Una giornata dai ‘cugini fighi’ di Novara

Dista un’oretta da Torino, una di quelle città in cui non vai perché troppo vicina, un po’ perché loro, i novaresi, non si sentono molto piemontesi, ma più vicini alla Lombardia e non li puoi sentire vicini alla famiglia di origine. E allora un po’ di snobismo reciproco è contemplato tra le due città. Ma da più vicino, conoscendosi e annusandosi ci sono più cose che ci accomunano di quello che si pensi. Invitata dall’Atl di Novara per un ‘ricongiungimento famigliare’, non ho potuto esimermi di andare a trovare i cugini fighi, quelli con i soldi, ordinati e pettinati bene. Con il cuore aperto e con la curiosità del parente che invece di arrivare dalla grande città, arriva dal paese, mi sono incamminata saccente verso il piccolo viaggio. La famigliarità è stata immediata.

Ho ceduto immediatamente durante la visita dell’antico pastificio dei biscottini novaresi Camporelli. Mia mamma dice che li mangiava da piccola e si chiamavano novarini, ora scopro dove nascono e da dove hanno avuto origine quelli che ora industrialmente si chiamano pavesini. Non dimentichiamo allora della ricetta originale è dei miei cugini di Novara. (Li ho conosciuti da poco e sto già diventando patriottica). Il pastificio è nel centro di Novara in una piccolissima via con il laboratorio annesso e il profumo di biscotti che pervade l’atmosfera. Qui si fa ancora tutto a mano, dalle donne in un piccolo laboratorio sin dal 1852. I biscotti sono leggerissimi, ma più grandi di quelli che conosciamo, fatti solo di farina, uova e zucchero, senza grassi aggiunti nemmeno per la cottura. Oltre ad essere gli originali sono anche i veri Bis-cotti, cotti due volte. Tutto il resto è galletta.

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Inebriati dal profumo ci dirigiamo verso la ‘piccola Mole’ come la chiamo io, in realtà è la cupola della cattedrale di San Guadenzio. Simbolo della città di Novara. Edificata da Alessandro Antonelli, stesso architetto della Mole Antonelliana di Torino, nel 1844 e poi, come d’abitudine dell’architetto, duravano per molti anni sino a concludere intorno al 1878. Alta 121 mt e a base circolare è a differenza della nostra, fatta di legno e mattoni e calce. Ora tiene il primato dell’edificio più alto al mondo senza l’utilizzo del ferro. Prima era della Mole, ma poi dopo il crollo del 1953, ha avuto bisogno del rinforzino in ferro. L’architetto amato e odiato dai novaresi, ha contribuito con molte opere al disegno della città. Un suo desiderio nella progettazione era non stravolgere le caratteristiche dell’esistente. Infatti la cupola è a pianta circolare come la sua città, mentre la Mole ad esempio è a base quadrata come tutta Torino.

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Dopo una bella passeggiata tra le strade ordinate e i bei negozi e la gente con tanti pacchi di Natale, ci siamo diretti verso in uno dei ristoranti più apprezzati della città.

Il CONVIVIUM di Giampiero Cravero, una cucina vera genuina del territorio e mai banale. Attraverso lo chef e questo posto elegante e raffinato scopriamo le eccellenze del territorio novarese: il riso. Dall’antipasto al dolce, una vera e propria verticale di riso, rosso, venere e bianco.

Ecco il menu..Antipasto riso rosso e baccalà

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Primo gnocchi al riso nero, gorgonzola e gamberi, piatto originale dello chef 

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Secondo, polenta bianca di riso con coregoni e per dolce, Tiramisù con biscottino di Novara nella crema al mascarpone.

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Il tutto accompagnato da un bianco innominabile (sapete che la terminologia erbaluce al di fuori di Caluso non può essere utlizzato, ma anche questo mi accomuna ai miei cugini).

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I racconti dello chef Cravero si alternano ad ogni piatto. Il riso in queste terre è il re delle tavole. Il riso rosso ermes e nero venere viene prodotto e nasce qui in queste terre, in laboratorio da due piemontesi e due sardi dall’azienda Falasco di Casalbeltrame con la sintesi di due specie, una specie antica cinese e un riso bianco autoctono. Ma la giornata è ancora lunga e gli incontri con i parenti non finiscono. Novara regala piccole realtà della tradizione e grandi esperienze industriali, itinerari nella natura e castelli sparsi nel tragitto, la mia giornata non è finita qui…..

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