Expo 2015- Come arrivare: con i mezzi e con il cuore

Expo2015 ha aperto le porte a Milano il 1° maggio, Giornata Mondiale dei Lavoratori. Un buon modo per festeggiare, credo, e per dar modo ai 145 Paesi che hanno deciso di affrontare questa esperienza, di mostrarsi al mondo dopo mesi di duro lavoro.

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Tantissimi padiglioni, cluster (padiglioni tematici), spettacoli e iniziative quotidiane vi stanno aspettando. Io vi aiuto a visitare Expo al meglio.

Un grande corridoio, il decumano, che non può che affascinare. Un passo dietro l’altro facendo il giro del mondo in una passeggiata di un paio di chilometri. Quanti paesi ci sono? Quanti padiglioni? Come ci si arriva? Quanto costa? Cosa vedere prima? Tante domande affiorano nei pensieri di tutti noi che stiamo vivendo questo grande evento internazionale ed epocale. Non sono mancate le critiche, le paure, i ritardi, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Non avendo grandi aspettative, tutto mi ha sorpreso più dell’immaginabile. Spesso le situazioni vanno affrontate di pancia per ragionare dopo, anche solo per non togliere un po’ di quella poesia che le esperienze nuove possono regalarci. Andare all’Expo è un come fare un viaggio. C’è chi ha bisogno di conoscere tutto prima di andarci, di passare al setaccio un Paese, individuando lati positivi e negativi e c’è chi, come me, decide di farsi sorprendere, appassionare e anche deludere.

Per cui al momento vi racconterò solo come arrivare con la giusta predisposizione d’animo.

Come arrivare. Consiglio di raggiungere Milano in treno: veloce, sostenibile e comodo. Potrete arrivare direttamente a Rho Fiera con l’alta velocità oppure da Milano Centrale, da cui prenderete la metro rossa o linea 1 in direzione Rho. Nota: ci sono due metro che vanno nella stessa direzione, ma poi si separano e si fermano per un lungo tragitto nelle stesse fermate. Una ha destinazione Bisceglie, ma no è quella che dovete prendere. A voi serve l’altra, dove c’è scritto Rho Fiera. Può sembrare scontato, ma non lo è per chi non è abituato a metropolitane che coprono una vasta rete.

Una volta giunti a Rho troverete le indicazioni per Expo ovunque. Seguitele e arriverete a uno dei tanti ingressi. Se invece volete arrivare in auto, seguite sempre per Rho Fiera e direzionatevi verso i parcheggi nelle zone vicino alla fiera Rho (che è da un’altra parte rispetto all’Expo. Lì troverete tantissimi parcheggi a 14€ al giorno o in alternativa è possibile sostare nel parcheggio dell’Nh Hotel a 16 € al giorno. Poi davanti all’entrata gialla Nh troverete una navetta gratuita che, ogni dieci minuti, collega la Fiera all’Expo sino a mezzanotte. La distanza per raggiungere l’Expo è di circa 2 chilometri a piedi per arrivare davanti ai tornelli. Vi consiglio di non stancarvi subito perché dentro all’Expo vi aspetteranno lunghe passeggiate. Scarpe comode, macchina foto, e pochi orpelli metallici per velocizzare l’entrata perché affronterete controlli proprio come in aeroporto prima di un grande viaggio. In fondo ve l’ho detto che è come fare un viaggio! E poi state a guardare: entrerete in una dimensione parallela sorprendente fatta di tantissime persone provenienti da tutto il mondo orgogliose del proprio Paese. Persone, e vi dirò una cosa sorprendente, con cui potrete parlare e confrontarvi. Non perdete per nessuna ragione questa occasione meravigliosa. Io ho deciso di approfondire il padiglione svizzero per voi e di dialogare con loro. Sei mesi in cui vi racconterò le iniziative più importanti e come si muovono i nostri vicini di casa all’Expo. E intanto che sono li perché no, qualche indiscrezione verso gli altri padiglioni non mancheranno.IMG_0204_2

Le informazioni per i biglietti  le potete trovare qui:  http://www.expo2015.org

Bali, una vacanza per due

Eccoci di ritorno dalla meravigliosa isola di Bali, 15 giorni di totale immersione in un mondo di spezie, colori profumi, incensi, foglie di banano, piante d cacao, frutti della passione, mangosteno, sorrisi inchini e suoni del gamelan in ogni strada.

Bali è il luogo del cibo, della gastronomia, dei corsi di cucina, della miscela di ingredienti. Nel mio viaggio mi sono concessa un corso di cucina per carpire i segreti di questa cucina così complessa ed elaborata. Le donne a Bali si svegliano presto verso le 6 del mattino e si dirigono al mercato del paese che in genere è aperto 24 ore su 24, comprano il necessario per la giornata spezie verdure, e preferibilmente pollo, più raramente carne di vitello.

Poi arrivano nelle proprie case in genere tra le risaie , in luoghi mozzafiato circondate da statue indù, ruscelli,cascate, palme e alberi di cocco. Iniziano a costruire scatoline di foglie e fiori adagiati sull’acqua,accendono incensi a fianco e iniziano le preghiere agli dei protettori della giornata, con gesti eleganti con petali di frangipane .

Poi iniziano a cucinare per tutti i pasti della giornata in abbondanza, in modo che i pranzi e le cene siano pronti per chiunque passi dalla casa.

Un Nasi Gore, un Gado Gado, le frittelle di mais, gli spiedini di pollo Satay, solo alcuni dei piatti principali. Il processo di parte in maniera accurata raccogliendo tutto ciò che la terra offre, spezie, pepe, peperoncini di ogni genere, noce moscata e 4 tipi di zenzero, sali di diverso tipo, chiodi di garofano, coriandolo, semi di sesamo, e ancora il galangal, ginger, kencur e turmeric, le fogli di lime, e  il re del lemongrass che abita ogni pietanza, l’aglio. Il tamarindo il pesce essiccato, la salsa di Soya, e la palma da zucchero. Bene questi ingredienti vengono pestati in combinazione diverse dentro a mortai di pietra grigia. Le basi cambiano per ogni piatto e c’è una diversificazione a seconda del piatto che si vuole ottenere.

Quando si è in vacanza si provano molteplici ristoranti e cuoriforchetta si è dovuta operare a sperimentare posti speciali anche in questa vacanza degna di una luna di miele, altro che primo appuntamento. Dopo 30 ore d viaggio qui si deve far sul serio. E di seguito vi dirò i migliori ristoranti che ho provato:

1.Cafè des Artist, atmosfera lounge, candele, quadri alle pareti con lucertoline posizionate alle cornici, rigorosamente vere. Pietanze indonesiane, noodles nobili, ma anche piatti europei e sopratutto belgi. Atmosfera raffinata, romantica ed esotica.

2.Dirty Duck, ristorante di lusso, in cui l’anatra regna e si dice sia la migliore anatra al mondo. Peccato che la specialità sia quest’anatra abbrustolita e croccante che pare sia una roba ricercata. Io l’avrei usata per giocare a rugby, ma non si può dire che il gusto non fosse al’altezza della reputazione. Il posto è chic con laghi fontane luci tavoli bassi orientali cuscini e luci soffuse. Ma vi assicuro che le posate non sono contemplate per addentare il volatile.

3.Babi Guling, un luogo surreale a picco sulla giungla dove cucinano maialino allo spiedo e insalata di fagiolini piccante, gelato al cocco, come menù fisso credo a 4 euro super giù. Dicono sia la specialità di Ubud, per cui come rinunciare.

4.Casa Luna, Qui ho fatto il corso di cucina famoso e sono venuta a provare il ristorante. Come ogni ristorante che diventa famoso, secondo me poi peccano un po’ di presunzione e le porzioni erano molto piccole rispetto allo standard e i piatti molto cari .Insomma nessuna grande differenza da qualsiasi Warung della città , anzi. Ma il corso è stato un’esperienza indimenticabile. Maneggiare spezie, tritarle, pestarle, toccale sentirne gli odori , mescolarle insieme e scoprire i trucchi alla base della cucina balinese credo sia stata l’esperienza più significativa per comprender e meglio questo paese. Non si passa dal cibo per capire una popolazione?

6.Abu Bali, Monkey Forest. Per me il meglio, un cucina attenta ai dettagli, originale. Piatti orientali cucinati all’occidentale, con ingredienti semplici, Carni morbide e salse non troppo invadenti, personale simpatico, attento veloce, wifi efficace, fosse davanti a casa, sarei cliente abituale. Poi ha tanti cuori illuminati che mi rendono felice e mi sento a casa.

E infine il 7. Blu D’amare che richiede una nota a parte. Isola dei galeotti di Trawangam, così erano i primi abitanti di quest’isola. La scelta un po’ atipica di andare a dormire in una gesthouse e famosa trattoria gestita da italiani, o meglio mamma e figlia emiliane, non è da me in viaggio. Ma in effetti il sito le camere, e il desiderio di conoscere due italiane che vanno a vivere a Bali lasciando tutto, mi sembrava ugualmente curioso da indagare. E così approdata, non mi sono pentita per nulla. Due donne solari ,Siva e la figlia Alessandra, emiliane fino all’osso. Il piccolo Adriano che cresce tra i fiori di frangipane e in un isola senza auto, inseguendo le lucertole, e gettandosi come un pazzo in mare all’età di 8 mesi, temerario e marinaio come il babbo “bracciodiferro’ che ogni giorno va pescare pesci per i pasti del giorno. Se non vi sembra particolare…questo. Le camere sono ineccepibili, il posto è davanti al punto più indicato per lo snorkeling. Fanno cucina balinese e cucina emiliana , la tartare di tonno e gli strozzapreti ai frutti di mare, che saltano dalle onde per arrivarti nel piatto che tieni in mano sul lettino della spiaggia, quando non hai nemmeno voglia di sederti a tavola. Sei giorni senza mettere le scarpe tra chiacchiere veloci  sull’anima di Bali vista con gli occhi di due donne coraggiose e tenaci. Tra i fiori di un paradiso e la femminilità che emerge in ogni angolo, e quella sensazione di sentirsi un po’ a casa ma dall’altra parte del mondo.