AltoAdige e il MeranoWineFestival da sogno.

Un weekend romantico in Alto Adige? Consigliatissimo. Non ero mai stata nel mio peregrinare in questa meravigliosa terra e ho viaggiato abbastanza in lungo e in largo. Tendenzialmente poi si tende un po’ a snobbare ciò che ti è vicino o meglio rimandi sempre dicendo:” questo è vicino lo farò da vecchia”. Invece poi ti devi ricredere anche sulle modalità delle tue scelte da viaggiatrice. Avere un blog insegna anche questo. Alto Adige famoso per i Mercatini di Natale, per i monti e le “caprette che ti fanno ciao” ospita come da molto tempo Il festival del vino più esclusivo al mondo, il Merano Wine Festival. Quindi mi dirigo a Merano per seguire l’evento in prima persona accompagnata da due fedelissime compagne di viaggio: Uta dell’ente AltoAdigeSudTirol e Valeria che mi hanno invitato a questo evento esclusivo.
La serata di gala all’interno del Kurhaus è stato un evento indimenticabile. La preparazione come indicazione da invito prevedeva un codice dress code, abito da cocktail; non avendo il tempo di poter comprare un abito per l’occasione ho fatto il giro delle amiche che ahimè hanno figliato (tutta buona invidia la mia)  e non frequentano più troppi eventi mondani e hanno un bagaglio di vestiti con etichetta ancora li pronti. Io ho la mia spacciatrice personale di vestiti da sera. Lo so non dovrei dirlo, ma è proprio una cosa di cui vado fiera la catena di montaggio amiche che si mette in moto quando scatta il momento: evento speciale.20121124-104116.jpg Un po’ hai voglia di cambiare abito anche solo per una sera e non me lo posso permettere, un po’ c’è uno scambio di stili e oggetti che è necessario far circolare perchè non diventino stantii. Quindi eccomi pronta con tacco 12 e vestito con scollatura schiena vertiginosa oscillare per la sale del Kursall. tempo di preparazione 10 minuti. Donne Svelt, è un modello difficile da trovare, ma esiste. Ah piega tattica, dal parrucchiere, di quelle che devono durare tre giorni senza muoversi e quindi ci buttiamo su un riccio boccolo che nemmeno immersa nella mousse di cardo gobbo si scalfisce. Facciamo un giro in questa cornice da favola di un ballo principesco con tavolate di ostriche e vini altotesini per iniziare, altre sfizioserie di chef stellati che la gente ingurgita come ad un happyhour qualunque mentre io ho uno svenimento pressocchè ad ogni boccone. Figuranti volteggiano come in una danza al rallentatore con grandi foulard e palloni scenografici come fossimo ad un ballo di EyesWideshut casto. Uomini in papillon con calici innalzati sorridono e salutano in tedesco ogni dama. E mi faccio trasportare nel mio sogno, finchè non ricado a terra incontrando Carlo Vischi (organizzatore XTuttiiGusti) e capisco che non è un sogno, ma sono li per lavorare. Lui è un richiamo all’ordine per cui ricomincio a twittare, fotografare tutto ciò che mi circonda. Il momento della cena arriva in un attimo e varcando la soglia, la visuale davanti a me è cinematografica: decine di tavoli rotondi allestiti con cura. Luci blu soffuse, lumi di candela all’interno della Kursall, la sala più famosa e bella del Kurhaus ospitante un pianoforte a coda Steinway, colonne di marmo, dipinti al soffitto, decorazioni che rapiscono lo sguardo e i sensi. La testa gira e fortunatamente la cena ha inizio. Seduti in un qualsiasi tavolo con il signor della Forst o con l’artista più eccellente di arte contemporanea di Bolzano o ancora con il sig. importatore della Jagermeister, ti senti a tuo agio. Si aprono le danze, la musica ha inzio e da ogni dove compaiono decine e decine di camerieri in divisa ai diversi angoli della sala con piatti alzati e tovaglioli sul braccio per servire vossignoria alla serata di gala. E’ uno spettacolo vederli volteggiare a suon di musica in un’atmosfera così solenne ed elegante e un po’ mi commuove. Non vi dico poi quando scopro che sono gli alunni della scuola Alberghiera di L’Aquila. Ero là quei giorni di aprile del 2009 in uno di quei campi fare volontariato. Ora vederli li quei ragazzi che hanno ricominciato a vivere con tutte le difficoltà che hanno dovuto affrontare mi sembra che capisca il senso delle cose che vivo. Io insieme a loro un’altra volta per ricominciare.La serata termina tra piatti cucinati con cura da Danilo Bea e William Zonfa, due chef stellati che hanno firmato per Fermo e L’Aquila il menu della serata, e con mille sensazioni mi dirigo al mio hotel per un sonno ristoratore e pieno di emozioni. Continua…

Riflessioni seriose, ma torno presto.

Ho bisogno di pensieri e di scrivere qualcosa che non sia legato necessariamente ad un evento o ad un ristorante.
Forse sarei più nella modalità Aforismi mi siederei in compagnia di Alda Merini a filosofeggiare sulla vita. Del perchè dell’amore, del perchè ci ritroviamo a vivere certe situazioni, del perché del lavoro so che lei mi farebbe sorridere il cuore. Forse sarà l’autunno, forse sarà questa crisi lavorativa che sta coinvolgendo tutti, ma mentre su la Stampa leggo di scioperi, di botte da orbi, mi chiedo come posso incoraggiare la persone a vivere questo momento di difficoltà lavorativa e economica e di crisi generale. Ieri ho guardato i miei nipoti negli occhi e i loro sorrisi per nutrirmi di futuro e di speranze, come solo i bambini sanno fare. Ma poi torno a casa e penso che anche la mia azienda a gennaio taglierà non si sa bene cosa, chi, perchè, secondo quale criterio. Ma si sa che ci sono meno fondi per il sociale e per il volontariato e non solo questa cosa mina profondamente la mia condizione di vita e le scelte che ho fatto, mutuo, casa, prospettive di famiglia e un’idea di lavoro che mi apparteneva di più: utile, appassionato con un guadagno misurato. Come biologa ho rifiutato di lavorare per le case farmaceutiche e sono partita per L’Africa, ho rifiutato mille volte le chiamate di Mediolanum. Poi ho rifiutato di buttarmi nella ricerca dove vivisezionavano animali. Insomma ho cercato di scegliere già da molto tempo un certo tipo di salario e un certo tipo di vita. Ho fatto delle scelte che andavano un po’ al di là della carriera, ma ho sempre ritenuto importante dedicarmi al benessere di chi mi stava intorno. “Dovevi fare la suora o la Missionaria!!” Dice mia madre scuotendo la testa “potevi fare la venditrice in Telecom e invece ti complichi la vita!!!”….. Poi ho fatto politica e mi sono dedicata alla collettività, diventando consigliera comunale (mia mamma continuava scuotere la testa e mi votava). Presentavo ordini del giorno su parcheggi dei disabili e iniziative sulla pari opportunità. Sempre reinvetandomi quando ho potuto (come dice qualche amica, ancora consigliera). Ma ora che i tagli vanno a toccare quella minima parte economica che ci permette di sopravvivere e di aiutare gli altri, allora sento una profonda crisi. Una crisi di valori e un nascente egoismo (anche in me) che non pensavo potesse arrivare e che cerco di mandare via. La scelta di lavorare per gli altri, decisone maturata e cresciuta nel tempo è minata alla sua radice. Avrei voluto fare di più per questo mio paese e invece annaspo, ci provo, mi sforzo di capire quale possa essere la direzione migliore per aiutare chi mi stava vicino e non sentirsi alienati alla soglia dei 40. Sono la sola in questa condizione? No e a volte preferirei fosse così. Vedere tante donne, amiche nella mia condizione con fior fiore di lauree, specializzazioni ed esperienze, costrette a rinunciare ad un futuro professionale e magari a rifugiarsi nei figli è preoccupante. In questo momento sto scegliendo di scrivere, di raccontare solo di belle sensazioni, paesaggi e cibo e salute e amore. Di portare le persone ad avere buoni pensieri. Ecco i buoni pensieri sono quelli che ci salveranno, le buone azioni? anche. Allora ricomincio, so che è la strada giusta.

Tour de force alla scoperta dei produttori piemontesi.

Non è semplice descrivere un giro tra i produttori del tuo Piemonte, perchè non diventi solo un elenco di marchi aziendali, correndo il rischio di perderne le tracce. Allora proviamo a soffermarci con attenzione sui progetti e sulle persone che stanno dietro alle aziende. Cerchiamo di affezionarci ai produttori e comprendere perché conoscere certi prodotti, e non altri, perché sceglierli e perché comprarli.

-Partiamo dalla carne del Consorzio la Granda. Per noi piemontesi non ha bisogno di tante presentazioni, ma avendo avuto la fortuna di parlare con il fondatore dell’associazione Sergio Capaldo, possiamo conoscere le origini di tutto ciò. Intanto è veterinario, intanto conosceva le persone, allevatore per allevatore con cui collaborava e di cui curava gli animali, intanto conosceva il suo territorio e la sua gente. Avevano fiducia in lui, requisito fondamentale, lo conoscevano e il progetto ha avuto inizio. Si può partire da una filosofia nuova: RALLENTARE. Il buon allevamento, la cura degli animali, il cibo e le condizioni di vita. Nessun allevamento intensivo, nessuno stress da produzione veloce.

“La Granda” è un’associazione composta da oltre 60 Allevatori nata a metà degli anni Novanta. Gli Allevatori de “La Granda”, riunitisi autonomamente con l’aiuto e la regia del Dottor Sergio Capaldo, hanno creduto e dato vita ad un progetto di rilancio della Razza Bovina Piemontese e ad una rivalorizzazione del consumo di carne.. Più semplicemente, conoscere la provenienza ma soprattutto, il tipo di alimentazione dell’animale.”

Le chiacchiere finiscono in assaggi e il dott. Capaldo vuole essere al passo con i tempi e stupirci con il sushi piemontese o meglio chiamato in piemontese “sussì”. Ci dice di mangiare meno carne ma più di qualità. In fondo è anche ciò che sto perseguendo nelle mie abitudini alimentari.

-Dalla carne siamo passati alle farine ad uno stand poco distante dei fratelli Marino. Una sorpresa l’energia dei due giovani, di una somiglianza sorprendente, saltellanti e simpatici, energici ed entusiasti. Era un piacere solo stargli vicino. In qualche modo commovente il fatto che la passione di famiglia sia riuscita  contagiare i figli che con la loro tenacia ne abbiano ereditato la tradizione rilanciandola con delle idee nuove. Siamo di fronte alla ricerca di un prodotto di qualità. Farine dal 1956 e poi dal 1994 macinate in purezza: ogni cereale non è contaminato da altri . Significa per esempio che le farine per intolleranze alimentari (farro, segale, kamut, enkir ecc.) non sono contaminate da grano tenero e/o grano duro, da latte e dai suoi derivati e sono prive di qualsiasi additivo chimico come conservanti, enzimi, glutine aggiunto, polifosfati, acido ascorbico, malto e derivati ecc. Non mi sembra un cattivo presupposto per partire. Ma soprattutto mi colpisce il modo in cui descrivono i loro cereali, il loro metodo di produzione e di macinatura a pietra naturale.(Le pietre NATURALI sono pietre di cava. Non essendo pietre artificiali vanno periodicamente martellate manualmente per raggiungere il giusto grado di ruvidità al fine di ottenere la farina migliore per ogni uso e con le dovute caratteristiche tecnologiche). Insomma sono a bocca aperta, perché dietro all’acquisto di ogni alimento c’è una storia a volte lunga e a volte complessa che vale la pena conoscere e raccontare. Raggiungere una consapevolezza maggiore di ciò che mangiamo ci permetterebbe di non ingurgitare tutto ciò che ci viene proposto. La sensazione di sazietà non è forse un po’ già culturale? Ho portato a casa la farina di Enkir, antenato di tutti i cereali, il primo cereale addomesticato sulla terra, 12000 anni fa. E’ un cereale selvatico e pertanto non necessita di alcun tipo di concimazione, è per questo che viene anche indicato come il vero cereale biologico. Proverò a fare il pane azzimo che ha una storia altrettanto antica: ebrei schiavi in Egitto scapparono per raggiungere una terra nuova guidati da Mosè, e non fecero in tempo a far lievitare il pane come ogni mattina, dovendo fuggire nutrendosi nel viaggio di quel pane sottile.

– Arriviamo poi ad un altro giovane produttore, ma stavolta di birre. Chi non conosce la birra Baladin ? chi non conosce Teo Musso? Il suo primo locale Circus, poi il fallimento e poi la ricerca di una birra artigianale di qualità. Ecco io non lo conoscevo personalmente nè tantomeno la sua storia. Le Langhe, terra per antonomasia del vino, stavolta battezza la prima birra artigianale italiana: la Birra Baladin. La birra e la distribuzione , il design, il ristorante, le iniziative, l’invenzione del bicchiere da degustazione. E poi ancora un albero di iniziative che fuoriesce dal suo sito. La sensazione è un po’ quella di essere veramente entrati nel suo circo; ti lasci trasportare da trapezisti volanti, non riesci a coglierne benissimo la direzione ma sicuramente le sensazioni sono forti. Io termino i miei assaggi con la Cola Baladin, progetto per raccogliere fondi per la Sierra Leone e per far un po’ di concorrenza alla temuta CocaCola. Quando faccio qualcosa contro corrrente mi appassiono e saltello intorno a Teo come un furetto circense contagiato dalla magia. E urlo: “ma è buonissima!” Lui non può far altro che sorridere. Mi allontano, ma per un attimo sono riuscita a salire sulla sua carovana zingara e un po’ mi ha contagiato.

-Approdiamo da Sig. Illy! avete presente Illy caffè? ecco lui. Me lo sono sempre immaginato l’uomo di latta con la scritta rossa, invece è un signore elegante sottile raffinato che parla dolcemente e parla in questo caso del suo cioccolato, dei thè e di altri prodottti a loro collegati. Ci fa assaggiare il fondente 100% Criollo della Domori, un’esperienza sensoriale per fisici forti. Ugo Alciati dice che è il più buono al  mondo. Poi ci lascia una busta di doni da portare a casa e assaggiare. Le colazioni a casa duecuori sono sponsorizzate dal gruppo Illy a base di compsta di fragoline di bosco della Agrimontana, cioccolato amaro Domori  per risvegliare i sensi e thè della Dammann Freres.

La qualità dei prodotti è quasi imbarazzante. Loro sanno fare il loro mestiere. Sono bravi. Dalle tazzine all’ultimo affiliato del Gruppo Illy scelgono il meglio. E in silenzio saluto l’uomo di latta…..

Ringrazio ancora una volta la Regione Piemonte- Sviluppo Piemonte Turismo, Emanuela Sarti e il Biteg per l’opportunità e Francesca Martinengo per il coordinamento. Ma il salone del Gusto non finisce qui. State all’erta.