Ale e la sua Cultura nelle Ricette

Vi capita mai di pensare quando guardate le foto delle foodblogger:” ma sarà anche buono?” A me spesso. Vi dirò che questo meraviglioso lavoro che mi sta portando a trotterellare per i ristoranti e mangiare da numerosi chef stellati, mi sta affinando il palato. Spesso volentieri a forza di mangiar bene, faccio fatica ad apprezzare quello che di solito mi andava bene. Imparo a bere del buon vino a riconsocerlo a riconoscere la qualità dei prodotti e l’abbinamento dei sapori. E quando solitamente si dice mi piace ormai sento qualcosa che stona nel gusto. Insomma i pro e i contro di questo mestiere e questo mi succede anche quiando cucino a casa, divento sempre più severa nel valutare i miei piatti e per venirne fuori bene, vado su cose semplici e tendenzialmente sane. Bene in due anni mi è successo molto raramente di mangiare a casa di una foodblogger, che è un aspetto che mi è sempre sembrato particolare. Mi chiedevo:” ma visto che cucinano tanto perchè non fare grandi cene conviviali?” All’inizio ho conosciuto pentolapvessione di Sara Casiraghi che ha dato da mangaire a mezza Torino, e non fa mistero della sua cucina direi…., ma poi avevo l’acquolina in bocca a vedere tutte le foto delle mie colleghe, ma nulla di comprovato. Ho lanciato la sfida un pomeriggio e Alessandra Giovanile ha accettato subito di essere assagiata da me!!!

225074_1994379744148_5824896_nNel giro di pochi giorni mi è arrivato l’invito! Bene devo dire che la sorpresa è stata su tutti i fronti. La tavola era curata nei minimi particolari e il pane appena sfornato. Piccole pagnotte al latte fumanti uscite da…da ….cerco il forno e non lo trovo.

“Scusa Ale da dove è uscito sta meravigliosa creatura a forma di treccia?” dd53bbe87acb11e28a5622000a1fbe35_570a485307ad111e2bfae22000a9e0782_5Mi indica una sottospecie di fornetto elettrico sopra una mensola e io non credo ai miei occhi. Poi sparisce in una minuscola cucina, in una minuscola casa del centro di Torino. L’organizzazione ad incastro è perfetta. Gli ingredienti della cena sono pronti per l’assemblaggio. Un tavolino a parte con i ravioloni appena fatti in casa pronti per essere cotti. E la cena ha inizio. Crema di ceci con gamberi all’aglio, Culurgiones di baccalà con catalogna, pinoli e uvetta e per finire una Tarte Robuchon con la marmellata di pomodori.

ea0bf3e87ace11e2a6b122000a9f3070_517a0b9fc7ace11e2879322000a9f1376_5ee2874be7ad911e282d422000a9e516a_5

Bene che dire, una cucina curata nei minimi dettagli e con pochisssimi mezzi a disposizione, in cui nulla è facilitato dalla portata di elettrodomestici. Tutto rigorosamente a mano e su piccoli fornelli. Minimi attrezzi e massima resa. Non oso immaginare cosa possa combinare con una cucina attrezzata la ragazza, ma quello che mi colpisce è la dedizione e la minuzia dei particolari che emerge dalla sua cucina. E’ veramente una piacevole sorpresa e allora ho deciso di certificarla con duecuorieunaforchetta #isoblogger2013. Ale di Ricettedicultura è brava e tutto nella sua casa parla di cucina: i libri, i profumi e i sapori. I dettagli li prende dalla cultura del cibo, filosofia con cui ha deciso di costruire il suo blog. Con il cibo Alessandra fa cultura e tra tanto rumore nel web è una fonte d’ispirazione e di ossigeno che emerge da tutto il resto. Seguitela, perchè con i suoi vestiti vintage ti porta ad esplorare un mondo di cibo, storia e  Vale la pena. Mi ha omaggiato anche di questa splendida confezione di marmellata di pomodoro.

foto

Chi sarà il prossimo? hihihi.

l’Info-cuore per torinesi e non.

Oggi è tutto un tam tam di iniziative a Torino e io ve le comunico. Quelle che mi piacciono naturalmente mica tutte.

dal pomeriggio….

torino1

Per chi vuole andare a cena fuori rimando al post dell’anno scorso: san-valentino-per-voi.

Ci sono anche altre possibilità naturalmente che in un anno ho scoperto e che troverete sul mio blog sfogliando con pazienza. Altre che troverete sulla mia pagina facebook di luoghi in cui ho mangiato di recente. In particolare segnalo la Strambata per celiaci, in via Ugo Foscolo 20, 0116692681, perchè tutti hanno diritto di andare a cena fuori e a breve ve lo racconterò con calma.

Se volete restare a casa potete visitare i blog delle mie amiche blogger che hanno preparato piatti per l’occasione :Cucina Precaria, Spadelliamo Insieme, Muffinedintorni.

Se invece di mangaire non vi interessa e volete far equalcosa di speciale stasera Torino è piena di eventi molto interessanti (il pensiero era fikissimi, ma ho una reputazione). Il primo importante è alle 19 il FlashMob contro la violenza sulle donne in Piazza Castello che sta invadendo il web e riempirà le piazze!!

Poi spettaccoli per gli amori antichi al Castello del Valentino (cercate info su somewhere.). Oppure Turin in Love  , un tour tra la magica Torino alla scoperta degli amori e tradimenti e intirghi dei personaggi sotrici di questa città con apericena finale.

Al Teatro della Caduta ci saranno gli amici Guido Catalano, Federco Sirianni e Matteo Negrin con lo speciale “Grande Fresco”, risate muisca, poesia e un romanticismo tutto loro. (segnalo discreta possibilità di baccaglio per le single tra il pubblico, in genere il seguito dei tre giovani non è male, lasciate stare Negrin che tiene famiglia).

Al Circolo dei lettori, rassegna di letture, musica, aperitivo, ne troverete per tutti i gusti e i legami.

Per i più coraggiosi si balla con i Lou Dalfin al Monte dei Cappuccini. Balli sfrenati per amori sfrenati.

E poi ancora per chi si trova nei paraggi al Forte di Fenestrelle stasera apre per passeggiate suggestive sulla “muraglia sabauda”.

Poi non dite che non vi aiuto.

alla sera…

Torino

Per gli ultimi che organizzano sempre all’ultimo momento, oggi sarò irreperibile  sino alle 23, per cui non mi chiamate al servizio “ottantanoveventiquattroventiquattro” perchè non vi posso aiutare su quale ristorante scegliere. Per chi è su twitter invece mi segua su @cuoriforchetta oggi vi porto ad un evento curioso!!!

Fragile, trattare con cura

1256482710339_f

Eccoci al solito appuntamento con San Valentino. Il grande giorno. Potrei farvi un decalogo sulle regole dell’amore, non le so. Potrei consigliarvi come far funzionare un amore importante, non lo so. Oppure potrei dirvi che ci sono dinamiche del costruire che tanto fanno bene alla coppia, bene andate a fare una terapia di coppia. Non che quest’anno mi voglia astenere dal fare quegli sproloqui sulla coppia, sul due, sullo stare insieme nonostante tutto. Ma le domande sono veramente tante e spesso non hanno risposta. Sposarsi? Non sposarsi? Vivere insieme? Fare figli per un progetto di famiglia? O non farli per non rompere l’incantesimo dello stare insieme? Restare single e coltivare le proprie passioni? Quello su cui sto riflettendo in questi giorni in realtà è come amarsi ogni giorno. Fare del bene a se stessi e all’altro per non rovinare la magia di un incontro. Rifletto sulla delicatezza delle parole, dei gesti. Rifletto sull’avvicinarsi a questo mondo prezioso come ad un vaso di porcellana, che anche una “piccola chela di granchio potrebbe rovinare” come dice una scrittura buddista. Quanta fatica nel costruire e quanto è facile distruggere. Prima allora di far scattare i propri meccanismi famigliari, le proprie rivendicazioni dell’infanzia, ripetere le dinamiche che abbiamo appreso dai nostri genitori, perché non fermarsi e non riflettere sul fatto che la persona che è arrivata nella nostra vita è lui stesso un regalo, ed è il regalo più grande per la festa di San Valentino. Arriva la vita di una persona con tutta la sua storia, il suo mondo, la sua generosità, le sue paure, un persona con idee, esperienze e bagagli di un viaggiatore esistenziale. Bene è il vostro vaso di porcellana. Per cui iniziate il vostro San Valentino curando i dettagli: un buongiorno con un sorriso, un gesto carino, anche solo preparare la colazione, una telefonata a metà mattinata non inondando l’altro con cosa vi è successo, ma predisponendovi all’ascolto. Guardare negli occhi l’altra persona, esserci,abbracciarla, amarla, cercarla, senza troppe parole. Rispettare i suoi tempi e i suoi silenzi. Essere delicati come lo sareste con un figlio fragile con qualche giorno di vita. Perché l’amore è proprio quella cosa li. E’ un neonato indifeso. E’ un vaso di porcellana, è un sentimento che non va tradito, strattonato, abbandonato, perché va in mille pezzi. Stare con una persona è una scelta profonda, importante, responsabile come crescere un figlio. Non è qualcosa da cui ci dobbiamo difendere, con il timore non si costruisce e non si da nulla. Il timore, la paura (anche legittima) non fa parte del progetto di amare. Se avete paura abbandonate l’idea di amare. L’amore ha bisogno di coraggio e di eroi della quotidianità. Eroi dell’attimo per l’attimo, minuto per minuto con un coraggio infinito. Se ognuno prova a fare questo esercizio di pensare di proteggere un sentimento così importante allora le prospettive cambiano. Se avete la fortuna di amare e di essere amati, è il più prezioso dei regali che la vita vi possa fare. Non gettatelo via, ma provate gratitudine, rispetto, profonda e incommensurabile delicatezza. In fondo siamo animali abitudinari, dobbiamo solo allenarci, attimo dopo attimo. Buona giornata a tutti con il cuore.

P.S non mancheranno i consigli…

Con Django alla Piola del Cine

      Django-Livre-29out-2012-05

Dopo aver visto un bel film in dolce compagnia, è sempre piacevole scambiare opinioni sulla propria interpretazione della pellicola in questione, sui personaggi, sulla fotografia, sui dialoghi. Se poi hai anche l’occasione di essere nelle sale e vedere l’ultimo film geniale di Tarantino, (Django, “ma con la  D muta”, elettrizzato da sparatorie ed esplosioni), come non proseguire la serata in un luogo deputato alle chiacchiere, dove l’atmosfera ti accompagna ancora nello strascico delle emozioni. Un protagonista da fiabe che cerca la sua amata superando difficoltà indescrivibile. Quale donna non vorrebbe essere salvata da cotanta grazia muscolosa, in un  danzante corteggiamento a cavallo dopo aver ucciso i cattivi e responsabili della tua prigionia? Bello, forte, coraggioso, serio e motivato da grandi ideali. Si, vero, ha fatto fuori qualche delinquente, ma era legittimato a farlo. Insomma con tutte queste premesse, se ancora avete occhi per il vostro lui o meglio se il vostro lui non è entrato in una crisi di identità o schiacciato da ansie da prestazione, allora vi consiglio di andare alla Piola del Cine in via Cagliari per continuare a scrivere la vostra sceneggiatura.

piola del cineOpen space con cucina a vista e grandi manifesti colorati che richiamano protgonisti del cinema italiano e non solo; tavoli apparecchiati con cura e sedie colorate di legno, un bancone del bar che sembra rubato da qualche film anni 80 e una signora gentile e sorridente che vi accoglie come fosse a casa sua. Il menù è piemontese, rigorosamente, semplice immediato e riconoscibile. Tartare di carne cruda con tutti gli ingredienti di routine  (cipolla senape capperi tuorlo acciughe…) agnolotti e tagliolini ai carciofi, carne all’albese o aringa alla salsina di zenzero. I secondi sono  classici ma quello che mi colpisce è il petto d’anatra alle castagne. Ache le pietanze più curiose non distologono l’attenzione dal dialogo anzi lo solleticano e lo coccolano. Un buon Barbaresco di Terredavino  ha poi reso tutto molto più fluente e scorrevole. Per finire una torta di mele specialità della casa dove io ho ritrovato tutti i sapori antichi di casa mia. Pochissima pasta frolla e tantissime mele, sarà la torta delle nove mele? Non è dato da sapersi. L’atmosfera è piacevole, i prezzi accessibili, il cibo è semplice e sincero.

Sperando che il vostro lui si trasformi nell’eroe delle vostre fantasie, che vi liberi dalle vostre sofferenze e dalle vostre catene, per vivere una vita insieme fatta di amore e passione. E’ chiedere troppo in un epoca in cui dobbiamo sacrificare tutto il resto? Secondo me no.

Questo slideshow richiede JavaScript.

La Piola del Cine, Via Cagliari, 40  10153 Torino 011/0376470