Maimuna una storia lunga un viaggio: Gambia, Svizzera, ExpoMilano

Ci accoglie con il sorriso contagioso, di quei sorrisi africani ineguagliabili che ti aprono il cuore. Ci ha preparato un pranzo luculliano come per un grande evento. Ed in effetti  sono le prove generali per la festa Nazionale del Gambia ad Expo il prossimo 5 settembre. IMG_0068La presentazione è perfetta, un vassoio argentato con tre tipologie di cereali. Un riso dai colori della terra da cui arriva, il Benachi, piatto tipico a base di riso rosso verdure, zenzero e zafferano, uno bianco basmati e un cous cous giallo come il sole che scalda quel limbo di terra. Benachi significa “un solo tegame”, gli ingredienti vengono messi a seconda dei tempi di cottura, prima viene fritto il pesce o la carne con gli aromi, una volta tolto l’ingrediente fondamentale si aggiunge il pomodoro e il riso, il gombo, lo zafferano e lo zenzero e si lascerà in cottura fino ad assorbimento della salsa. IMG_0044E poi cinque tipi di pietanze, il mafe, uno stufato di arachidi da accompagnare ai risi, lo yassa a base di stufato di cipolle da accompagnare pesce e carne e infine  lo stufato di verdure alla salsa di pomodoro leggermente piccante. E poi i buonissimi snack chiamati Accarae che troverete sui cigli delle strade polverose d’Africa nelle tante bancarelle presidiate da donne che ne avranno cucinato ogni varietà per voi: involtini di verdure, platano fritto, frittelle di banana, verdure e farina. IMG_0048

La storia di Maimuna è colorata come il pranzo che ci ha offerto. Parte da piccola dal Gambia, viene adottata da una famiglia danese. Da grande frequenta un master sull’alimentazione biologica, poi si trasferisce in Germania dove impara il tedesco prima di scegliere la Svizzera e in particolare Zurigo, per far crescere i suoi figli. Ho scelto un posto in cui mi sento al sicuro” racconta “Ho quattro figli di cui due gemelle e vorrei che crescessero in un paese in cui possano ricevere la massima educazione, questo è il mio desiderio e il desiderio che aveva mio padre per me”. Con il marito riesce a costruire un’azienda di servizi, dove la cultura della sua terra d’origine prevale: l’artigianato, la musica, la cultura, il cibo e l’arte. L’azienda si chiama Chams come il suo papà africano. E infine la fiera internazionale di Expo dove Mamuni ha il desiderio di portare la Gambia e riesce con i suoi soli mezzi, senza sponsor, senza finanziamenti a realizzarlo. L’azienda di famiglia paga tutto e la Gambia c’è. Uno dei più piccoli paesi africani circondato dal Senegal affacciato all’Equatore è presente nei cluster della frutta  e dei legumi. A causa del suo clima questa piccola striscia di terra fortunata e baciata dalla giungla tropicale è piena di frutta e ortaggi e piantagioni, mentre a poche miglia a nord e ad est la desertificazione del Sahel sta avanzando senza tregua.

La terra dei Mandinghi attraversata dal fiume in tutta la sua superficie è ad Expo2015 attraverso le azioni di una donna coraggiosa svizzera di origini gambiane che fra qualche giorno cucinerà con orgoglio per il primo ministro  del Gambia con la consapevolezza di aver fatto qualcosa di concreto per il suo paese.

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