Pollenzo e le Langhe, una gita fuori porta

Quante volte per andare in un buon ristorante decidiamo di andare fuori città? Ci capita spesso di associare un nuovo ristorante dove mangiare ad una gita fuori porta. Questa volta non mi hanno solo chiesto di mangiare, ma anche di provare il nuovo Suv Della Ford, la Ford EcoSport. IMG_5714 La sensazione è piacevole di ricevere le chiavi in mano,  un’auto tirata a lucido blu elettrico, navigatore impostato e via verso un piccolo, ma nuovo viaggio.  L’aspetto più divertente è stato non preoccuparsi della strada, guidare con una meta che gli altri hanno deciso per te, spegnere il comando della “decisione” e farsi trasportare tra le strade delle colline autunnali con vigneti di mille colori , accendere il proprio pilota automatico e via, godendosi il piacere della guida.img_5716 Non sono una guidatrice incallita, ma giunta a destinazione avrei continuato a guidare perdendomi tra chiacchiere e pensieri. L’unico vero motivo della mia felicità è stato raggiungere una meta speciale che hanno deciso per me: l’Università di Pollenzo.IMG_5671
Pollenzo, fino ad una decina di anni fa, non se ne sentiva nemmeno parlare. Invece ora è la sede della più grande Università degli Studi di Scienze Gastronomiche d’Italia con un’eco in tutto il mondo. Infatti la metà degli studenti sono stranieri. Inutile dire che per chi è appassionato di cibo come me, un master a Pollenzo sarebbe la prima cosa che gradirebbe fare, da sempre e da più tempo. Un vero sogno nel cassetto ricevere lezioni dai più grandi esperti internazionali di cibo, vini, marketing e comunicazione.IMG_5667

Il borgo di Pollenzo non si trova distante da Bra, divide le Langhe dal Roero attraverso il fiume Tanaro  e nei primi dell’800 diventò la residenza estiva dei Savoia, di Carlo Alberto. Il luogo composto da un castello, una torre e una piazza, una chiesa, il podere e  le cascine dai colori infuocati di rosso. Una delle funzioni della tenuta era gestire la parte economica e finanziaria come un’Agenzia delle Entrate. Mentre la destinazione principale secondo Carlo Alberto era fare diventare questo luogo un centro di sperimentazione agricola. Lo stile dell’intera tenuta è in stile neogotico, ricorda lo stile francese, ma in realtà è unico nel suo genere architettonico.

IMG_5680Abbiamo pernottato nell’albergo dell’Agenzia, la vecchia agenzia delle entrate come dicevo e visitato la Banca del vino, una cantina dove si ritrovano le antiche rovine romane. Un luogo dove poter conservare la memoria fisica del vino italiano con centinaia di etichette selezionate da una commissione di esperti. Le bottiglie di vino possono invecchiare in casse di legno alla giusta T° e a 80% di umidità. Un percorso lungo l’Italia del vino dove è possibile capirne le provenienze, le caratteristiche e i terroir esposti e associati ad ogni bottiglia di vino.  Ogni produttore che desidera portare il suo vino nella banca dovrà consegnare 48 bottiglie, 12 vengono conservate e poi degustate, per comprenderne l’evoluzione dell’invecchiamento; 12 sono destinate alla vendita, mentre 24 rimarranno nella banca per costituire l’eredità nei confronti del vino del futuro.

Dopo una cena piemontese a base di piatti semplici, ma genuini e alcuni presidi SlowFood, abbiamo pernottato nei grandi letti dell’albergo con i soffitti con le travi di legno per essere pronti a ripartire con l’auto , questa volta un nuovo modello di colore giallo per tornare in città passando per altri percorsi, altre strade, altri paesaggi e tenute.

Una domenica al ristorante dell’Agenzia, una visita alla tenuta di Pollenzo e una degustazione alla Banca del Vino con le meravigliose spiegazioni dei ragazzi dell’Università, è una gita che vale la pena fare quando l’autunno non ha lasciato il passo all’inverno. Se poi dovete cambiare auto, la Ecosport è perfetta per la città e per la vita in campagna, un suv tutto al femminile.

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