Canton Vallese, tra vitigni d’alta quota e pecore dal muso nero.

Il viaggio in Svizzera continua, appurata la perfetta organizzazione e gli orari del tour calcolati al minuto partiamo per un altro cantone, il Canton Vallese. Non ho ancora ben capito che lingua parlino, dovrebbe essere quello in cui la lingua è francese, ma in montagna parlano tedesco e al confine il Romancio. Sono sull’orlo di una crisi “babilonica” e inizio a fare ragionamenti sulla storia di questo paese così folcloristico.  Parlo con Alessandra Roversi parte dell’organizzazione fonte di saperi e contenuti e faccio mille domande. E le risposte mi confondono:” Sai” mi dice “Nel canton Ticino studiano Dante a scuola, a Ginevra l’educazione è francese da Voltaire a Hugo e a Zurigo Goethe la fa da padrone. Ascoltiamo musica diversa e i gruppi in voga al momento sono molto differenti fra di loro, così come i registi e i libri. A Ginevra siamo culturalmente francesi, ma non mi sento francese, né per le loro idee politiche né per i loro modi di fare” A questo punto credo di avere una crisi isterica. “Siamo profondamente diversi nei cantoni, ma ci sentiamo profondamente svizzeri, né filo francesi, né filo tedeschi, né filo italiani.”  

IMG_8211Fortunatamente la prima attività della giornata dopo lunghe chiacchierate ancora enigmatiche è una degustazione di vini. Ne ho bisogno. Arriviamo nel villaggio di Visperterminen, conosciuto dal mondo intero per i suoi vigneti più alti d’Europa. i vigneti sono su stretti terrazzamenti sostenuti da alti muri a secco, coprono una fascia di 500 metri di dislivello e arrivano sino a 1150 metri di altitudine. Il vitigno “Heida” è noto anche come “la perla dei vini alpini” è il fiore all’occhiello della valle. La cantina offre le migliori degustazioni, i vini sono importanti, con un’alta gradazione, ma raffinati. Il lavoro che sta dietro a queste bottiglie lo si capisce dall’impervietà dei terrazzamenti, nessun trattore, tutto a mano, tutto a piedi, tutta roccia e pietra, un lavoro durissimo.

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Il villaggio è famoso per le pecore dal muso nero che sono alloggiate in casette di legno nella parte antica del paese, pecore da latte e da lana, bellissime e disneyane.

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Il viaggio prosegue sulla valle del Rodano a Salgesh e al museo del vini dove ci viene meglio spiegata la valle, le sue abitudini e i cambi di abitudini dagli allevamenti ai vitigni, le vecchie usanze e le prime donne che conquistarono la possibilità di andare in vigna.

La sera si conclude a Sierre a Chateau de Villa dove mangiamo la vera raclette, cari piemontesi e cari francesi, la raclette è un formaggio svizzero e nasce e si fa qui, punto. Nei luoghi tipici le portate del formaggio sono 5 per i dilettanti come noi, ma per gli svizzeri arrivano anche a 10 si accompagnano a tipiche patate svizzere, piccole, dolci e gustosissime, a cetrioli e  cipolline.

IMG_8295Ogni portata cambia formaggio, ossia è sempre raclette, ma di un alpeggio differente, in modo da gustare le diversità in base all’altitudine, alla stagionalità, al tipo di mangime per i diversi allevamenti che conferisce al formaggio sapori molto diversi ed esperienze uniche. NOTA BENE: Non bere acqua fredda, né durante né dopo, è solo concesso il vino ed eventualmente per i deboli di cuore la raclette si può pasteggiare con la tisana o il thè rigorosamente caldi.

IMG_8283L’ultimo giorno piano piano entrando sempre di più negli aspetti culturali e lasciandosi trasportare dalle lingue senza barriere e confini, tutto sembra più comprensibile, l’altra ipotesi sono le notevoli quantità di vino ingerito, ma voglio essere ottimista. Eccoci nella visita alla fattoria pedagogica di Hérémence che si adopera per la salvaguardia delle tradizioni agricole e del patrimonio paesaggistico. L’obiettivo della famiglia che gestisce il progetto è incoraggiare sopratutto i bambini e i giovani a riallacciare i legami con l’agricoltura e l’artigianato.

IMG_8368In questa Ferme Pedagogique conosciamo la storia delle mucche d’Hérens che lottano per far emergere solo una delle regine del branco. E’ una tradizione molto sentita nel canton Vallese e non solo. Sono una razza particolare,  autoctona, nera e possente che se lasciate libere naturalmente si ritrovano a combattere per conquistare il primato della regina del gregge. Ci sono combattimenti aperti in valle, sia quelli organizzati uno contro uno in un’arena per decretare la vincitrice della malga annualmente , delle vere e proprio olimpiadi di combattimenti nazionali e internazionali. IMG_8364Da una decina d’anni le mucche vengono allevate anche da donne, mentre anticamente era considerato uno scandalo. Da questi bellissimi esemplari si ricava la carne secca di manzo IGP, essiccata all’aria, un particolare salume molto apprezzato dagli autoctoni, essiccati in capanni di legno per almeno 6 settimane. Il luogo è incantevole animato da ogni tipo di animale, una vera e propria fattoria a portata di bambino.

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L’ultima tappa si trova sulla strada dei camini delle fate, delle costruzioni calcaree naturali con forme particolari a camino e concludiamo il nostro viaggio in un ristorante molto caratteristico nella zona di Mase, il ristorante Trappeur, con una vista mozzafiato e un tripudio di carni alla pietra servite nelle più antiche tradizioni svizzere, bavaglio al collo, salse e le patate fritte più buone al mondo. Un filetto fumante ci da il saluto a conclusione di questo ricco viaggio.

IMG_8396E quasi non mi sembrava più di parlare tante lingue, la relazione è diventata armonica e naturale. Le diversità così spiccata degli abitanti di questo paese diminuiscono quando comprendi che sono legati  da qualcosa di esperienziale più profondo che li accomuna. La sensazione è stata a un po’ quella quando fai una forte esperienza con degli sconosciuti che ti lega tutta la vita, per ciò che hai vissuto, percepisci un senso di appartenenza molto forte. Non so se sono riuscita a trasmettervi il mio pensiero.  Una popolazione unita non dalle stesse origini, ma dalla stessa esperienza del vivere quotidiano che è speciale ed è diversa da tutto il resto dell’Europa. Così. La famiglia che ti scegli, non quella da cui arrivi.

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