Valencia in 10 tappe d’amore

Una di quelle città di cui senti tanto parlare, ma la curiosità non ti ha mai portato a prenderla in considerazione, ma sono poi i luoghi che ti stupiscono di più. Sapete che ho questa idea che non siamo noi a scegliere i viaggi, ma siano i viaggi a scegliere noi e i luoghi che ad un certo punto mandano richiami inconfutabili e magnetici. Ci sono anni interi in cui mi sono ritrovata a visitare un posto per più volte verso est o verso ovest del mondo senza deciderlo veramente, ma facendo scegliere lui per me. Valencia è stata così, proposta una prima volta per lavoro poi non riuscita a partire, la seconda volta me la sono ritrovata un po’ per caso nel tragitto del mio vagabondare e allora ho ripristinato il blogtour che stava maturando da tempo. P1070307

Una città bella da togliere un po’ il fiato con quella architettura gotica e barocca, quella pietra bianca levigata e illuminata dal sole sempre caldo e tiepido anche i primi di gennaio. Tre giorni in cui ho cercato di percepire l’anima. Tre giorni sono pochi per qualsiasi città, ma poco male ho provato a rubarne le sfumature. L’ente del turismo di Valencia ha un’efficenza rara come poche volte ho incontrato. Percepisce le opportunità le coglie e non si stira indietro. In pochi giorni il mio tour era perfettamente organizzato e il tema fondante era naturalmente il cibo.

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10 cose da non perdere se hai ancora voglia di emozionarti:

  1. Un tour con la FinestTourEvent dove incontrerai Paloma  che ti accompagnerà in perfetto italiano a scoprire tutte le novità gastronomiche della città. I nuovi locali, i nuovi produttori, le nuove mode e i posti più caratteristici. Abbiamo indagato e assaggiato specialità del luogo, ma anche nuove tendenze. Destino vuole che i posti esplorati fossero tutti  di nuova apertura, da un mese si e no. L’agenzia si occupa di tour turistici di alto livello e per lo più ristoranti stellati e assistenza alla famosa Opera di Valencia.   
  2. Affittare le bici e percorrere il letto del fiume Turia ormai giardino urbano e raggiungere il mare. Kilometri e chilometri di verde, dove osservare la città e gli stili architettonici che cambiano, ma non solo. Potrete vedere la vita quotidiana dei valenciani che passeggiano, fanno sport, vanno sui pattini o gli skate, prendono il sole, studiano e fanno pic nic. Un percorso irrinunciabile per entrare nel cuore delle abitudini cittadine. 
  3. Non perdetevi il porto con la sua splendida passeggiata sul lungomare e decine di piccoli ristoranti sul mare dove pranzare. Le 14.30 è l’ora di punta per i valenciani per cui andate un po’ prima e troverete sempre posto di fronte al mare.Windows Phone_20150104_16_27_39_Pro__highres
  4. Una visita alla cattedrale più suggestiva della città di Valencia. Grande, con più stili insieme Romanico, Barocco e Gotico e la visita al Santo Graal, calice che avrebbe usato Gesù Cristo durante l’ultima cena.
  5. StreetArt e le botteghe artigianali. Una passeggiata nel quartiere vecchio non distante dalla cattedrale ma più nei dintorni di Placa de Vega dove si trova la casa più sottile al mondo (insieme alla nostra fetta di polenta Naturalmente) dove muri vengono ridipinti con figure allegoriche di satira o ritraendo personaggi habitué del quartiere. Le botteghe artigianali della famose espadrillas nate proprio qui, o i ventagli dipinti a mano o ancora i fermagli d’argento per le donne nei giorni idi festa. Gli artigiani sono ancora li che sferruzzano, tagliano, ricamano e dipingono senza quell’aurea turistica ma come immagini immobili nel tempo.
  6. Mercato della Tapineria, una piazza, un quartiere dove i negozi sono temporary e si alternano artigiani più moderni, stilisti, esperti di cibo, showcooking e corsi di cucina, botteghe del cibo da tutto il mondo. Il punto è che ogni volta è che approderete ci sarà qualcosa di diverso a non annoiarvi.
  7. Il Mercato di Colon, un grande spazio longitudinale a tre navate di metallo, chiudendo le sue estremità con coperture di mattoni e pietra, come degli archi trionfali, con grande decorazione e policroma, da una base di pietra sormontato da un artistiche ringhiere in ferro battuto, dove troverete i ristoranti più alla moda della città, quelli di avanguardia e ancora alcuni negozi di alimentari di prestigio, dalla macellerie ai fruttivendoli di alta qualità. Qui abbiamo provato uno dei nostri ristoranti preferiti MaKhinCafè di Steven. (vi racconteremo)..
  8. Il Mercato Centrale di Valencia con il suo pappagallo verde in cima alla sommità del tetto. Un altro punto strategico commerciale e di attività gastronomica delle città. Il pappagallo è simbolo di chiacchiere e incontri che si fanno al mercato.
  9. Città delle Arti e delle Scienze e l’Oceanografico della città. Sbalorditiva l’Architettura di Calatrava dove in questa costruzione esprime tutto il suo talento. In ogni direzione che vi troviate merita un punto di vista, una foto, uno sguardo. Vale il viaggio solo questa babele di idee architettoniche. La luce e il sole che riflettono sulle curve geometriche degli edifici lasciano a bocca aperta. Il Museo di Scienze è perfetto per i bambini, mentre l’Oceanografico è perfetto e sorprendente per tutti. Tunnel di vetro sott’acqua dove poter ammirare specie ittiche di ogni forma e dimensione e orgine, Lo spettacolo dei delfini e dei Belughi bianchi, Gli squali, le foche che prendono il sole appollaiate sulle rive è un’esperienza indimenticabile.
  10. Il BioParc un innovativo Parco Zoologico in cui le barriere sono davvero invisibili e gli animali vivono a proprio agio in semi libertà per quanto gli spazi lo consentano, ma di spazio ce n’è. 100.000 metri quadri e si trova nel parco della Cadecera lungo il vecchio letto del fiume Turia. Non dovete perderlo assolutamente!!! Sono tornata bambina con lo stesso stupore e la stessa emozione di un tempo senza contare che ho avuto la fortuna di assistere allo spettacolo dei volatili, una rappresentazione in perfetta sintonia con l’uomo, l’ambiente e gli animali.   

    Nel prossimo articolo andremo nei posti dove cenare e ancora qualche curiosità da non perdere. Ma quanto sono stata? tre settimane? No, tre giorni e mi ha rapito la gente, il clima, il cibo, i sorrisi, l’arte del centro storico, il lungomare, la luce sui tetti, i negozi, la cattedrale mozzafiato fatta di mille stili arabeggianti, la voglia di non mollare che si respira, la vena artistica sommessa e poco declamata. La sua storia, il legame con Venezia, la storia della seta. Il richiamo cittadino torinese di classe. E’ una piccola cittadina in fondo, ma con mille sfaccettature. Si intrecciano la modernità e l’antichità. E un’anziana signora che mi ha fermato di prima mattina per farsi mettere il collirio in un occhio, non riusciva per il braccio ingessato e mi ha abbracciato e baciato. Questo è il motivo per cui viaggio: abbracciare le diversità e sentirmi a casa.

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