Due cuori per Due cuori e un tirabusun

Riscoprire due cuori in cucina per la mia missione è una soddisfazione maggiore. Due giovani 40enni marito e moglie che realizzano il loro sogno di “necessità e virtù” e aprono il loro piccolo ristorante. Lei ragioniera e contabile fino a ieri lui informatico e poi gestore di una bar. Decidono di cambiare vta di ritornare in provincia, nel paesello di lui. Lasciare la città e ripartire da li. Ripartire dalle tradizioni, di far vivere i loro figli fuori dalla metropoli. Riscoprire l’aiuto dei nonni ed aprire un ristorantino. Dove? a Candia. Chi non ha sentito parlare dei germani del lago di Candia, posto incantevole a pochi passi da Torino. Loro ne hanno le capacità sono giovani, hanno idee, sono la risorsa economica del nostro paese. Ripartono dallo studio, non che non sappiano cucinare ma frequentano un corso specializzato di cucina. Scelgono il locale, lo ristrutturano finemente come fosse una trattoria di una bella gita fuori porta. Tovaglie a quadretti, muri a vista, colori caldi, tavoli e sedie di legno. Insomma siamo fuori città e si vede. L’ambiente è famigliare, Nadia e Antonio sono sorridenti e accoglienti appassionati e indaffarati. Solo loro due dietro alla loro nuova vita, la loro nuova passione: riscoprire forse un nuovo modo di vivere. “Scava sotto i tuoi piedi e li troverai la sorgente”. Dice un proverbio orientale. Provano con un tirabusun… Penso sia la chiave vincente. I prodotti locali e solo quelli di stagione. La scelta di fornirsi di carni SlowFood dell’associazione La Granda, la piattella Canavesana di Cortereggio di Ivan Rean Conto; e le paste di meliga del Monregalese Di Michele Egidio SNC- Mondovì. “Quello che c’è si cucina” dice Nadia ridendo. Le verdure rigorosamente dell’orto della vicina, i menù strettamente stagionali. E quindi via a funghi porcini! Agnolotti con fonduta di blu della Valchiusella, risotto carnaroli proveniente da una riserva vercellese,(ancora un giovane imprenditore e loro amico) gnocchi al ragù di salsiccia. Cipolle ripiene e girello di fassone piemontese in salsa tonnata tradizionale. Ma non solo: puoi trovare anche il trancio di anguilla in fruttura.
Per finire i dolci ,con lo zabaglione al passito di Caluso. Una buona carta dei vini et voilà in meno di un anno Il Tirabusun diventa presidio Sloowfood. La strada è quella giusta. L’impegno, la costanza , la voglia di rilanciare nella coppia, in amore, nella vita, nel lavoro e sopratutto nei propri sogni. Nadia e Antonio ci stanno provando, nulla è dato per scontato nemmeno il desiderio di stare insieme. Osteria Tirabusun

Piazza VII Martiri, 11, 10010 Candia Canavese, Italia

348 8101306

Rilancio #iolamafiamelamangio

Rilancio il mio blog  con una nuova grafica. Non abbandono la mia forchetta fotografata con instagram su un foglio A4 con tanti cuori diseganti da me con il pennarello rosso. Ma rinnovo I cuori che ora sono due, per non fare confusione, come era preannunciato dal nome stesso. Una grafica più seria? Forse. Cresciuta nel tempo? Sicuramente. Ringrazio Bob Noto che ha voluto contribuire al mio restyling o #botox come lo chiama qualcuno, perdendo il suo tempo prezioso dietro a mille indecisioni femminili davanti alla scelta del colore e della forma.

Questo rilancio grafico vuole due dediche:

La prima a Zia Laura Zanelli , ci eravamo promesse questa estate di rinnovarci insieme e poi lei ha pensato bene di rinnovarsi seriamente in un’altra vita, ma lasciando in questa per noi tante battaglie da portare avanti.

La seconda alla campagna #iolamafiamelamangio partita a giugno sempre con il sostegno di Laura, una delle prime sostenitrici della campagna e ormai a lei dedicata, che prevede di pubblicare un post con una ricetta ideata con i prodotti di Libera Terra e inviarlo al mio indirizzo di posta o commentare il post del 26 giugno. Intanto pubblicherò la ricetta in tandem di Cucina Precaria e La CuochinaSopraffina direttamente da Dublino. Grazie ragazze, sempre presenti e attive.

10 post: Crespelle di farina di ceci e pomodoro

La raccolta ricette continua. Fino a quando? Fino a quando non raccoglierò adesioni golose sufficienti per fare il giro dell’Italia. Non ci fermiamo, o almeno non mi fermo. Come ogni iniziativa con un valore sociale etico è più difficile da portare avanti. Difficile trovare i prodotti, difficile perchè va a toccare la parte di noi di impegno civile. E non sempre abbiamo desiderio di cose serie. Ma prometto che questa iniziativa darà grandi soddisfazioni a tutti coloro che hanno partecipato e parteciperanno. Io mi siedo e aspetto. Sono piemontese, non sapete come sanno attendere: stoici, imperterriti e silenziosi per raggiungere la meta.

Ti sposerò perchè? A Gavi?

‘Ti sposerò perchè? Hai del carattere…’ era il ritornello di una canzone di Eros Ramazzotti del lontano ’88, o forse prima ma ricordo che era l’8/8/88 e sono date che non si dimenticano guardavo il mio primo concerto di Eros Ramazzotti, ma non potendomelo permettere, avevamo trovato una collocazione con il mio fidanzatino estivo sulle tombe del cimitero di Pietra Ligure.  Con le note di questa canzone gli abbracci e i baci si perdevano nella collina e al suono della voce del cantante degli adolescenti, mi perdevo nei primi amori. Chi l’avrebbe detto che dopo tanti anni in una delle mie escursioni culinarie per il mio blog avrei incontrato Eros in persona, senza riconoscerlo, presa dal mio iphone e dai miei tweet. Mi ha anche chiesto con chi stavo parlando e io non curante gli ho risposto:” parlo da sola non ti preoccupare, sto lavorando e commento ciò che vedo” Solo dopo mi sono accorta della gaffe, o meglio avrei dovuto dirglielo per rendere onore alle sue canzoni: l’8/8/88 era una data importante per me ….pomiciavooooooo!!

A Gavi succede anche questo, intanto con il richiamo di Eros a Villa Sparina Resort si possono celebrare matrimoni. Ma andiamo per ordine.

Situata nelle colline dell’alessandrino o meglio intorno a Tortona, nell’altra Langa, la chiamo io, si trova Gavi.  Una zona poco conosciuta in Piemonte, prima della Liguria dove le colline morbide si rivestono di vigneti, boschi, strade di campagne e resort, luoghi da sogno, dove la luce è forte e ti accompagna fino verso il mare. Meno conosciuta forse turisticamente della cugina langa, o forse più elitaria? Per pochi intenditori?

Ricevo un invito da Villa Sparina, Albergo Ostelliere  e  Ristorante la Gallina: tre strutture facenti parte di un unico paradiso sulle colline di Monterotondo. Una residenza con camere da sogno affacciate sulle vigne della cantina della famosa azienda agricola Sparina.  Suite arredate con cura e vasche idromassaggio, doppie camere per riposare con divani accoglienti e un letto matrimoniale regale dove amarsi è d’obbligo. Il “nostro padrone di casa” è Max Mentasti, lo chef del Ristorante La Gallina. Ci porta a visitare le cantine e ci spiega come viene imbottigliato e come nasce il Brut, a testa in giù circondato di lieviti con chiusure speciali. La cantina è antica, fatta di mattoni a vista, archi di pietra, dove scendono prosciutti e salami della famiglia Mentasti .

E poi bottiglie di Brut ovunque e la sensazione è quella che se se ne stappa una sola le altre andranno a seguire, in una cerimonia di bollicine e scoppiettanti fuochi d’artificio. Ma la particolarità è che in questa cantina si possono celebrare i pranzi di nozze, circondati da candele che delimitano il tuo percorso verso scelte decisive e importanti. Ma non inizierò un trattato sul senso del matrimonio, su cosa ne penso, sulle burocrazie della carte o sulle dichiarazioni d’amore nel proprio contesto sociale. Non è il momento, ma arriverò a parlare anche di questo. Max Mentasti ci ha guidato con la sua jeep rock and roll, tra le vigne e le colline della famiglia Moccagatta che gestisce questo complesso colonoico dagli anni ’70. I vigneti danno vita al Gavi e al Barbera, che godono di un’ottima esposizione e  qualità dei terreni. Villa Sparina ha 70 ettari di vigne su 100 di terreno. La lungimiranza della famiglia ha fatto si di prendere le tradizioni del passato e dare continuità nel futuro con un albergo e un ristorante. Ma non solo. Ogni loro collina è stta trasformata  in un punto strategico per gli ospiti. Una collina isolata tra le vigne dedicata all’aperitivo e ai pensieri silenziosi dentro una casetta. Un’altra con grandi sedie di legno e tavolini, la collina del “colpo in canna”  è il luogo per i trattamenti, massaggi e il riposo sdraiati su un grande materasso a guardare il cielo tra gli alberi che abitano questo punto magico. Ma le sorprese nel nostro tour non finiscono, ogni luogo diventa fruibile per qualcos’altro.

Una collina è funzionale, una cantina è una sala da cerimonie, un letto balinese diventa un dondolo. In questo luogo magico e sorprendente ogni cosa si trasforma e diventa qualcos’altro.

A noi rimane da provare la cucina di Max Mentasti che ha fatto per tutto il giorno gli onori di casa. Seduti sulla terrazza del ristorante che si affaccia sul mare di vigne, con un tramonto mozzafiato.

Max ci ha allietato la serata con la sua cucina: la pappa al pomodoro con crostini; una menzione speciale per l’abbinamento dei tonnarelli all’astice, salicornia e salsa di soia. La salicornia mi ha fregato, completamente conquistata dalle erbe selvatiche . E poi il rombo delicatissimo con verdure e la montagna di gelato alla crema che arriva su un piatto regale da assemblare con granella di brut ma bun, le ciliege sciroppate fatte in casa, il caramello, ilcioccolato fondente e caldo e le marmellate di Max. Una goduria semplice divertente e appagante.

E’ un luogo da sogno fatto su misura per un weekend romantico, vale la pena in ogni tempo della vostra relazione: all’inizio, per un anniversario, per un fidanzamento, per una dichiarazione, per una notte di passione, insomma fate quello che volete ma non perdetevi questo posto, sarà all’altezza del vostro amore.

Le mie compagne di viaggio dove troverete ricette fotografie e racconti del nostro we sono: Laura Adani, Valentina, Lucia, Giorgia e Simona!

Palma da sola

Viaggiare soli è una cosa che ho sempre desiderato fare. Lo so non è innovativo né tantomeno difficile, ma io non l’ho mai fatto. E per una volta mi sono avventurata in una piccola isola per capire come si fa a viaggiare da soli, o meglio una donna sola. Il mio desiderio è nato già dal mio viaggio a Bali dove incontrai due donne coraggiose zaino in spalla. E ho detto perché io no? I perché sarebbero tanti, educativi, culturali, ma il mio obiettivo nella vita è sempre stato quello di sfidarsi, partendo da dove si è. Magari una settimana non troppo lontano, in una terra non troppo pericolosa, può essere un buon inizio per avventurarsi e mettersi alla prova, no? Non nego che il mio viaggio nasce da una ricerca di maggior consapevolezza di se stessi, per uno scopo più grande. Star bene da soli permette di stare bene in due. La ricerca di indipendenza e di autonomia elimina tutti quei bisogni che di solito scarichiamo nella coppia o per cui fardelliamo i nostri fidanzati-e. Per cui per un “due” più equilibrato ci vuole un “uno” più coraggioso. Bene, parto per Palma alla scoperta dell’isola, dei ristoranti, di una me stessa in terra straniera. La ricerca parte dal luogo e poi dall’appartamento. Scelgo di affittare una casa in centro a Palma de Maiorca,lontana da circuiti turistici e dalle catene alberghiere. Una casetta che sia facile, accessibile, sicura e ospite di qualche maiorchino. Per puro caso finisco in un  sito che si chiama airbnb.com trovo una casa che fa per me, elegante, confortevole e con una donna direi coetanea come padrona di casa. Perfetta. Mi alleno un po’ con i rudimenti della lingua spagnola che non so, ma sono fiduciosa nell’aggiunta della ‘S’ finale. Ho comunque sempre il mio scopo percorrere itinerari romantici, anche da sola per potervi consigliare al meglio se decidete anche qui di trascorrere giorni all’insegna dell’amore. Ho il mio blog, un buon libro, troverò una connessione wifi e la mia passione per il cibo, insomma, non sono sola. Parto. Eccitata, un po’ impaurita, e spaesata. Ma ho fiducia. A 30 km da Palma ho anche degli amici che nel caso avessi bisogno posso contattare. Insomma i salvagente sono tanti. Non si deve necessariamente partire sprovvisti di appigli. Ho anche cercato via internet  tutte le notizie utili per viaggiare. Ho comprato la guida che per la prima volta non trovo nelle mie edizioni preferite, la Lonley Planet. La Lonley per me è un rito, più che una guida, deve esserci mi da sicurezza, nonostante trovo che la qualità sia un po’ diminuita negli ultimi anni. Sopratutto e mi spiace dirlo per la questione ristoranti, non che non abbia fiducia dei relatori delle guide, ma è anche vero che i gusti culinari di un viaggiatore inglese o tedesco o austriaco non possono essere paragonati ai gusti di una buona forchetta italiana, per cui il mio scetticismo è spiccato lo ammetto. Chiedo venia. Ma questa volta trovo la Rougeguide, me ne hanno parlato approfondisce gli aspetti culturali e storici e fa più il caso mio in questo viaggio. Cambiamo guida, nuova sfida. Il primo giorno arrivata alla meta scopro che la casa è più deliziosa di quello che mi aspettassi, un vero lusso. La padrona di casa capisco che non ci sarà mai, parte per le vacanze e la casa è tutta per me. Questo implica nel bene  e nel male che non ho un punto di riferimento in casa a cui chiedere notizie. Pazienza.

I primi giorni a Palma decido di pianificare il mio soggiorno, vado in giro per la città, capisco i punti di riferimento, mi infilo nell’ufficio turistico e prendo tutte le informazioni per gite, mappe e spiagge, luoghi di interesse culturale, musei, mostre, in tutta libertà e quando voglio (in izio ad assaporare questa solitudine nuova)

Faccio una lista di ristoranti da provare, chiedo qua e là in giro. Faccio la spesa per la mia super cucina, in modo da non dover passare il tempo nei ristoranti, ma scegliere solo quelli che mi interessano.

Palma mi ha conquistato, ho passato 10 giorni in totale solitudine a girare per le strade di questa antica città spagnola. Ho letto molto, ho pensato, ho scritto, passeggiato al tramonto. Ho fatto gite all’interno dell’isola e sono andata alla scoperta  delle spiagge più belle. Essendo senza auto ho dovuto anche organizzarmi con i bus di linea. L’isola è molto servita, ma non è proprio immediato capire gli orari e le mete migliori. Ho fatto qualche tentativo. Ma devo dire che quando si viaggia da soli l’aspetto più interessante e innovativo è che tutto ciò che fai è soddisfacente a prescindere da ciò che vedi. Ti è sufficiente aver superato le paure, l’insicurezza, la lingua, l’organizzazione e arrivare alla meta per essere soddisfatti di te stesso. Non è importante che il luogo non sia all’altezza delle aspettative, sei arrivato al tuo obbiettivo da solo con le tue gambe con la tua determinazione e ci sei riuscita. E’ una soddisfazione impagabile. E anche se le spiagge sono affollate di turisti e ombrelloni , tu cammini oscillante sulla riva ritagliandoti un posto tutto per te dove sai che potrai passare tutto il tempo che desideri senza obblighi sino al tramonto, quando magari inizierai a sentire altri bisogni: la fame o la stanchezza o il desiderio di farti una doccia. Si ricomincia a sentire il proprio corpo e le proprie necessità, le riconosci e gli dai forma e le soddisfi.

I giorni sono passati così una spiaggia dopo l’altra, un paese dopo l’altro, una caletta, uno scorcio dopo l’altro, conquisto me stesso e la mia indipendenza e una serenità insperata, mi sembra di non aver più paura di silenzi, di vuoti, di me stessa.

I ristoranti che ho sperimentato in solitudine con il mio taccuino in cui prendevo appunti e il mio iphone per fotografare :

Bar Bosch: bar di tapas , uno dei caffè storici della città dove si radunano gli intellettuali, dove la specialità oltre le tapas maiorchine ottime e abbondanti e rustiche, sono i panini caldi alla piastra ripieni di jamon (prosciutto crudo iberco) e verdure, melanzane e tumbet (patate,melanzane e peperoni tutti fritti e ricoperti di salsa di pomodoro). L’energia e l’atmosfera sono di ampio respiro, i camerieri anziani professionali e simpatici, un via vai di autoctoni occhialuti con il giornale sotto braccio, abitanti e lavoratori in giacca e cravatta in pausa pranzo.

Il ristorante Vegetariano Bon Lloc: un luogo innovativo,elegante con un ottimo marketing, menù fisso vegetariano veloce sano, con wifi gratuito luci soffuse, atmosfera lounge, cucina a vista, zuppe e insalata e polpette di riso o quinoa con salsa di funghi e thè aromatizzati. Un cuore grande all’entrata ripieno di verdure. Calle San Feliu, 7, 07012 Palma, Mallorca, España

Il ristorante tipico maiorchino Celler Pages, un rapporto qualità prezzo ottimi. Specialità isolane di qualità. Le zucchine ripiene di molluschi e fritte con una deliziosa maionese fatta in casa , coscia di tacchino con le prugne e verdure al forno deliziosa e morbida. Il pesce padrone di queste tavole, infine, è il calamaro alla plancha. Consigliatissimo. Calle, 07012 Palma,

Hanaita, il ristorante-trattoria giapponese con le tovaglie a quadretti con uno dei pochi master chef giapponesi in Europa, Endo San,dietro al bancone; ricercato e chiamato dai migliori ristoranti europei. Lui ha ritrovato la sua dimensione in questa piccola isola, in questo piccolo ristorante di 20 coperti in cui il trionfo di pesce crudo è assicurato. Speciale forse come non ne ho mai mangiati e dove un cameriere maiorchino serio nel suo ruolo, ma sorridente ti insegna ad apprezzare il sushi a mangiarlo appena arriva sul tavolo senza perdersi in chiacchiere, te lo racconta, ti spiega come è preparato, una vera e propria tradizione da seguire con attenzione e impegno.Navegacio, 8, 07013 Palma, Mallorca, España.

Il luogo per eccellenza dove fare la colazione più strepitosa e particolare di Palma, Horchateria y Chocolateria Ca’n Juan de S’aico, in centro vicino alla Plaza Mayor, dove assaggiare il gelato al caffè con la panna in un bicchiere di vetro e le ensaimada calde e zuccherate appena sfornate in un luogo antico con arrredi di legno e camerieri in divisa bianca vetrione e banconi . Da non perdere. Calle Can Sanc 10 | 07001, Palma, Mallorca, España

E infine El Pilon  C’an Cifre, 4 07012 Palma Spagna, ‎finalmente il calamaro ripieno nel luogo delle tapas grandi, più particolare di Palma e forse un po’ turistico ma comunque vale la pena passarci una romantica serata.

 Le mie gite coraggiose: La spiaggia di Es Trench, spiaggia bianca e mare caraibico; Colonia San Jordì, mare turchese e spiagge nudiste; Cap Formentor, la punta più a est a strapiombo dell’isola, impossibile nn innamorarsi. Valdemossa e il paesino dove svernava Chopin, con negozietti e atmosfere un po’ provenzali; Banyalbufar, piccolo paesino dove sperimentare una discreta paella.

Infine il Mercat de Olivar oltre ad offrire banchi di ogni genere alimentare, ogni bancone del pesce si trasforma in sushi da asporto, o fornitore di tapas di pesce fritto, o ostriche e  champagne per i più esigenti

La sensazione più forte quando viaggi da solo, è avere sempre a che che fare solo con te stesso o con persone che non ti conoscono. Non hai un rimando, uno specchio di chi sei, ma quel rimando lo devi cercare sempre dentro, nei tuoi pensieri, nelle tue sensazioni, una persona senza uno specchio è costretto a guardarsi dentro e trovare tutte le risorse per costruirsi da dentro, non posso far altro che dirvi: Buon viaggio, coraggiosi viaggiatori in solitudine.