Una vacanza in Piemonte.

Quante volte non abbiamo il tempo, la voglia e i soldi per andare lontano, e spesso cercando intorno a se  si scoprono motivi per passare degli ottimi weekend nel raggio di pochi km. Proprio in questi momenti si riscoprono le bellezze della propria regione e di quante cose non ha mai fatto proprio dietro casa.

Oggi vi voglio proporre qualcosa da fare non lontano da casa per chi non si può spostare e un motivo in più per chi vive lontano invece di venirci a trovare.

Sapete bene quanto amo la mia città e quanto la conosco viuzza per viuzza. Palazzi e substrato, circoscrizioni e potenzialità. Conosco tutto. Ma proprio perchè spesso troppo cittadini, o vado a Barcellona, Parigi, Istambul, Londra o non mi viene in mente di visitare quello che sta intorno.

In questi weekend ho avuto la fortuna di girare per i dintorni del basso canavese e alto canavese e ho riscoperto zone da sogno a qualche km dalla città. Caluso e le sue colline, Candia e il suo lago, un anfiteatro morenico che delimita una zona di vasto interesse.

IMG_7549L’anfiteatro morenico di Ivrea è un rilievo morenico di origine glaciale situato nel Canavese e fu creato dal trasporto di sedimenti verso la pianura Padana operato nel corso delle glaciazioni dal grande ghiacciaio che percorreva la vallata della Dora Baltea.

Tra i vari cordoni morenici che compongono l’anfiteatro ci sono numerosi laghi. Il lago di Viverone è piuttosto vasto gli altri sono di dimensioni medio-piccole. Appena a nord di Ivrea si trovano i cosiddetti 5 laghi, il maggiore dei quali è il Sirio; la morena laterale destra ospita invece il lago di Alice e quello di Meugliano, mentre tra le colline che compongono la morena frontale si collocano il lago di Candia e quelli, più piccoli, di Maglione e di Moncrivello.

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Ci sono percorsi e passeggiate incredibili intorno ad ogni lago, sopra ogni collina e magicamente ergono numerosi castelli intorno a tutta la zona: il castello di Mazzè, quello di Candia, Agliè, Montalto, Pavone, Masino, Vische e Strambino e Ivrea. La zona sembra circondata da laghi e castelli come nelle fiabe. A sinistra dell’anfiteatro poi c’è l’imbocco della Valchiusella, un’altra valle da sogno che vi racconterò.  La morenica destra di Ivrea confina tra biellese e alto canavese, una delle più importanti d’Europa.

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I sentieri sono ben seganlati pe lunghe passeggiate magiche.  Potete fare il bagno nel lago balneabile di Sirio e fermarvi a mangiare in qualche ristorantino. Raccogliere le more e lamponi d’estate e fare rifornimento di tarassaco in questa stagione. Il lago di Candia offre barchette romantiche o percorsi naturalistici per l’avvistamento dell’avifauna. A Caluso potrete visitare la cantina Gnavi e fare rifornimento dell’ottimo Erbaluce di Caluso, che prende il nome proprio da quasto particolare vitigno che deriva dal colore che assumono gli acini in autunno: i riflessi rosati e caldi si fanno più intensi, ambrati, nelle parti esposte al sole. Non perdetevi se siete con dei bambini le terre ballerine dove a causa di una vecchia torbiera si è creato un effetto a tappeto elastico dove con i vostri balzi gli alberi balleranno con voi.

Le ricette da queste parti sono diverse dal resto del Piemonte. Il tomino si mangia con la panna, il bunet è quello vero, bianco, della tradizione contadina, a base di uova, zucchero, latte, liquore (solitamente rum) e amaretti secchi. quando ancora non c’era il cacao. Le frittelle di patate si grattuggiano crude e si mescolano all’antica miscela di spezie La Saporita e si fanno friggere da crude dopo averle condite per bene. Il Putagè, o meglio la stufa a legna non è un oggeto di antiquariato, ma da queste parti ci si cucina sopra per ore. I pes d coj o involtini di cavolo, da non confondere con il caponet di origine langarola, si preparano in modi diversi a seconda della tradizione di famiglia, con molto burro parmigiano, uova carne o meno a seconda se siete vegetariani.

Le specialità della zona sono molteplici, il merluzzo o il baccalà è un piatto ricorrente al sugo rosso o in bianco con le cipolle, la farina e  il latte. Le acciughe al verde o rosse o con il battuto di capperi e tonno e concentrato di pomodoro. Una cucina ricca, varia, dalla cotenna al fagiolo.
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Uno dei ristoranti sicuramente da segnalare è il Gardenia di Caluso dove la cucina tradizionale incontra la materia prima che la natura offre in questa zona. Leggete la recensione per #SocialchefPiemonte che il Blog EatMilano scrive su questa esperienza.  Per le Pasticcerie non mi perderei quella di San Giorgio Roletti  e i suoi biscotti e le paste da sogno e storie di dame e contesse.

Solo alcune delle suggestioni che ho potuto consocere in questi mesi fanno si che questa zona sia un luogo di interesse da visitare. Vale la pena passere un po’ di tempo e scoprirla con calma. Per chi viene da lonatano per dormire  potete provare a  cercare delle finestre azzurre un B&b all’altezza del luogo e invece per informazioni su il lago di Candia andate sul sito della Caletta dove potete affittare barche e mangiare un’ottima pizza.

Non sto a raccontarvi delle sensazioni che si vivono in queste terre a parer mio che hanno qualcosa di misterioso e magico, un infittirsi di storie e luoghi naturali che fanno di questa zona del piemonte una delle zone meno battute dal turismo ma in assoluto più interessanti da scoprire.  Vi aspetto e se avete domande mi trovate alla mia mail o sulla mia pagina facebook.

Saltate con gli alberi e fate la danza delle farfalle in un bosco incantato che si specchia nel lago e appena affacciati troverete castelli da lontano a raccontar fiabe di contesse innamorate.

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