Palma da sola

Viaggiare soli è una cosa che ho sempre desiderato fare. Lo so non è innovativo né tantomeno difficile, ma io non l’ho mai fatto. E per una volta mi sono avventurata in una piccola isola per capire come si fa a viaggiare da soli, o meglio una donna sola. Il mio desiderio è nato già dal mio viaggio a Bali dove incontrai due donne coraggiose zaino in spalla. E ho detto perché io no? I perché sarebbero tanti, educativi, culturali, ma il mio obiettivo nella vita è sempre stato quello di sfidarsi, partendo da dove si è. Magari una settimana non troppo lontano, in una terra non troppo pericolosa, può essere un buon inizio per avventurarsi e mettersi alla prova, no? Non nego che il mio viaggio nasce da una ricerca di maggior consapevolezza di se stessi, per uno scopo più grande. Star bene da soli permette di stare bene in due. La ricerca di indipendenza e di autonomia elimina tutti quei bisogni che di solito scarichiamo nella coppia o per cui fardelliamo i nostri fidanzati-e. Per cui per un “due” più equilibrato ci vuole un “uno” più coraggioso. Bene, parto per Palma alla scoperta dell’isola, dei ristoranti, di una me stessa in terra straniera. La ricerca parte dal luogo e poi dall’appartamento. Scelgo di affittare una casa in centro a Palma de Maiorca,lontana da circuiti turistici e dalle catene alberghiere. Una casetta che sia facile, accessibile, sicura e ospite di qualche maiorchino. Per puro caso finisco in un  sito che si chiama airbnb.com trovo una casa che fa per me, elegante, confortevole e con una donna direi coetanea come padrona di casa. Perfetta. Mi alleno un po’ con i rudimenti della lingua spagnola che non so, ma sono fiduciosa nell’aggiunta della ‘S’ finale. Ho comunque sempre il mio scopo percorrere itinerari romantici, anche da sola per potervi consigliare al meglio se decidete anche qui di trascorrere giorni all’insegna dell’amore. Ho il mio blog, un buon libro, troverò una connessione wifi e la mia passione per il cibo, insomma, non sono sola. Parto. Eccitata, un po’ impaurita, e spaesata. Ma ho fiducia. A 30 km da Palma ho anche degli amici che nel caso avessi bisogno posso contattare. Insomma i salvagente sono tanti. Non si deve necessariamente partire sprovvisti di appigli. Ho anche cercato via internet  tutte le notizie utili per viaggiare. Ho comprato la guida che per la prima volta non trovo nelle mie edizioni preferite, la Lonley Planet. La Lonley per me è un rito, più che una guida, deve esserci mi da sicurezza, nonostante trovo che la qualità sia un po’ diminuita negli ultimi anni. Sopratutto e mi spiace dirlo per la questione ristoranti, non che non abbia fiducia dei relatori delle guide, ma è anche vero che i gusti culinari di un viaggiatore inglese o tedesco o austriaco non possono essere paragonati ai gusti di una buona forchetta italiana, per cui il mio scetticismo è spiccato lo ammetto. Chiedo venia. Ma questa volta trovo la Rougeguide, me ne hanno parlato approfondisce gli aspetti culturali e storici e fa più il caso mio in questo viaggio. Cambiamo guida, nuova sfida. Il primo giorno arrivata alla meta scopro che la casa è più deliziosa di quello che mi aspettassi, un vero lusso. La padrona di casa capisco che non ci sarà mai, parte per le vacanze e la casa è tutta per me. Questo implica nel bene  e nel male che non ho un punto di riferimento in casa a cui chiedere notizie. Pazienza.

I primi giorni a Palma decido di pianificare il mio soggiorno, vado in giro per la città, capisco i punti di riferimento, mi infilo nell’ufficio turistico e prendo tutte le informazioni per gite, mappe e spiagge, luoghi di interesse culturale, musei, mostre, in tutta libertà e quando voglio (in izio ad assaporare questa solitudine nuova)

Faccio una lista di ristoranti da provare, chiedo qua e là in giro. Faccio la spesa per la mia super cucina, in modo da non dover passare il tempo nei ristoranti, ma scegliere solo quelli che mi interessano.

Palma mi ha conquistato, ho passato 10 giorni in totale solitudine a girare per le strade di questa antica città spagnola. Ho letto molto, ho pensato, ho scritto, passeggiato al tramonto. Ho fatto gite all’interno dell’isola e sono andata alla scoperta  delle spiagge più belle. Essendo senza auto ho dovuto anche organizzarmi con i bus di linea. L’isola è molto servita, ma non è proprio immediato capire gli orari e le mete migliori. Ho fatto qualche tentativo. Ma devo dire che quando si viaggia da soli l’aspetto più interessante e innovativo è che tutto ciò che fai è soddisfacente a prescindere da ciò che vedi. Ti è sufficiente aver superato le paure, l’insicurezza, la lingua, l’organizzazione e arrivare alla meta per essere soddisfatti di te stesso. Non è importante che il luogo non sia all’altezza delle aspettative, sei arrivato al tuo obbiettivo da solo con le tue gambe con la tua determinazione e ci sei riuscita. E’ una soddisfazione impagabile. E anche se le spiagge sono affollate di turisti e ombrelloni , tu cammini oscillante sulla riva ritagliandoti un posto tutto per te dove sai che potrai passare tutto il tempo che desideri senza obblighi sino al tramonto, quando magari inizierai a sentire altri bisogni: la fame o la stanchezza o il desiderio di farti una doccia. Si ricomincia a sentire il proprio corpo e le proprie necessità, le riconosci e gli dai forma e le soddisfi.

I giorni sono passati così una spiaggia dopo l’altra, un paese dopo l’altro, una caletta, uno scorcio dopo l’altro, conquisto me stesso e la mia indipendenza e una serenità insperata, mi sembra di non aver più paura di silenzi, di vuoti, di me stessa.

I ristoranti che ho sperimentato in solitudine con il mio taccuino in cui prendevo appunti e il mio iphone per fotografare :

Bar Bosch: bar di tapas , uno dei caffè storici della città dove si radunano gli intellettuali, dove la specialità oltre le tapas maiorchine ottime e abbondanti e rustiche, sono i panini caldi alla piastra ripieni di jamon (prosciutto crudo iberco) e verdure, melanzane e tumbet (patate,melanzane e peperoni tutti fritti e ricoperti di salsa di pomodoro). L’energia e l’atmosfera sono di ampio respiro, i camerieri anziani professionali e simpatici, un via vai di autoctoni occhialuti con il giornale sotto braccio, abitanti e lavoratori in giacca e cravatta in pausa pranzo.

Il ristorante Vegetariano Bon Lloc: un luogo innovativo,elegante con un ottimo marketing, menù fisso vegetariano veloce sano, con wifi gratuito luci soffuse, atmosfera lounge, cucina a vista, zuppe e insalata e polpette di riso o quinoa con salsa di funghi e thè aromatizzati. Un cuore grande all’entrata ripieno di verdure. Calle San Feliu, 7, 07012 Palma, Mallorca, España

Il ristorante tipico maiorchino Celler Pages, un rapporto qualità prezzo ottimi. Specialità isolane di qualità. Le zucchine ripiene di molluschi e fritte con una deliziosa maionese fatta in casa , coscia di tacchino con le prugne e verdure al forno deliziosa e morbida. Il pesce padrone di queste tavole, infine, è il calamaro alla plancha. Consigliatissimo. Calle, 07012 Palma,

Hanaita, il ristorante-trattoria giapponese con le tovaglie a quadretti con uno dei pochi master chef giapponesi in Europa, Endo San,dietro al bancone; ricercato e chiamato dai migliori ristoranti europei. Lui ha ritrovato la sua dimensione in questa piccola isola, in questo piccolo ristorante di 20 coperti in cui il trionfo di pesce crudo è assicurato. Speciale forse come non ne ho mai mangiati e dove un cameriere maiorchino serio nel suo ruolo, ma sorridente ti insegna ad apprezzare il sushi a mangiarlo appena arriva sul tavolo senza perdersi in chiacchiere, te lo racconta, ti spiega come è preparato, una vera e propria tradizione da seguire con attenzione e impegno.Navegacio, 8, 07013 Palma, Mallorca, España.

Il luogo per eccellenza dove fare la colazione più strepitosa e particolare di Palma, Horchateria y Chocolateria Ca’n Juan de S’aico, in centro vicino alla Plaza Mayor, dove assaggiare il gelato al caffè con la panna in un bicchiere di vetro e le ensaimada calde e zuccherate appena sfornate in un luogo antico con arrredi di legno e camerieri in divisa bianca vetrione e banconi . Da non perdere. Calle Can Sanc 10 | 07001, Palma, Mallorca, España

E infine El Pilon  C’an Cifre, 4 07012 Palma Spagna, ‎finalmente il calamaro ripieno nel luogo delle tapas grandi, più particolare di Palma e forse un po’ turistico ma comunque vale la pena passarci una romantica serata.

 Le mie gite coraggiose: La spiaggia di Es Trench, spiaggia bianca e mare caraibico; Colonia San Jordì, mare turchese e spiagge nudiste; Cap Formentor, la punta più a est a strapiombo dell’isola, impossibile nn innamorarsi. Valdemossa e il paesino dove svernava Chopin, con negozietti e atmosfere un po’ provenzali; Banyalbufar, piccolo paesino dove sperimentare una discreta paella.

Infine il Mercat de Olivar oltre ad offrire banchi di ogni genere alimentare, ogni bancone del pesce si trasforma in sushi da asporto, o fornitore di tapas di pesce fritto, o ostriche e  champagne per i più esigenti

La sensazione più forte quando viaggi da solo, è avere sempre a che che fare solo con te stesso o con persone che non ti conoscono. Non hai un rimando, uno specchio di chi sei, ma quel rimando lo devi cercare sempre dentro, nei tuoi pensieri, nelle tue sensazioni, una persona senza uno specchio è costretto a guardarsi dentro e trovare tutte le risorse per costruirsi da dentro, non posso far altro che dirvi: Buon viaggio, coraggiosi viaggiatori in solitudine.

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9 Comments

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  1. sempre un piacere la lettura tua.

  2. VERAMENTE BRAVA OTTIMO SUGGERIMENTO ANCHE DAL PUNTO DI VISTA PAESAGGISTICO UN PIACERE LEGGERTI

  3. Ben ritornata, bravissima più del solito. Hai attivato il desiderio di provare Palma

  4. Ti leggo sempre molto volentieri, ma questa volta cogli, e trasmetti a noi che leggiamo, tante sensazioni particolari. E poi il cibo… Brava!

  5. franco iacobuzio 11 settembre 2012 — 13:59

    Ti leggo sempre volentieri.Brava, anzi bravissima.Personalmente non ho un buon ricordo di Palma,perche’ ho dimenticatoin un tax la cinepresa e divese cosette.

  6. Bello! Vedo che hai iniziato a cogliere lo spirito e l’essenza del viaggio da soli: la libertà. Occhio, che una volta iniziato non se ne può più fare a meno… 😉

  7. ….sono qui che penso e ripenso alla prossima meta.

  8. Le tue parole hanno risvegliato in me un desiderio che ho da tempo e che ultimamente e’ diventato sempre più forte, quasi tangibile…
    Fare un viaggio da sola: ho un figlio, attaccato a me quasi quanto io lo sono a lui… Mi spaventa andar via, ma per affrancare lui da me devo insegnarli a respirare la vita da solo qualche volta! Grazie di cuore

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