Un Tour Guidato al Padiglione Svizzero

Sabato 23 maggio a “Che Fuori Tempo che fa”, Gramellini ha portato l’esperienza del Padiglione Svizzero e il loro concept o esperimento sociale: “Ce n’è per tutti?” e le loro 4 torri di cui vi ho già ampiamente parlato. Siamo a nemmeno un mese dall’inizio dell’Expo e il quarto piano delle torri, quelle delle mele e dell’acqua  sono finiti. Resistono il caffè e il sale. Ma a questo andamento non resterà poi molto fino ad ottobre.

Fortunatamente il padiglione è pieno di risorse e gli stimoli culturali non mancano. Ho deciso di accompagnarvi  in un piccolo tour del padiglione. Si cerca la biglietteria all’entrata del padiglione per munirvi di biglietto rigorosamente gratuito per accedere alle torri, non dimenticate che potete anche prenotare on line i biglietti e accedere immediatamente alla visita.

Qui il Tour Virtuale 

Sull’ascensore una voce vi allerta di pensare che se prenderete tutto ciò che volete all’interno delle torri non ne resterà più per chi viene dopo. Questo pare però non sia bastato ad evitare l’incetta di mele disidratate e di bicchieri griffati di montagne per bere l’acqua. Inutile dirvi che si sono viste persone uscire con scatole intere di mele sotto gli occhi stupefatti delle guide e degli altri visitatori.

 Ma il tour continua. Appena a fianco alla biglietteria troverete il modellino della futura galleria di base del San Gottardo -Nuova ferrovia transalpina Gottardo 2016 (NFTA), la galleria ferroviaria più lunga del mondo con i suoi 57,1 km di lunghezza, che sarà inaugurata nel giugno 2016. Quindi manca poco. Con questo modulo espositivo l’UFT intende far conoscere ai visitatori di Expo Milano 2015 la nuova ferrovia transalpina (Alptransit) che consentirà di ridurre il viaggio in treno da Zurigo a Milano da quattro ore a tre ore. Proprio sotto la rampa potrete guardare attraverso un congenio che creerà l’illusione della velocità del treno e gli effetti luce all’interno.IMG_0064

Passata la rampa e le torri dirigetevi alla mostra sull’alimentazione della Nestlé a sinistra del Padiglione. Quest’inverno ho potuto visitare Vevey, un paesino sul lago di Ginevra dove c’è la sede amministrativa del colosso alimentare, ma è anche vissuto e morto Charlie Chaplin in un paesino vicino (Corsier-sur-Vevey ). Nonostante le polemiche e le scelte individuali, l’aspetto della ricerca sull’alimentazione e sulle abitudini alimentari non possono che essere di grande professionalità all’interno di una multinazionale. Già a Vevey troverete il museo dell’alimentazione che vi darà il benvenuto con una grande forchetta piantata nel lago. E’ un museo indipendente sull’alimentazione ma voluto e finanziato dall’azienda. All’interno dell’Expo troverete un percorso interessante sull’alimentazione dei primi 1000 giorni di vita di un essere umano.  Dal primo giorno al secondo anno di età, periodo fondamentale per la crescita dell’individuo, per la formazione dei gusti e delle preferenze alimentari. L’uomo nel suo rapporto con il cibo coinvolge non solo i sensi, ma anche le proprie emozioni e la propria memoria, arricchendo di significati un atto originariamente legato alla mera sopravvivenza. Si racconta anche i segreti dell’affascinante relazione fra persona e cibo, una guida alla scoperta di come e perché la mente e il corpo interagiscono continuamente allo stimolo del cibo e dei meccanismi che ci portano a desiderare, scegliere e gustare quello che mangiamo ogni giorno. Un percorso di visita che prevede 4 tappe dedicate ciascuna ad un tema: – Crescita e sviluppo del cervello; –   Fame e sazietà; – Il ruolo dei sensi e delle emozioni nella nutrizione; Salute e cibo: il futuro Un viaggio affascinante fra cibo, mente ed emozioni.

Usciti dalla mostra sull’alimentazione potrete fermarvi davanti allo Switzerball, un flipper gigante che simula un viaggio in Svizzera, un’opera dell’artista Charles Morgan. La pallina prenderà il treno il battello, le funicolari passando per i luoghi e le attrazioni turistiche più significative: il castello di Chillon, le mongolfiere che partono dal Castello d’Oex, una gustosa fondue al formaggio o uno dei numerosi centri wellness della Svizzera. Insomma si parla di turismo attraverso un’altra installazione esperienziale. « La Svizzera ad un passo da Expo » è lo slogan per invitare i vicini di casa italiani ad esplorare tutto ciò che il paese offre. Le città Elvetiche, le montagne, i rifugi, i laghi. Un anno di tour in questo paese mi hanno permesso di comprendere la varietà di mete da esplorare e la curiosità di andare ancora dove non sono riuscita ad arrivare. Basilea, Friburgo, Ginevra, Locarno, Lugano e il canton Ticino. E’ un paese così interessante per differenti paesaggi e culture che difficilmente può stancare.

Le mostre temporanee sulle principali città che troverete al padiglione esattamente alla base dei silios sono un panorama di ciò che potrete trovare in Svizzera. Il primo periodo è dedicato a Basilea, poi si susseguiranno Zurigo, Ginevra, nonché i partner ufficiali del Padiglione presenteranno il lato più urbano e culturale.

Ci  si  concentrerà  sulle  innovazioni,  in  particolare  nei settori della scienza dell’alimentazione, dell’utilizzo sostenibile delle risorse e  della  produzione  di  generi  alimentari.  Inoltre,  le  presentazioni  delle  città servono  anche  da  piattaforme  per  attività  nell’ambito  della  cultura,  del turismo e dell’economia. Cosa racconta Basilea? Andate a vedere…ma per esempio che eccelle nelle biotecnologie alimentari e nella ricerca. All’entrata vi racconterà che la questione famigerata che gli spinaci contengono tanto ferro è una credenza dovuta ad un errore numerico di trascrizione avvenuto nella storia, cavalcato poi dalle grandi aziende per vendere il prodotto. Oppure potrete sapere da dove arriva il cortisone. Sentire la voce di Nietzsche che anima una scultura che lo rappresenta. Le suggestioni del carnevale notturno e unico nel suo genere al mondo si cui la città va fiera. Una metropoli europea piena di sorprese e con un’altissima vivibilità

Vi ho raccontato tutto? No, manca la parte che mi piace di più. Ristorante e Take Away e piccoli distributori di raclette. Potrete mangiare raclette per tutto lo spazio espositivo all’aperto a soli 4,50 euro oppure prendervi una ricca insalata al take away a prezzi accessibili vicino al bosco di betulle o ancora sedervi comodamente al padiglione e gustare i piatti della tradizione montana cucinati dal giovane Chef Jean Yann che vi porterà con il suo menù attraverso i suoi cantoni montani. La fondue, il pesce di lago coregone, la carne essiccata dei grigioni, i pizzoccheri della Valposchiavo. La meringa alla doppia panna di Friburgo. Un tablet vi spiegherà cosa state mangiando e vi racconterà le abitudini alimentari della svizzera. I metodi di coltivazioni, gli allevamenti. Anche il pranzo può diventare un momento di approfondimento divertente. Un quiz alla fine del vostro tour vi chiederà quanto siete svizzeri, fatelo, scoprirete quante cose non sapevate di un passe così vicino a noi. Io ho avuto un punteggio di 10 su 12 e mi ha classificato come “quasi svizzero”, ma intanto ho scoperto che in tutta la Svizzera ci sono 190 ghiacciai!

Il defaticamento ve lo consiglio davanti al palco ascoltando un buon concerto di musica di uno dei tantissimi giovani gruppi musicali che si alternano giornalmente, una buona birra e magari un laboratorio del cioccolato all’aperto che nonostante sia apparentemente più per bambini vi permetterà di produrre la vostra tavola di cioccolata ed avere anche la merenda.

Ma il cioccolato non è solo un gioco/laboratorio. “Nel presentare una mostra del suo Plantwise programma a Milano Expo 2015, la Svizzera spera di fornire ai visitatori una dimostrazione di come aiutare i piccoli agricoltori contribuendo alla lotta contro l’insicurezza alimentare.” Plantwise, un programma attualmente in corso da parte dell’organizzazione non-profit CABI  (Centro per lo sviluppo agricolo BioScience International), è stato scelto come un modello sul quale illustrare queste tematiche.    

“Il progetto Plantwise  ha creato un database online che collegherà s più di 1500 cliniche vegetali.  Le informazioni raccolte nella banca dati consentirà di diagnosticare le condizioni dell’impianto e di offrire un trattamento adeguato. I piccoli agricoltori possono andare alle cliniche per consigli pratici su come gestire i loro raccolti e combattere malattie e parassiti.”

L’applicazione il Dottore delle piante permette ai visitatori di calarsi nei panni di un contadino piccolo proprietario che ha bisogno di proteggere le sue coltivazioni.

https://www.youtube.com/watch?v=AXXvIxE2cNs&feature=youtu.be

Cosa vi posso dire ancora, è un padiglione costruito per portavi passo dopo passo ad entrare nel contenuto dell’ExpoMilano2015  con tantissime suggestioni e stimoli. Tornerete a casa con qualcosa in più, a me succede ogni volta.

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