Trattoria Ala, la trattoria che fa bene all’umore.

 Tratto da  Mole24

Il nostro giro a Vanchiglia inizia alla scoperta di vecchi e nuovi posti dove godere di una buona cucina e di buone sollecitazioni. Uno dei luoghi che amo di più e che vi consiglio senza riserve si trova in via Santa Giulia 24 e non è un posto nuovo, ma aperto fin dal 1950 e il suo nome è il nome di chi l’ha aperto e ha dedicato una vita.

foto-21-1024x768Si chiama Trattoria Ala, ed è un locale di quelli di una volta, di quelli in cui entri e da cui fai fatica ad uscire.

Ulivieri Ala, di origini toscane, ha fondato il locale decenni fa e il posto negli anni è riuscito a tenere legati i clienti ma anche a conquistarne averne di nuovi.

Una sala stipata di tavolini, dove si respira le migliori sensazioni di piola. Un dipinto alle pareti, dove ti aspetteresti porti e navi e invece c’è una Torino che sa di mare. I piatti sono semplici ma cucinati bene.

Ma qui trovi sempre quel “di più” che ti toglie lo sfizio, come i carciofi in pastella, le sarde o le acciughe fritte, la zuppetta di pesce viareggina, il polpo alla griglia, le cozze alla marinara.

foto-41Se preferite le carni, trovate la bistecca con l’osso o il bollito misto. Volete di più? Ci sono le finissime con le patate fritte. Se non vi basta trovate anche la trippa o la trifolata di rognoni. Il venerdì la frittura di pesce arriva fresca e il mercoledì preparano la paella anche per una persona.

Non so se si sono messi di impegno a trovare tutte quelle pietanze che vanno a risollevare il buon umore: ho sempre pensato che risuonassero bene per il palato della sottoscritta e invece probabilmente visto il ristorante sempre pieno hanno scoperto la formula del piatto dell’allegria, quello che ti rimette in pace con il mondo.

Ti siedi, ti rilassi, mangi ciò che desideri più profondamente e hai poi la forza di ritornare là fuori con grinta. Tante volte un buon ristorante serve anche a questo, a regalare un’esperienza speciale. Cercate di prenotare il tavolo giusto per il vostro ritrovato buon umore, ne vale la pena.

La blogger dai capelli e il sorriso fluorescente, Il Gatto Ghiotto

Ambra  di nome e di fatto. Non so qual è la cosa che ti colpisce di più quando incontri Ambra Orazi del blog Il Gatto Ghiotto, se il suo sorriso folgorante, i capelli sparati fluorescenti o la sua grinta tutta al femminile. Certo è che è lontana da tutti gli stereotipi di donna che immaginiamo. Madre, impiegata, blogger, ex attrice, moglie, amica, è un insieme di tutto, ma non riesci a catalogarla in nessun cassetto. 998624_596117000427768_372447416_nlogo_isoblogger

Una casa in provincia ma con le sembianze di un attico in stile svedese. Due figli biondi, biondissimi educati e indipendenti. Un marito ingegnere. Un cane dolcissimo. Sembra quasi la Mary Poppins del 2014, Ambra con il suo sorriso mette tutti  al loro posto.

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Seconda serata Atelier del Gusto per Platti, è il turno della Basilicata

Il 25 e 26 febbraio va in scena la seconda serata degli chef emergenti d’Italia promossa da Platti. Un viaggio alla scoperta tra le bontà d’Italia e i prodotti del territorio. Lo chef protagonista questa volta è Matteo Malacarne del ristorante Don Matteo che ha una struggente vista sui Sassi di Matera. Lo posso confermare. La mia prima visita in Basilicata (si, quella regione di cui non ricordi mai capoluogo e ubicazione) è stata nel 2012, il primo paesaggio sono state colline color ocra, fieno bruciato e distese a perdiocchio di paesaggi quasi lunari. Balle di fieno e contadini su cavalli neri al galoppo che portavano al gregge pecore dal pelo lungo. In quell’istante ho fermato l’automobile e ho pensato: “Ecco perchè qui hanno girato tanti film”. 70081637Il tempo in Basilicata si ferma, ha un fascino che non trovi in nessuna regione italiana. E’ una regione a se, motivo per cui non se ne ricorda nulla finchè non al vedi. Negli anni poi ho scoperto piano piano che Torino è popolato di lucani e di associazioni lucane e di iniziative e di intere reti sotto il nome di Basilicata.

Slide_8 Il secondo shock è Matera, li non sono riuscita a trattenere le lacrime, tocca corde emotive, antiche quasi ancestrali. In effetti il mio romanticismo in queste situazioni non mi aiuta a mantenere l’aplomb, ma davanti alle luci, al tramonto sui sassi bianchi, alle grotte e al paesaggio sono crollata. Il terzo shock  è la festa di San Rocco di Montescaglioso. Con gente stipata per le strade che accompagna la statua per tutto li comune, fuochi d’artificio e luminarie incredibili per tutte le vie. Insomma un viaggio che vale la pena fare prima di ogni altro meta esotica, vi assicuro. Ma veniamo a noi a Platti e alle iniziative gourmand a Torino. Si proveranno prelibatezze del luogo proprio vicino a casa e in effetti per il mio blog che i ristoranti italiani vengano a trovarmi in casa è una fortuna. Le date sono due, la cena è alle 20.00, il costo è 65 €, ma vi assicuro che lo scorso mese non sono riuscita a finire tutte le pietanze proposte e ne valeva veramente la pena.

matteomalacarneIl Menù sarà il seguente:

Panecotto con le rape e pezzentella ( tipico salame della montagna materana e presidio Slow Food) al finocchietto con passato di zucca rossa e lampascione leggermente croccante

Carciofo con fonduta al pistacchio, cannolo al pecorino di Moliterno (formaggio di pecora e capra IGP), crema caprina e antica insalata di arance, finocchio e melagrana

Triscidd poverelli di casa Olio Nuovo…terriccio di zafaran (polvere di peperoni cruschi), e polpa di acciughe rifiniti con mollica di pane cafone
Scorzette di mandorle di grano Senatore (grano antico)  con salsiccia fresca e funghi cardoncelli delle Murge
Involtino di ricciola alla moda Lucana purea di ceci neri e petali di peperone crusco di Senise
Lo Spumone di Matera agli amaretti e noci mascoline con colatura di cacao amaro e…
…la ricotta di pecora allo strazzone al Cordial Caffè e miele di sulla.
Per la serata averò la fortuna di indossare gli abiti di un prestigioso negozio torinese di Corso Vittorio 26/c, TalenTo che ha capi dei migliori stilisti internazionali emergenti, altri giovani talenti della moda questa volta. Il connubio mi sembrava perfetto spazio ai giovani a 360 gradi e io sono qui per raccontarveli.
Seguitemi con l’hastag #Platti #Atelierdelgusto #talenTo il 25 sera sarò in Basilicata nella #lamiaTorino.

London by Food (foot) – fatevi un bel viaggio per San Valentino

Immagine 021Un weekend a Londra è sempre un toccasana per l’anima, ho girato per giorni a godermi i quartieri più belli al mondo. Ho guardato attentamente cosa mangiano i londinesi e cosa offre la città in materia di food. E’ una città veloce dinamica affascinante che va veloce molto veloce, e se non sta al passo voli via, ti butta fuori dalla forza centrifuga. Se rallenti schizzi via. Ho incontrato giovani donne che hanno deciso di trasferirsi a Londra per cambaire vita. Insomma ho messo insieme idee su ciò che mi interessa di più, la vita delle persone e il cibo. In questo post naturalmente iniziamo dal cibo.
Innanzitutto ode alla British Airways che mi ha fatto fare un volo degno di un essere umano, con un kit meraviglioso anche per la cena. Nonostante il basso prezzo (quanto quello di rayanair per il ritorno) mi hanno anche fornito una tacos o di pollo o vegetariana,  (feta e spinaci) con un packaging bello, di quelli che fanno bene alla salute. Non mi hanno trattato come un terrorista perchè oltre al bagaglio a mano avevo anche una borsetta al collo. Ma devo dire che anche al ritorno provando la rayan, i controlli si sono amorbiditi. La borsetta era in vista e non ho rischiato di segare le ruote al mio trolley, ma non mi hanno dato nulla da mangiare, nonostante fosse l’ora del pranzo e questo ferisce mortalmente una foodblogger. Continua a leggere

Il Re dei Baccalà, Pil Pil

“E’ magia che il baccalà morto stecchito diventi materia che ha creato il proprio paesaggio di salsa bianca e cremosa come un latte fondamentale e solido. Due corpi che mangiano insieme il baccalà al pil pil dalla stessa pentola diventano per forza vasi comunicanti perchè tra essi prende il sopravvento la comunicazione della materia-linguaggio, il pil pil, lingua, fatti, cose che si ascoltano dallo stesso centro  dell’esperienza condivisa. Così parlo Zarathustra. Ma io mi limito a dire che questo è il piatto re dei mari e dei letti, vale a dire, il piatto re di tutte le navigazioni, e che vivere non è necessario, ma navigare sì.”

Così Montalban parla del suo baccalà Pil Pil nelle “Ricette immorali”  Ormai questo piatto di origini basche ritorna  nella mia vita con costanza e in assoluto si è annoverato il posto tra le mie ricette preferite per ciò che riguarda i re dei mari.

IMG_6705A Torino lo ritrovate in due ristoranti che amo e di cui vi ho già parlato in questo blog. Uno è il baccalà dell’Aglio con Massimiliano Brunetto ai fornelli. L’altro Pil PIl originale lo troverete spesso dal martedì in poi al Vitel Etonnè. Perchè proprio il martedì, perchè Luisa va direttamente a prenderlo dal suo fornitore di fiducia nel nostro Porto di mare, il Porto Palazzo di Torino. Si perchè in fondo il nostro mercato è un vero porto di mare pur non essendoci il mare.

Sapete cosa dicevano i nostri nonni? “D’inverno si mangiano acciughe, baccalà e aglio per combattere il freddo”. E quest’anno il baccalà #acasaduecuori non manca mai. Finalmente per voi la ricetta dell’amore e dei letti per finire il nostro inverno.

Ingredienti: Per 4, ma mangiatelo in 2.

8 pezzi di baccalà, 1/2litro di olio d’oliva. 4 spicchi d’aglio e 2 peperoncini piccanti piccoli.

Preparazione.

Dopo diverse esperienze fallimentari per dissalare il baccalà, ho imparato che bisogna tenerlo a bagno per due o tre giorni cambiando l’acqua 3 o 4 volte al giorno, A volte lasciando anche un filo di acqua corrente, quando siete in casa. Dopo averlo fatto sgocciolare, si squama e si tolgono le spine. Usate una pentola di terracotta sul fuoco lento con l’olio, i peperoncini e l’aglio. Appena l’aglio vira il colore mettere il baccalà con la pelle, e togliere aglio e peperoncini!!  A quel punto il connubio della pelle dell’aglio  e dell’olio è fondamentale. Dopo 15 minuti di cottura togliete l’olio e continuate a far cuocere il baccalà con movimenti circolari e ondulatori nel frattempo aggiungendo olio messo da parte poco alla volta. Come faceste una maionese. Ecco quello sarà il risultato, ottenere una salsa densa.

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Per i comuni mortali come me che non hanno la pentola di terracotta. Consigli dello chef Max Brunetto.

Usate una pentola “popolare” su fuoco lento, olio e aglio peperoncino e baccalà asciugato con un cucchiaio di legno far cuocere il baccalà, non  dovendo mai superare i 60 gradi ( se avete termometro potete aiutarvi), se no spegnere e accendere il fuoco, togliere il baccalà dopo 20 minuti. La salsa che vi rimane potete frullarla  con il mixer, se l’emulsione non prende perchè c’è troppa acqua di cottura, aggiungete olio. Et voilà unite tutti.

Accompagnate con una favorita delle cantine Marina Coppi  (proprio quella famiglia Coppi) delle colline tortonesi, come abbiamo fatto noi al Vitel . Un’altra storia da raccontare, ma vale una visita.

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Per dessert? Fate l’amore.

Grazie a Luisa Pandolfi  e lo chef Max per i loro preziosi consigli. Bisogna avere punti di rifermento in città per il cibo e io li ho.

Le Vitel Etonne , Via San Francesco da Paola 4 Torino. (prenotatelo)

Aglio, Via Curtatone 18, Torino (cercatelo sul menù)