Un inizio con gratitudine

Saluto questo 2014 con affetto, con attenzione e con rispetto. Alti e bassi e grandi cambiamenti. Ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato portandomi tutto il rischio dell’ignoto senza troppi proclami e senza il desiderio di gridare alla libertà e all’indipendenza del cartellino. Non è stato facile, il più delle volte doloroso e non tanto per le dinamiche lavorative in se, ma per le persone con cui ho lavorato per 8 anni, i volontari del mondo torinese che mi hanno dato più di ogni salario di questi lunghi anni. Un lavoro che era più di tutto un continuo compenso del cuore. Un maledetto e allo stesso tempo meraviglioso lavoro che mi ha lasciato quell’imprinting di non voltare le spalle a chi ha bisogno e di pensare prima agli altri che a me. Ma sono stati lunghi anni di amore, di compassione di aprirmi al diverso e includerlo nella mia vita. Andare nel dolore insieme alle persone meno fortunate di me e uscirne insieme, senza perdere quel legame con la gioia con la felicità, senza perdermi e sempre più spesso quando non sapevo come tornare mi portavano su loro che sapevano bene la strada del ritorno. Grazie a loro sono anche riuscita a seguire i miei sogni, a non fermarmi e osare sempre con i loro sorrisi e con il loro amore. Grazie lo devo anche ai miei colleghi con cui mi sono accompagnata in questi anni, più che dei colleghi, delle persone speciali uniti in un’unica missione. Non c’era carriera, non c’erano grandi stipendi, anzi si doveva tagliare, limare fare meno ore, ma eravamo disposti a rinunciare un po’ a tutto anche per loro. Per i volontari e per chi veniva aiutato. Questo lavoro mi ha insegnato che occorre osare, che occorre vivere la propria vita senza risparmiarsi mai. Imparando a volare senza vivere continuamente con girelli inutili. A maggio ho spiccato il volo. Sono caduta, mi sono fatta male, ho sbagliato spesso, ma un po’ come nella metafora del gabbiano Jonathan o nel delfino di Bambaren lotto e mi rialzo ed è l’unica forza che ho. Questa forza la devo anche a loro che mi sono stati così vicini. C’è un mondo silenzioso là dietro alle apparenze e ai soldi e alla televisione cari miei, oltre anche agli chef e alla grattugiata di tartufo che è un mondo fatto di gente che ha bisogno senza sostegno dalle istituzioni e c’ è un mondo invece che si muove senza chiedere, dà senza ricevere comandi e che sostiene dove tutto ciò che è forma non arriva. Bene voglio iniziare questo 2015 con tanta gratitudine per quel mondo invisibile e silenzioso che si chiama volontariato e che mi fa far il mio nuovo lavoro con una visione per me speciale, aiutare coloro che hanno bisogno di far sentire la loro voce per realizzare il loro sogni.

10888619_851285004931249_7936787335608741483_n

Do il benvenuto al 2015 con tanti obbiettivi: migliorarmi, trovare buone collaborazioni, creare rete con sincerità e di continuare ad informare attraverso tutto ciò che ho imparato. Nuovi progetti che stanno per arrivare, nuovi interlocutori come i bambini mi aspettano per sapere come riconoscere un cavolfiore da un broccolo e io sarò li con tutto l’amore che mi porto dietro per comunicarglielo. Grazie al mio posto fisso “nel cuore” ora posso portarlo in giro senza più grandi contenitori per sentirmi al sicuro, ora pronta a rassicurare. E’ necessario fare la scorta di gratitudine per proseguire con forza e senza ostacoli.

Annunci