Da Vercelli a Pracatinat

Due giorni su e giù per il Piemonte e per incontrare un sacco di realtà sempre a me sconosciute. Sono partita giovedì per fare un sopralluogo nelle Langhe presso la cittadina di Mango dove con Alessandra Giovanile e Anna Buganè stiamo organizzando un contest il #redolce per promuovere il moscato dell’Enoteca Regionale di Mango. Passeggiate alla scoperta dei luoghi e delle realtà che saranno utili per lo scopo. Qui vi lascio tutte le prime informazioni del caso per domenica 21 luglio, accorrete! 

Dopo le Langhe raggiungo la squadra del Vercellese di #Socialchefpiemonte in giro da mesi alla sensibilizzazione delle realtà legate al food, al fine di farl familiarizzare con i canali social  e far comprendere loro l’importanza come strumento di comunicazione conoscenza. Arrivo giusto in tempo dagli Aironi produttori di Riso. Avendo origini di Vercelli io sono cresciuta a panissa anche a Ferragosto. Non potevo non emozionarmi alla vista del Kit per cucinarla. Soprattutto non potevo resistere alla tentazione di mettere i piedi nelle risaie. Mia nonna era mondina e mi raccontava quanto fosse duro il lavoro della mondina per i mesi estivi arrivavano ragazze da tutto il Piemonte a lavorare nei campi e la sera nelle fattorie si festeggiava e si faceva gran festa. Insomma un tuffo nel passato a riscoprire le origini. La spiegazione dei terreni in pendenza particolari solo di questa zona in cui l’acqua non necessita di essere mossa, perchè è in continuo ricircolo. Riso che arriva dal’oriente sin dai primi anni del 1400, l’acqua serve per mantenere il riso alla giusta temperatura, tiepida. Incontro  Gabriele degli Aironi e il loro meraviglioso riso. Un’ azienda che sa stare al passo con i tempi collabora già da tempo con i più famosi blogger come Sandra Salerno di Tocco di Zenzero. Decide di diversificare i prodotti come i baci di dama di riso, o la pasta, o ancora i diversi kit e confezioni regalo per fare le riccete più buone. Il riso nero e i diversi cereali. Veramente una relatà speciale, a mio avviso e  la generosità con cui si viene a contatto è sorprendente. Lascia stare che siamo un gruppo di blogger da coccolare. Non tutti ne colgono l’importanza del nostro lavoro. Loro si e per quanto non abbiano bisogno di noi non lesinano regali spiegazioni e collaborazioni. Direi un’attitudine vincente per costruire rete. E poi dietro alla gentilezza e alla generosità si nasconde una passione per il loro lavoro e e questo paga.

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Lasciate le risaie e il mitico tour sul camion di fieno tra i campi. Andiamo a pranzo dai fratelli Costardi di Vercelli. Due ragazzi giovani e stellati, 35 e 28 anni due scuole diverse ma la stessa passione per la cucina. Uno più estroso l’altro più metodico e preciso. Un connubio famigliare che fa la differenza. Assaggi di due risi, la mtica panissa della domenica e il riso alla carbonara dentro un barattolo speciale. Una crema di panna e capesante e microvegetali da svenimento. Un’altra passione vera e generosa. Io non so se è un caso, ma da queste parte abbiamo tutti la pelle olivastra sembriamo tutto tranne che piemontesi e anche loro in effetti sembrano più esemplari del sud italia per temperamento e passione. Io mi riconosco in loro nel colore della pelle e negli occhi che luccicano. Credo che da queste parti siano passati i Saraceni e abbiano lasciato più di un segnale.

Lasciata la mia terra mi dirigo verso le valli valdesi di Pracatinat per il loro compleanno. 30 anni!

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Conosco bene questo posto, è un istituzione per la nostra Regione. Non è un Hotel a 5 stelle, no, non è nemmeno una baita, no. E’ un ex sanatorio già nato tra il 1926 e 1930 dalla volontà di Tina Nasi per i malati di tubercolosi che in quegli anni ne morivano a migliaia. Tanti piani, tante stanze, i corridoi alla shining. Ma questo luogo ha un destino, lo ha e lo ha sempre avuto: cura e fa cultura. Da sempre il mondo del sociale dell’ambiente delle scuole viene fino quassù. E vi assicuro che è molto in alto e fa un po’ effetto. Qui non mancano mai i bambini. i giovani, non mancano mai i ragazzi disabili e le cooperative che si occupano di far passare l’estate in alta manotagna. In questo momento di crisi economica mantenere e gestire una struttura così non è facle. Ma sarebbe un sacrilegio far sparire una realtà in cui anno dopo anno i progetti ambientali ed educativi si sono susseguiti in maniera visrtuosa. Le montagne sono incantevoli, ci sono cervi, camosci e caprioli a volontà, marmotte e lupi. Non mancano i seniteri, i rifugi, i bed and breakfast e gli agriturismi dove mangiare. E’ un posto strano, non di comprensione immediata, ma speciale. All’inizio si fa fatica a capirne la natura, ma poi la sensazione è quella di ricominciare a respirare. C’è la Spa, La palestra le sale per le lezioni, gli spazi grandi, le stanze. Un ristorante self service. C’è tutto quello che serve per costruire settimane didattiche per bambini adulti e anziani. Laboratori musicali di intere settimane. Non ci sono altri posti simili in Piemonte, non facciamolo morire. Inoltre la valle è in crescita rispetto ai giovani produttori, I formaggi di capra vanno alla grande e ne hanno intuito l’importanza per la salute. I frutti di bosco, le torte e i dolci. Tutti giovani che tornano alla terra e alla natura. Qui di seguito l’elenco, sono grandiosi questi ragazzi.1004037_10151543339568505_1893481446_n

Davide Pons e la sua piccola produzione di formaggi Picnidio di Luserna San  Giovanni (mio compagno biologo di avventure, ritrovarlo sotto qeusta veste è stato un vero piacere).

Qualche riferimento speciale al’agriturismo Pian dell’Alpe dove Silvano ci aspettava dopo una meravigliosa passeggiata di due ore con una tavolata di formaggi incredibili, di latte vaccino e molti di caprino. Vi consiglio vivamente di andarci, gli stambecchi non tarderanno a mostrarsi nel loro splendore

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Questi giorni in giro per il piemonte sono terminati con un pranzo di saluto alla Peiro Douco a Roure, un laboratorio artigianale, una fabbrica magica di torte e baci  con la possbilità di affittare camere per l’estate.

Un grazie speciale va alla nostra guida Michel che pazientemente ci ha accompagnato tra le valli, non sempre facile con dei twittatori incalliti che sembrano totalmente catturati dai telefoni, ma che in realtà stanno riportando in tempo reale parole e immagini.

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2 pensieri su “Da Vercelli a Pracatinat

  1. caterina ha detto:

    L’ho letto con piacere perchè parla di posti a me famigliari: Vercelli, dove abita mia suocera (di Ocenengo, ex mondina, ecc..), Roure perchè lo frequento da quasi qurant’anni, e Pracatinat, avendolo praticamente inaugurato nell’85, partecipando al primo corso sull’ambiente ed in seguito organizzando soggiorni x gli alunni della mia scuola.

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