“Svizzera dentro”, Canton Ticino e Giro del Gusto.

“Sono svizzera dentro”, un modo di dire spesso usato in Italia per definire un modo di essere e di approccio alla vita, oppure spesso è la Svizzera dell’Africa, dell’Asia, del Sud America. Ogni volta che parliamo di ordine, pulizia, bellezza e tutto che funziona il riferimento ormai è immediato ai nostri vicini di casa svizzeri. Chi associa la Svizzera solo ai paradisi fiscali, chi al formaggio, chi ai “furbetti” italiani che hanno i conti in Svizzera, chi al modello di politica di federalismo riuscito. Ma quanto si conosce questa terra così vicino a casa nostra? Io francamente poco, ma ho avuto l’onore che vi avevo anticipato in un post di qualche settimana fa, di essere invitata dal Dipartimento Federale degli Affari Esteri (DFAE), in particolare da Presenza Svizzera che promuove l’immagine della Svizzera all’estero. Immagine che vuole destare l’attenzione nei riguardi del loro paese per far capire gli interessi perseguiti dalla politica svizzera e le posizioni che assume e inoltre si occupa di eventi internazionali  ed esposizioni come Il Padiglione Svizzero e i giochi Olimpici. Perché tutta questa premessa. Perché dietro ad ogni blogtour è importante capire profondamente le ragioni della proprio viaggio e quello che ha intenzione di trasmettere il proprio ospite. Il tour è dedicato alle eccellenze gastronomiche e alle realtà legate al mondo del food, ma c’è di più. C’è l’intenzione di comprendere più profondamente come funziona un paese che nel mondo ha scelto una politica federale e di rimanere in qualche modo diviso in cantoni ma con un’unica anima. Gli svizzeri quindi non formano una nazione nel senso di una comune appartenenza etnica, linguistica e religiosa. Il forte senso di appartenenza al Paese si fonda sul percorso storico comune, sulla condivisione dei miti nazionali e dei fondamenti istituzionali (federalismodemocrazia direttaneutralità), sulla geografia (Alpi) e in parte sull’orgoglio di rappresentare un caso particolare in Europa.

P1050444

Ma andiamo con ordine, le considerazioni le lasciamo alla fine. Mercoledì 30 aprile in italia a Milano ore 11.00 nella Sala Panoramica del Castello Sforzesco inaugura la Prima tappa del “Giro Del Gusto”.  Nell’ambito dell’Expo di Milano 2015, la fiera universale riveste un’importanza centrale per la Svizzera considerati gli stretti legami con l’Italia. Il tema portante di Expo 2015 «Nutrire il pianeta. Energia per la vita» è il punto di vista ideale per proporre un percorso di avvicinamento basato su un denominatore comune e universale: il gusto. A un anno esatto da Expo Milano 2015, giunge in Italia il «Giro del Gusto», un tour itinerante promosso e voluto da Presenza Svizzera del Dipartimento Federale degli affari esteri che porterà a Milano, Roma e Torino la Svizzera del gusto con le sue specialità alimentari e un ampio programma d’attività per scoprire l’architettura, il design, il mondo dei trasporti e del turismo, con un forte accento rivolto ai cantoni del Gottardo – Grigioni, Ticino, Vallese, Uri – e alle città di Basilea, Ginevra e Zurigo”.

IMG_8989Questo il motivo del mio viaggio. E ora da più vicino le realtà conosciute e da una premessa necessaria a quello che andremo ad esplorare: la Svizzera è uno Stato federale dell’Europa centrale, composto da 26 cantoni, ed è suddivisa in tre regioni linguistiche e culturali: tedesca, francese, italiana, a cui vanno aggiunte le valli del Canton Grigioni in cui si parla il romancio. Il tedesco, il francese, l’italiano sono lingue ufficiali e nazionali. Il romancio è lingua nazionale dal 1938 ed è parzialmente lingua ufficiale dal 1996. Alla diversità linguistica si aggiunge quella religiosa con i cantoni protestanti e i cantoni cattolici.

Tra i caldi raggi di sole che ci hanno accompagnato nel primo giorno siamo approdati dopo un lungo viaggio a San Pietro di Stabio nel Canton Ticino, quello dove fortunatamente parlano italiano (una scena comune è sentirli parlare tra di loro in tedesco e poi i francese e poi ancora in Italiano) e abbiamo conosciuto in un piccolo cortile di montagna ProSpecieRara. Una fondazione nata nel 1982  che si occupa della da anni di salvaguardare sia le razze da animali da reddito (avete presente la mucca friborghese bianca e nera, pare che lei sia stata la musa ispiratrice della fondazione) sia le piante coltivate minacciate da estinzione per conservare la diversità genetica per il futuro e mantenere una catena alimentare sostenibile. Abbiamo conosciuto il mais rosso, le patate viola e la gallina dalle creste appiattite per difendersi dalle gelate invernali. 

IMG_8092

IMG_8096

I primi prodotti svizzeri presentati sono i primi presidi Slowfood internazionali e si tratta dello Zincarlin e della Farina Bona. Entrambi i prodotti derivano da una ricerca di abitudini gastronomiche dimenticate e poi recuperate. Il formaggio della vecchia zia e la farina con cui facevano colazioni abbondanti i nonni in montagna.

P1050428

IMG_8099

Il Zincarlin è un formaggio prodotto solo nella Valle di Muggio,  deriva dal latte crudo a cui si aggiunge il caglio per 24 ore, dopo la sgocciolatura si tiene in una cantina naturale di Montegeneroso a stagionare per 24 mesi, si aggiunge sale e pepe e si lava con il vino bianco ripetutamente. Un gusto forte, persistente, gustarlo da solo è la sua massima espressione.

P1050430

IMG_8136La La Farina Bona invece ha invece richiesto un viaggio di un’ora tra le impervie montagne svizzere fino in cima al paese di Vergeletto, in valle Orsenone, un paese fatto di mulini e dove l’aria  sa di popcorn.  La farina bona è una farina antica ricavata dal granoturco dolce già tostato con cui un tempo condivano i latte e facevano delle colazioni ipercaloriche. Ora il prodotto è stato riscoperto e stanno sperimentando diverse forme alimentari, tra cui la birra, lo yogurt, il burro, e infine il gelato che possiamo ritrovare anche dalla gelateria Marchetti a Torino, e chi lo sapeva che arrivava fin da quassù.

IMG_8159 IMG_8157

Nella pausa pranzo abbiamo conosciuto un quotato ristorante della zona, il Ristorante Montalbano dove abbiamo potuto gustare le specialità locali, tra cui lo zincarlin, i pesci di fiume come la carpa, il luccio, la tinca e  la perca affumicati e molte erbe spontanee che qui utilizzano per farne frittate, salse  e risotti. Così raccogliendo l’aglio orsino, l’occhio della madonna, il tarassaco e l’acetosella mi sono sentita un po’ come nelle mie campagne piemontesi.

IMG_8133La sera invece abbiamo visitato la sede del Festival del Cinema di Locarno. Sede da 67 anni di uno dei più grandi festival internazionali dal film al cortometraggio con la loro particolarità di scoperta di nuovi talenti nel panorama cinematografico. Tremila ospiti ogni anno, 15000 abitanti e 620 persone che lavorano durante i mesi di preparazione.  Il manto del leopardo è il loro riconoscimento e per gli amanti del cinema, la rassegna nella Piazza Grande è uno dei momenti più suggestivi che un appassionato possa vivere.  Prenotate ora per assicuravi la miglior sistemazione si terrà dal 6 al 16 agosto 2014.

IMG_8183

La cena si è tenuta in un locale tipico, Il Grottino Ticinese, luoghi che aprono quando inizia la primavera e dove gli svizzeri cenano la sera tra musica birra locale, grandi polente, carni e salumi. Molto rumore, grandi sorrisi e un senso di comunità chiude la giornata. Buona notte, domani si parte per un alto cantone, altre abitudini, altre lingue …ma stessi confini. Sono strani sti svizzeri….ma forse alla fine del viaggio capirò qualcosa di più.

 

 

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: