La Svizzera e le torri dell’Expo2015

Ci si avvicina all’Expo2015 e la Svizzera è pronta.

Il Padiglione svizzero  presenterà una grande piattaforma aperta con quattro torri visibili da lontano, riempite di prodotti alimentari: l’acqua, il caffè, le mele e il sale. I visitatori accedono alle torri attraverso gli ascensori e, una volta arrivati in cima, possono servirsi di prodotti. Man mano che le torri si svuotano le piattaforme sui cui poggiano si abbassano, modificando la struttura del Padiglione svizzero. Il progressivo svuotamento delle torri è registrato in tempo reale e può essere seguito anche sui media sociali. In che modo è possibile garantire un’alimentazione sufficiente, sicura e sana per la popolazione mondiale? Le torri rappresentano il cuore del Padiglione svizzero. I visitatori sono invitati a scoprire la Svizzera, la diversità dei prodotti e i valori, che sono alla base del successo del modello svizzero, attraverso un viaggio ludico nelle torri.  Il viaggio nelle torri segue questo filo conduttore sulla base della propria esperienza personale e offrire così lo spunto per una riflessione sulla disponibilità degli alimenti nel mondo e sullo sviluppo sostenibile lungo tutta la filiera alimentare. I visitatori potranno portare con sé o consumare le quantità di prodotto che desiderano. Saranno il comportamento di consumo e la responsabilità personale di ognuno a stabilire quanto resterà per chi viene dopo e per quanto tempo.

La sostenibilità, l’ambiente, il fascino e l’autoregolamentazione sono aspetti che mi vengono sollecitati ogni volta che affronto un tour In Svizzera. L’Hashtag #abbattiamolemontagne è un modo per comprendere chi è l’altro. Sapete che ormai ho una fidelity card per i nostri vicini di casa. Non solo vorrei prendere la residenza, ma ho anche provato a prenotare una lapide vicino alla statuta di Gugliemo Tell in un piccolo paese del Canton Uri, ammalandomi pesantemente durante il viaggio. Nonostante il mio stato psico fisico influenzato, molto influenzato, sono riuscita ad imparare qualcosa, a mangiare in posti che mi hanno rapito e a vedere il carnevale di Basilea, famoso in tutta Europa e ambitissimo da tutti gli svizzeri.

IMG_6725Prima tappa sono state le saline di Bex nel cantone Vaud ( vi ripeto i cantoni così li imparate bene, più precisamente in questo cantone si coltivano mele e pere; è la terra del formaggio, della salsiccia e il grano). Le Saline di Bex costituisce la fonte di oro bianco della Svizzera, la prima galleria fu scavata nel 1684 con martello e scalpello, lavoravano 200 uomini contro i due di ora, ma la produzione di sale è tutt’ora in tutta la Svizzera di 600 000 tonnellate l’anno insieme altre due saline importanti Schweizerhalle e Riburg in Basilea. Ora si possono visitare le Saline di Bex con un fantastico trenino storico grosso come il tunnel (piccolo) che percorrerete per quasi 4 km dentro la montagna. Se avete la febbre e il mal di schiena e sentori di claustrofobia sarà un viaggio mistico dentro e fuori di voi. Se superate il tunnel indenni,  vedrete all’interno un museo, una sala riunioni,  una sala per cerimonie e matrimoni, circondati da volte saline a temperatura mite, con sentori di zolfo. Proprio per queste  caratteristiche di umidità e temperatura hanno costruito una grande cantina dove fanno invecchiare il vino, #abbattiamolemontagne. Usciti dalla montagna, potrete far rifornimento di qualsiasi prodotto cosmetico e alimentare a base di sale. Il Sale des Alpes sarà come vi ho anticipato una delle colonne del padiglione a rappresentare i valori della Svizzera in termini di solidarietà e responsabilità in ambito alimentare proprio perché è estratto in maniera responsabile dal cuore delle montagne svizzere.IMG_6693

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La prima tappa gastronomica invece, è stata a Montey al Cafè du Théàtre du Crochetan dove teatro e alta gastronomia si incontrano. Lo chef  Mauro Capelli ci ha preparato un pranzo di benvenuto con il cuore e il sorriso. Orgini italiane, ma scuola svizzera usa sapientemente ingredienti del territorio, li conosce bene e li assembla con cura. Qualche suo piatto per farvi capire: purè di patate viola, cavolo fermentato Kropeck di farro e buccia di patata agria seccata; Filetto di manzo di Fleur d’Herens (vi ricordate le mucche regine che lottano d’estate?) in tempura e tragopogon (una radice dolce) in tempura di miso, verdure amare e salsa di Miso bruno. Millefoglie caramellata alle mele Boscop (La bella di Boskoop è una varietà di mela che, come indica il nome, è originaria di Boskoop in Olanda, dove è stata creata nel1856) e bergamotto con crema leggera all’Assenzio dalla Val de Travers -chiamato anche «fata verde». Inoltre Mauro per il viaggio ci ha regalato un panino indimenticabile, più che gourmet, una marmellata di albicocche della valle e del cibo che si è impresso nel cuore.

La seconda tappa ha visto protagonista a suo modo la seconda colonna dell’Expo2015, le mele. Il Canton Uri è la culla  di Gugliemo Tell e la sua storia narra che attraverso lo scoccare di una freccia contro la mela adagiata sulla  testa del figlio, liberò la Svizzera dal dominio ausburgico. O meglio, le cose si complicarono un tantino dopo aver superato la prova, ma alla fine ci riuscì.Il Canton Uri oltre ad essere un po’ il simbolo della mela è anche la prima confederazione helvetica -che deriva dagli Elvezi che abitavano il territorio 2000 anni fa.

La Svizzera si è formata grazie ad un processo di oltre  settecento anni, avviato dall’unione dei tre cantoni originari di Uri, Svitto e Untervaldo fino all’odierno assetto federale, che coniuga i diversi interessi dei singoli Cantoni con gli interessi generali del Paese. La seconda tappa ha visto il culmine della mia influenza. Gli aspetti che più ricordo sono una cena nel Hotel Chedi, l’apoteosi del lusso e il quinto in tutto il mondo della catena. Nevicava molto, ma molto, era sera, c’era una mostra di un famoso artista italiano che esponeva Marylin brillanti e Audry paiettate.

Divani ovunque, pianoforti a coda suonanti, falò sotto la neve indotti e una grande piscina all’interno della hall. Personale di servizio pronto a riprenderti, se facevi foto ai clienti perchè pare ci fosse qualche emirato in vacanza. Noi eravamo abbastanza impresentabili, stanche dopo 7 ore di viaggio, io malatissima. Ma nonostante tutto, la cena offerta è stata sorprendente, in questa grande sala da pranzo con circa cinque o sei cucine a vista e una colonna di vetri per la degustazione dei formaggi. Li ho incominciato a pensare di essere in preda ai deliri in effetti. All’uscita il nostro pullman, aveva le catene e la neve aveva superato il metro ovunque. Poi non ricordo più……Per il Canton Uri delego Travel To Taste che era più sana di me.  L’unico momento di lucidità è stato dopo sedici ore di sonno, il pranzo del giorno dopo doveall’ Hotel Schwarzer Lowen ad Altdorf abbiamo assaggiato i piatti tipici locali, come la carne di agnello Butler e crauti e una zuppa di pesce di lago Fuelen IMG_6747Dopo aver dormito a lungo nella terra di Tell ho ripreso le forze per continuare il viaggio verso un’altro cantone, quello di Basilea verso il carnevale…. to be conitnued.

P.S. Credo di aver parlato tutta la sera all’Hotel Chedi, se ci sono mai realmente stata, con una donna incredibile, responsabile dell’espansione economica solo del Canton Uri, mi è sembrato un mestiere astronauta e affascinante, mi ha raccontato tutta le sera che cerca aziende che vogliano investire in Svizzera, volevo proporgli la mia lapide, ma ormai non riuscivo nemmeno più a formulare delle frasi sensate e per far bella figura al paese che rappresentavo facevo si con la testa. #abbattiamolemontagne

 

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