Il Salotto del Gusto si trasforma in Salone

Si sente sempre parlare di salotti torinesi. In questo caso il salotto si apre in un vero e proprio Salone e il segno di apertura quest’anno è evidente. Finalmente si può accedere a Terra Madre. Anni passati a cercare un pass per entrare per poter riabbracciare i colleghi africani, stipati all’Oval, se andava bene adagiati per terra con i loro teli o su banchetti di fortuna; mostravano i loro prodotti senza poterli vendere al grande pubblico e il disagio che sentivo era particolarmente accentuato rispetto allo sfarzo dei produttori danarosi degli spazi adiacenti. Quest’anno per magia i coltivatori da tutto il mondo possono incontrare i visitatori. L’allestimento è anche per loro e la visita risulta piacevole ed accessibile. I piemontesi ci mettono sempre un po’ per cogliere le opportunità delle loro iniziative, passano sempre attraverso la cruna dell’ago, ma poi ce la fanno.

Il mio Salone del Gusto quest’anno è stato vissuto come foodblogger e l’esperienza è stata in qualche modo speciale. Le visite ai produttori sono state puntuali attraverso laboratori e spiegazioni senza scorribandare ingurgitando tutto ciò che gli stand avevano da offrire. Forse ho visto meno, ma ho conosciuto di più. Ho spignattato come dicono le mie colleghe di Muffin e Dintorni per i laboratori LentiLAB, con blogger dalla Germania e da New York. Un laboratorio in cui ci hanno raccontato la preparazione e la ricetta del bisnonno Lenti, due diverse giornate, sperimentando anche il panino che verrrà venduto in collaborazione con il caffè Barney’s del Circolo dei Lettori. Sequestrate poi dalla Regione Piemonte e dal Biteg le foodblogger sono partite per il tour di produttori piemontesi d’eccezione. Dalla carne del consorzio La Granda a la birra Baladin; le confetture Prunotto, Il cioccolato Priollo; le farine dei Fratelli (non gemelli) Marino e la loro energia contagiosa e la scoperta del padre dei cereali antico dal nome Enkir. Nei prossimi post vi racconterò le mie esperienze in dettaglio. Per ora vi dico solamente che è stata un ‘esperienza ricca con persone vere che credono nei loro sogni. Alimentazione, amore per il proprio territorio e il proprio lavoro. Aziende di famiglia che sono nate in passato dalla forza dell’amore di due persone che sono riuscite a stare insieme. Due cuori e una fattoria, un’azienda agricola, un consorzio, una passione. Grazie a SlowFood e a questa avventura speciale, grazie perchè sta riscoprendo le tradizioni e il buon cibo e la lentezza e li ringrazio anche perchè Terra Madre mi ha fatto andare in giro quest’anno orgogliosa di essere piemontese.

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