Cappuccini Resort in Franciacorta, bollicine fuori e bollicine dentro

In lungo e in largo lo scorso weekend sono andata a visitare un luogo bello e romantico in Franciacorta tra Brescia e Bergamo. Al Resort Cappuccini per un due giorni di relax e ottima cucina in compagnia di uno chef eclettico e una scoperta piacevole, Fabrizio Albini. Il posto è incantevole alla punta estrema della catena della Franciacorta (la prima arrivando dal Piemonte)  famosa per le bollicine metodo classico o meglio definito come in un paradiso a se Metodo Franciacorta. Franciacorta è un luogo, un vino, un metodo e un consorzio. Intanto è una striscia collinare  tra Brescia e la parte meridionale del lago d’Iseo dotate di caratteristiche particolari geografiche e territoriali, tant’è che il Monte Orfano ha origini moreniche (e qui torniamo all’eporediese).  Risente del ritiro dei ghiacciai ed è inserito in una valle per cui ha particolarità che rendono la produzione di bollicine unica nel suo genere per metodo e per gusto.

Attualmente, in Franciacorta lo Chardonnay occupa oltre 2.000 ettari di terreni iscritti all’Albo del Franciacorta, che corrispondono a circa l’80% della superficie totale. il secondo vitigno è il pinot nero: occupa circa il 15% della superficie totale.

“Questo vitigno, la cui culla è la Borgogna, ha una variabilità comportamentale che lo porta a volte a interagire in modo imprevedibile con l’ambiente in cui è impiantato, ma può dare grandi risultati sia vinificato in rosso che spumantizzato. Il Pinot nero è impiegato soprattutto nei Millesimati e nelle Riserve del Franciacorta Docg, ai quali offre struttura e longevità; è inoltre un componente indispensabile per le cuvée del Franciacorta Rosé, nelle quali deve rappresentare almeno il 25%.” 

Nei due giorni abbiamo conosciuto una piccola cantina di produttori giovani, un agronomo e un enologo di meno di 30 anni che hanno deciso con tanti investimenti, prestiti e sacrifici di investire sulla viticoltura. L’azienda dei giovani Gigi Nembrini e Daniele Gentile si chiama Cortefusia e sono appassionati produttori di Franciacorta in tutte le sue variazioni, Brut, Saten, Rosè. Ci hanno spiegato con passione e precisione i vitigni, il metodo la loro filosofia le disavventure e le gioie di un’avventura sicuramente non semplice. Ma da queste parti hanno un consorzio che li aiuta tantissimo, molte competenze professionali, tecniche avanzate, tanti soldi e di conseguenza tanta voglia di fare. Schermata 2014-12-01 alle 10.52.16

La sera invece siamo approdati al Cappucini Resort, un vecchio convento di frati sopra il cucuzzolo di Cologne immerso tra vitigni e colline, un luogo romanticissimo dove passare un weekend immersi nelle coccole. Primo perchè hanno una Spa scendendo dalla strada principale a 50 metri dove vi potete concedere una giornata di relax, bollicine questa volte sul corpo, trattamenti olistici di cromoterapia dello svizzero Luscher, massaggi con oli essenziali e qualche lezioni di ginnastica dolce nella piscina riscaldata.

Secondo perchè oltre essere un resort molto bello ha anche uno chef straordinario, come vi anticipavo. Noi abbiamo avuto la fortuna di degustare una verticale di pizze gourmet per la sera fatta di farine integrali e cereali e senza lieviti aggiunti, o meglio solo quella naturale della farina lasciata riposare per ben tre giorni. Bene, se la domenica siete da quelle parti per Il Cappuccini Resort non perdetevi il menù degustazione pizza.

Gli ingredienti sono rigorosamente aggiunti fuori cottura e di provenienza certa, ricercata e voluta da Fabrizio quasi in modo maniacale. I gamberi rossi solo quelli del bel mare nostrum nel marchigiano. Molti prodotti sono autoctoni, come lui, bresciano doc e quelli del posto lo sanno e se lo tengono stretto, anche se lo chef è un fuoriserie che tanto fermo non sa stare. Il giorno seguente abbiamo faticato per 50 metri di cammino raggiungendo il centro benessere sottostante Elis. Un weekend duro il nostro. Dopo un percorso tra le vasche idromassaggio a colori ci siamo sottoposti ad un test olistico di cromoterapia dello psicologo svizzero Max Lüscher  (uno studioso del simbolismo psicologico del colore e della forma geometrica sintonica al colore; quest’anno la Svizzera mi perseguita piacevolmente ed è attinente alla Teoria dei colori di Johann Wolfgang von Goethe) e di conseguenza ci hanno fatto un bellissimo massaggio con oli essenziali personalizzati al risultato del test. Non sono da ricovero ma se do una calmata ai pensieri e curo più il movimento fisico è un bene per la mia salute.

Alle due poi non contenti Fabrizio ci ha voluto far assaggiare qualche altro piatto suo e ci ha deliziato con un pranzo leggero stagionale fatto di creme di sedano rapa e i gamberi su crema di zucca  e spuma di calamari (una delizia),  un morbido di vitello con mousse di topinambur e crema di nocciola, e per finire  un gelato fior di latte e olio di semi di zucca. Non contento ci ha deliziati con la sua specialità un po’ meno leggera ma molto digeribile il panettone fatto con lievito madre in due versioni con lo zenzero e il cioccolato o con i canditi classico.

Abbiamo trascorso un piacevolissimo weekend romantico fatto di ottima cucina, luoghi incantevoli, bollicine fuori e bollicine dentro. Fatevi questo regalo in questi giorni di festa….i consigli continuano…il viaggio continua…e grazie a Patrizia Belsito ( da cui ho comprato 4 fantastici vestiti disegnati da lei) e Gabrio Tomelleri e il Resort Cappuccini per l’invito super gradito.

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