorno del compleanno è sempre un momento in cui riflettere dove si è e come si vuole proseguire. Dieci anni fa ero in Africa sotto un baobab mangiando un’aragosta, quest’anno ho deciso di andare più vicino in Provenza a scoprire la fioritura della lavanda e a mangiare ostriche.  Una pianta e un cibo a scandire il mio tempo che passa.  Dopo aver finito di lavorare alle otto e mezza di sera, ho solo messo due cose in valigia e alle undici prima di dormire prenotavo 4 o 5 B&b a caso su Airbnb, aspettando la prima risposta, che non ha tardato ad arrivare. Destinazione Volx vicino a Manosque. Voilà les jeux sont fait. Marie ci ospiterà per una notte e noi speriamo di andare a scovare la tanta desiderata fioritura della lavanda.   1535389_10153046208243505_4497256461734414926_nOgni anno me lo ripromettevo e poi un po’ per distrazione arrivavo sempre a sfioritura raggiunta. Ha aspettato il mio compleanno over 40 per manifestarsi nel suo splendore. Partiti da Torino nemmeno così tanto presto abbiamo percorso la strada delle montagne passando per la Valle di Susa, Briancon e Gap fino a raggiungere il punto cruciuale di Monosque che si divide fra le due vallate tra Il Luberon e il Verdon. Vi dicevo che il tempo per studiare la vacanza non c’è stato, per cui così senza prepararsi siamo andati all’avventura. Il paesino di Volx dove abbiamo alloggiato è stata una posizione srategica per raggiugnere il posto ideale della fioritura. Fuori dagli eccessivi affollamenti turisitici. Una vera fortuna a 38 euro la stanza. Con una colazione da sogno per 5 euro a testa.11707487_10153048211558505_9162498790840160240_n E poi sistemati i bagagli abbiamo deciso di andare verso il tramonto a cercare il famoso sito a Valensole nel Verdon a 15 km da Volx. Appena giunti al di là dell’altopiano uno spettacolo senza precedenti per me, si è stagliato di fronte a noi di raro splendore. Una vera terapia d’urto floristica. Un colore viola accesso, quasi bluastro colorava intere colline e campi. Più scura della nostra lavanda, scopro poi trattarsi di lavandino o lavandà, un ibrido più resistente e di uso più comune, ma altrettanto bello e benefico. 11262083_10153048212078505_1815642527307060207_n 11665635_10153048210783505_1425721694891305404_n 11698453_10153048210953505_3443282917081304669_n 11063469_10153048210498505_3488213139188021152_nAbbiamo aspettato il tramonto scendere, i giapponesi si erano dileguati e solo qualche coppia era seduta in stato meditativo ad osservare il paesaggio incredibile. Il giorno dopo invece abbiamo girato per i campi e qui vi metto il nostro itinerario, non potete sbagliarvi. 11709431_10153048211418505_5269947442677070913_nAndate ad istinto, ma seguite sempre l’altopiano, non scendete nelle strade verso il basso perchè in quel caso vi ritroverete a percorrere itinerari immerse nei boschi di querce, spettacolo raro anch’esso, ma diverso. Avete ancora quindici giorni di tempo sino alla metà inoltrata di luglio. Schermata 2015-06-30 alle 22.42.54 Valensole, Puimoisson, Riez, Roumoules, Puimoisson, Saint Jurs e Estoublon. Ecco il percorso della poesia e della bellezza. Se avete tempo raggiungete il lago di Sainte Croix per immergervi in acque verdi cristalline e blu e fare un bagno ristoratore, non ve ne pentirete, un’oasi di pace e freschezza. 11034895_10153048211953505_2167364502386693088_n 11011027_10153048211938505_2748941294168784859_n 11709652_10153048211678505_580327051600818284_n E poi dopo aver fatto rifornimento di olii essenziali, iniziate la cura: diluitelo in un olio di cocco, o olio extravergine, o mandorla e usatelo per le scottature e per le punture di zanzara. Spruzzatelo in un fazzoletto e tenetelo sul comodino per l’insonnia. E’ un ottimo diuretico se utilizzato nel decotto o contro l’emicrania con due gocce sulle tempie. Come olio essenziale porta benefici anche alle vie respiratorie, ottimo battericida in caso di asma e bronchiti e mal di gola. Ha proprietà sedative e ansiolitiche se vi metterete annusarne il profumo i vostri pensieri si calmeranno. Se assunto e bevuto è benefico per problemi digestivi e ripristina la flora intestinale. Un bagno caldo con gocce di lavanda ristabilisce il corpo e la mente. Avete tempo fino a metà luglio, non perdetevela, è meglio di una giornata in una spa.

Cibarsi: mi ero dimenticata del cibo…pensate a quanti effetti può avere….Siamo finiti per caso al ristorante Provence a Manosque, menù da 20 euro a base di torte di verdure e aspic, spiedini di pesce e taglieri di formaggi. Il ristoro perfetto. Il mio viaggio compleanno poi è continuato verso Port Grimaud tra ostriche, sole e mare.

Buon Compleanno a me, il più bel regalo me l’ha fatto la vita quest’anno.

La Svizzera e le torri dell’Expo2015

Ci si avvicina all’Expo2015 e la Svizzera è pronta.

Il Padiglione svizzero  presenterà una grande piattaforma aperta con quattro torri visibili da lontano, riempite di prodotti alimentari: l’acqua, il caffè, le mele e il sale. I visitatori accedono alle torri attraverso gli ascensori e, una volta arrivati in cima, possono servirsi di prodotti. Man mano che le torri si svuotano le piattaforme sui cui poggiano si abbassano, modificando la struttura del Padiglione svizzero. Il progressivo svuotamento delle torri è registrato in tempo reale e può essere seguito anche sui media sociali. In che modo è possibile garantire un’alimentazione sufficiente, sicura e sana per la popolazione mondiale? Le torri rappresentano il cuore del Padiglione svizzero. I visitatori sono invitati a scoprire la Svizzera, la diversità dei prodotti e i valori, che sono alla base del successo del modello svizzero, attraverso un viaggio ludico nelle torri.  Il viaggio nelle torri segue questo filo conduttore sulla base della propria esperienza personale e offrire così lo spunto per una riflessione sulla disponibilità degli alimenti nel mondo e sullo sviluppo sostenibile lungo tutta la filiera alimentare. I visitatori potranno portare con sé o consumare le quantità di prodotto che desiderano. Saranno il comportamento di consumo e la responsabilità personale di ognuno a stabilire quanto resterà per chi viene dopo e per quanto tempo.

La sostenibilità, l’ambiente, il fascino e l’autoregolamentazione sono aspetti che mi vengono sollecitati ogni volta che affronto un tour In Svizzera. L’Hashtag #abbattiamolemontagne è un modo per comprendere chi è l’altro. Sapete che ormai ho una fidelity card per i nostri vicini di casa. Non solo vorrei prendere la residenza, ma ho anche provato a prenotare una lapide vicino alla statuta di Gugliemo Tell in un piccolo paese del Canton Uri, ammalandomi pesantemente durante il viaggio. Nonostante il mio stato psico fisico influenzato, molto influenzato, sono riuscita ad imparare qualcosa, a mangiare in posti che mi hanno rapito e a vedere il carnevale di Basilea, famoso in tutta Europa e ambitissimo da tutti gli svizzeri.

IMG_6725Prima tappa sono state le saline di Bex nel cantone Vaud ( vi ripeto i cantoni così li imparate bene, più precisamente in questo cantone si coltivano mele e pere; è la terra del formaggio, della salsiccia e il grano). Le Saline di Bex costituisce la fonte di oro bianco della Svizzera, la prima galleria fu scavata nel 1684 con martello e scalpello, lavoravano 200 uomini contro i due di ora, ma la produzione di sale è tutt’ora in tutta la Svizzera di 600 000 tonnellate l’anno insieme altre due saline importanti Schweizerhalle e Riburg in Basilea. Ora si possono visitare le Saline di Bex con un fantastico trenino storico grosso come il tunnel (piccolo) che percorrerete per quasi 4 km dentro la montagna. Se avete la febbre e il mal di schiena e sentori di claustrofobia sarà un viaggio mistico dentro e fuori di voi. Se superate il tunnel indenni,  vedrete all’interno un museo, una sala riunioni,  una sala per cerimonie e matrimoni, circondati da volte saline a temperatura mite, con sentori di zolfo. Proprio per queste  caratteristiche di umidità e temperatura hanno costruito una grande cantina dove fanno invecchiare il vino, #abbattiamolemontagne. Usciti dalla montagna, potrete far rifornimento di qualsiasi prodotto cosmetico e alimentare a base di sale. Il Sale des Alpes sarà come vi ho anticipato una delle colonne del padiglione a rappresentare i valori della Svizzera in termini di solidarietà e responsabilità in ambito alimentare proprio perché è estratto in maniera responsabile dal cuore delle montagne svizzere.IMG_6693

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La prima tappa gastronomica invece, è stata a Montey al Cafè du Théàtre du Crochetan dove teatro e alta gastronomia si incontrano. Lo chef  Mauro Capelli ci ha preparato un pranzo di benvenuto con il cuore e il sorriso. Orgini italiane, ma scuola svizzera usa sapientemente ingredienti del territorio, li conosce bene e li assembla con cura. Qualche suo piatto per farvi capire: purè di patate viola, cavolo fermentato Kropeck di farro e buccia di patata agria seccata; Filetto di manzo di Fleur d’Herens (vi ricordate le mucche regine che lottano d’estate?) in tempura e tragopogon (una radice dolce) in tempura di miso, verdure amare e salsa di Miso bruno. Millefoglie caramellata alle mele Boscop (La bella di Boskoop è una varietà di mela che, come indica il nome, è originaria di Boskoop in Olanda, dove è stata creata nel1856) e bergamotto con crema leggera all’Assenzio dalla Val de Travers -chiamato anche «fata verde». Inoltre Mauro per il viaggio ci ha regalato un panino indimenticabile, più che gourmet, una marmellata di albicocche della valle e del cibo che si è impresso nel cuore.

La seconda tappa ha visto protagonista a suo modo la seconda colonna dell’Expo2015, le mele. Il Canton Uri è la culla  di Gugliemo Tell e la sua storia narra che attraverso lo scoccare di una freccia contro la mela adagiata sulla  testa del figlio, liberò la Svizzera dal dominio ausburgico. O meglio, le cose si complicarono un tantino dopo aver superato la prova, ma alla fine ci riuscì.Il Canton Uri oltre ad essere un po’ il simbolo della mela è anche la prima confederazione helvetica -che deriva dagli Elvezi che abitavano il territorio 2000 anni fa.

La Svizzera si è formata grazie ad un processo di oltre  settecento anni, avviato dall’unione dei tre cantoni originari di Uri, Svitto e Untervaldo fino all’odierno assetto federale, che coniuga i diversi interessi dei singoli Cantoni con gli interessi generali del Paese. La seconda tappa ha visto il culmine della mia influenza. Gli aspetti che più ricordo sono una cena nel Hotel Chedi, l’apoteosi del lusso e il quinto in tutto il mondo della catena. Nevicava molto, ma molto, era sera, c’era una mostra di un famoso artista italiano che esponeva Marylin brillanti e Audry paiettate.

Divani ovunque, pianoforti a coda suonanti, falò sotto la neve indotti e una grande piscina all’interno della hall. Personale di servizio pronto a riprenderti, se facevi foto ai clienti perchè pare ci fosse qualche emirato in vacanza. Noi eravamo abbastanza impresentabili, stanche dopo 7 ore di viaggio, io malatissima. Ma nonostante tutto, la cena offerta è stata sorprendente, in questa grande sala da pranzo con circa cinque o sei cucine a vista e una colonna di vetri per la degustazione dei formaggi. Li ho incominciato a pensare di essere in preda ai deliri in effetti. All’uscita il nostro pullman, aveva le catene e la neve aveva superato il metro ovunque. Poi non ricordo più……Per il Canton Uri delego Travel To Taste che era più sana di me.  L’unico momento di lucidità è stato dopo sedici ore di sonno, il pranzo del giorno dopo doveall’ Hotel Schwarzer Lowen ad Altdorf abbiamo assaggiato i piatti tipici locali, come la carne di agnello Butler e crauti e una zuppa di pesce di lago Fuelen IMG_6747Dopo aver dormito a lungo nella terra di Tell ho ripreso le forze per continuare il viaggio verso un’altro cantone, quello di Basilea verso il carnevale…. to be conitnued.

P.S. Credo di aver parlato tutta la sera all’Hotel Chedi, se ci sono mai realmente stata, con una donna incredibile, responsabile dell’espansione economica solo del Canton Uri, mi è sembrato un mestiere astronauta e affascinante, mi ha raccontato tutta le sera che cerca aziende che vogliano investire in Svizzera, volevo proporgli la mia lapide, ma ormai non riuscivo nemmeno più a formulare delle frasi sensate e per far bella figura al paese che rappresentavo facevo si con la testa. #abbattiamolemontagne

 

Suggestione per le vacanze e un salto alla Pecora Nera.

Nel mio peregrinare in questo mese, sono stata invitata a provare un ristorante in un albergo di Montecatini, La Pecora Nera. IMG_3722

Per queste vacanze per un capodanno o un’ epifania un po’ diversa dal solito, vi consiglio un fantastico soggiorno alle terme, una visita al paese di Babbo Natale per chi ha dei bambini, senza perdervi il ristorante all’interno di Ercolini&Savi Hotel. Di primo acchito l’apparenza sontuosa lascerebbe un po’ interdetti sulla fruibilità del luogo, invece poi osando a consultare le tariffe delle camere è assolutamente un hotel a  cui fare riferimento se hai un budget contenuto. Camere pulite, servizio e accoglienza eccellente e un ristorante di tutto rispetto dove regna la semplicità della cucina , le buone e consolidate abitudini e un tocco di innovazione e ricerca in alcuni piatti voluti dalla patron del ristorante la Sig.ra Luciana, la mamma del posto, dell’hotel e del ristorante. La gestione dell’albergo ormai è strettamente gestita dai figli, mentre lei si dedica alla cucina, la sua passione di sempre. La patron del Pecora Nera sa cosa fa e vizia i suoi consolidati clienti senza perdere d’occhio i giovani, le famiglie e le “coppiette” che prediligono il posto per gli anniversari.

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In un ambiente famigliare, ma estremamente elegante, abbiamo potuto assaggiare i piatti che il ristorante propone. Piatti che arrivano dalla tradizione toscana, ma anche quella pugliese e lucana, i piatti della coccola che fanno bene all’anima dopo una giornata passata tra massaggi e terme.

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Un bel piatto di orecchiette con le cime di rapa sino alla crema di fave con cicoria, il baccalà sulla vellutata di ceci, ma il piatto che ha attirato la mia attenzione è stato:  la tagliata di Pata Negra. Tendenzialmente se ne conosce il prosciutto ma la sig.ra Luciana osa di più e ne comanda una tagliata del famoso maiale spagnolo massaggiato con cura per irrorarne la carne.  Ho gradito di molto l’esperienza e ne è valso il viaggio.  Per quanto riguarda le terme vi consiglio Grotta Giusti Resort a Monsumano.

IMG_3737Buone vacanze e concedetevi del tempo per la vostra anima, il vostro corpo e la vostra mente senza dimenticare di mangiare cose buone.