Riflessioni seriose, ma torno presto.

Ho bisogno di pensieri e di scrivere qualcosa che non sia legato necessariamente ad un evento o ad un ristorante.
Forse sarei più nella modalità Aforismi mi siederei in compagnia di Alda Merini a filosofeggiare sulla vita. Del perchè dell’amore, del perchè ci ritroviamo a vivere certe situazioni, del perché del lavoro so che lei mi farebbe sorridere il cuore. Forse sarà l’autunno, forse sarà questa crisi lavorativa che sta coinvolgendo tutti, ma mentre su la Stampa leggo di scioperi, di botte da orbi, mi chiedo come posso incoraggiare la persone a vivere questo momento di difficoltà lavorativa e economica e di crisi generale. Ieri ho guardato i miei nipoti negli occhi e i loro sorrisi per nutrirmi di futuro e di speranze, come solo i bambini sanno fare. Ma poi torno a casa e penso che anche la mia azienda a gennaio taglierà non si sa bene cosa, chi, perchè, secondo quale criterio. Ma si sa che ci sono meno fondi per il sociale e per il volontariato e non solo questa cosa mina profondamente la mia condizione di vita e le scelte che ho fatto, mutuo, casa, prospettive di famiglia e un’idea di lavoro che mi apparteneva di più: utile, appassionato con un guadagno misurato. Come biologa ho rifiutato di lavorare per le case farmaceutiche e sono partita per L’Africa, ho rifiutato mille volte le chiamate di Mediolanum. Poi ho rifiutato di buttarmi nella ricerca dove vivisezionavano animali. Insomma ho cercato di scegliere già da molto tempo un certo tipo di salario e un certo tipo di vita. Ho fatto delle scelte che andavano un po’ al di là della carriera, ma ho sempre ritenuto importante dedicarmi al benessere di chi mi stava intorno. “Dovevi fare la suora o la Missionaria!!” Dice mia madre scuotendo la testa “potevi fare la venditrice in Telecom e invece ti complichi la vita!!!”….. Poi ho fatto politica e mi sono dedicata alla collettività, diventando consigliera comunale (mia mamma continuava scuotere la testa e mi votava). Presentavo ordini del giorno su parcheggi dei disabili e iniziative sulla pari opportunità. Sempre reinvetandomi quando ho potuto (come dice qualche amica, ancora consigliera). Ma ora che i tagli vanno a toccare quella minima parte economica che ci permette di sopravvivere e di aiutare gli altri, allora sento una profonda crisi. Una crisi di valori e un nascente egoismo (anche in me) che non pensavo potesse arrivare e che cerco di mandare via. La scelta di lavorare per gli altri, decisone maturata e cresciuta nel tempo è minata alla sua radice. Avrei voluto fare di più per questo mio paese e invece annaspo, ci provo, mi sforzo di capire quale possa essere la direzione migliore per aiutare chi mi stava vicino e non sentirsi alienati alla soglia dei 40. Sono la sola in questa condizione? No e a volte preferirei fosse così. Vedere tante donne, amiche nella mia condizione con fior fiore di lauree, specializzazioni ed esperienze, costrette a rinunciare ad un futuro professionale e magari a rifugiarsi nei figli è preoccupante. In questo momento sto scegliendo di scrivere, di raccontare solo di belle sensazioni, paesaggi e cibo e salute e amore. Di portare le persone ad avere buoni pensieri. Ecco i buoni pensieri sono quelli che ci salveranno, le buone azioni? anche. Allora ricomincio, so che è la strada giusta.

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3 Comments

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  1. Più d’una volta ho visto lo splendido sole del mattino
    blandire le cime dei monti con sovrano sguardo,
    baciare con raggiante volto i verdi prati,
    indorare pallidi ruscelli di magica alchimia;
    E, presto, vilissime nubi sopravvennero
    a lacerare la sua divina faccia
    e lo nascosero al mondo sbigottito,
    inducendolo con vergogna a tramontare.
    Così pure, un mattino, sfolgorò il mio Sole
    e m’investì del suo splendore;
    ma, ahimé, non fu mio che per un’ora:
    una massiccia nube adesso me l’ha sottratto.
    Tuttavia, per questo, il mio amore non cessa:
    come al sole del cielo, anche ai terrestri capita d’offuscarsi.
    William Shakespeare

  2. Si avverte malinconia, tristezza, scoramento. Lo proviamo tutte, e parlo delle donne nella tua e nostra condizione. Come un abbandono. Ci si rifugia in se stessi, in una sorta di paura. Ed è proprio in questo momento che dobbiamo rialzarci e creare una rete, un supporto di solidarietà, una cooperativa di anime belle come la tua, con voglia di fare. Anche in questi momenti di terribile difficoltà. La strada l’hai già presa, una strada di scelte forti, di scelte morali solide e pulite, di scelte dove la parola egoismo è bandita. E credo sia quella giusta. Non lasciamo che questo masso precipitato sul sentiero ci annienti. Colllaboriamo, ascoltiamo, tendiamo le mani.

  3. toccante e profonda come sempre nei tuoi scritti, riesci a raccontare i tuoi pensieri con una delicatezza unica, condivisibili tutte le tue paure, sappi una cosa…non sei sola!

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