#Iolamafiamelamangio- fino al 27 luglio!

Quando il cibo sceglie da che parte stare. Ho passato una settimana per lavoro in Calabria, e ho riscoperto una terra bellissima. Ma il tour è stato prima di tutto tra le cooperative sociali di Libera e sui terreni confiscati alla mafia e tra diverse associazioni che si occupano di disagio giovanile. So che i contenuti sono un po’ al di là di ciò di cui parla il mio blog. Ma l’amore per questo stivale italiano, per le persone che lo abitano il cibo che ho assaggiato , i prodotti di primissima qualità, mi spinge a scrivere questo post.

Ma torniamo alle cooperative, molti di voi credo quasi tutti avranno sentito parlare di Libera e la sua attività promossa e voluta da Don Ciotti. La lotta alla mafia, le grandi manifestazioni, la campagna prodotti: nasce a Torino, per cui tra i mie concittadini è difficile trovare qualcuno che non sappia cosa sia. Ma vedere di persona una cooperativa, camminare sulle terre che sono appartenute all’ndrangheta, sentire parlare un giovane che ne è presidente, e sentire cosa ogni giorno deve affrontare, ha fatto per me la differenza. Intanto sono giovani che decidono di rimanere al sud per provare ad investire sul lavoro. Creano delle opportunità per altri giovani, e danno delle alternative al ‘sistema mafioso’ che gioca proprio su fattori come la disoccupazione, la cattiva amministrazione, il mal governo.. Invece attraverso Libera e la diverse campagne di recupero di palazzi e terre, qui si creano posti di lavoro, se ne parla e si esce dal tabù. Altre associazioni visitate sono la Don Milani e l’associazione di Padre Puglisi che si occupano di disagio giovanile e recupero. Realtà preziose in quei contesti un po’ abbandonati a se stessi, in cui non ci sono molte opportunitàdi svago di attività ricreative se non quella di giocare in mezzo alla strada e prendere forse destini non voluti. Frasi toccanti di Suor Carolina che ha affiancato Don Pino Puglisi, ucciso a Palermo:’bisogna scegliere da che parte stare, il 95% non sceglie ed è il male peggiore”. Oppure “la mafia non ha paura delle manifestazioni ma di chi crea delle alternative reali”, o ancora “se fossimo in tanti a combatterla, la mafia non potrebbe ucciderci tutti, ma Falcone Borsellino erano soli, Padre Puglisi era solo, e su questo che loro costruiscono la loro forza” hanno segnato la mia esperienza.

Tornata a casa ho lanciato la campagna dal mio piccolo blog #iolamafiamelamangio e visto che parlo di cucina, ho fatto la scorta dei prodotti di Libera e ho cucinato una ricetta al giorno. Piatti coraggiosi che dicono e affermano da che parte stanno:

1 Crema di Ceci di Corleone al cumino con gamberi fiori di zucchina.

2 Cus Cus di Corleone con crema di ceci, salmone in padella e zucchine.

3 Tartine con peperoncini calabresi della Valle del Marro e

4 Tartine con crema di carciofi di Puglia.

5 Taccole con Pomodorini sott’olio pugliesi.

6 Sedanini di Sicilia e sugo di pomodoro e basilico Pugliesi.

7 Hummus di Lenticchie

E ora lancio un appello a tutte le foodblogger:“perché non mi mandate una vostra ricetta con un prodotto di Libera al mio indirizzo mail , creiamo un post e lo pubblichiamo con il titolo #Iolamafia melamangio! Invadiamo poi twitter con questo hastag. Direi che la data di scadenza di invio e della pubblicazione del post della ricetta potrebbe essere il giorno 7 , no ma il 27 luglio!! Invierò poi tutti i vostri link all’ufficio stampa di Libera.”

I prodotti li potete trovare alla Coop o direttamente sul loro sito http://www.bottegaliberaterra.it/it/home/, o ancora nelle diverse cooperative , alle varie sedi dislocate in Italia.

Ed ecco a voi il logo (Libera mi ha gentilemente supportato, perchè li tedio con le mie mail) che potrete prendere e postare sui vostri blog o siti o  cruscotti della macchina!!!

Vi aspetto foodblogger coraggiose!

Ed ecco a voi i partecipanti del contest:

1_ le bravissime Cecilia e Micol :  dalla liguria alla sicilia del Blog Muffinedintorni

2_ Ale Giovanile:  linfigghiulata di Ricette di cultura

3_ da Roma Laura Zanelli: 1 cous cous alla trapanese del bog: chinonlafalaspetti     2. pesto alla siciliana    3. non ghiochiamo a nascondino-libera tutti!

4_e Anna da Alba!! 1-Pane e pannelle di cucina precaria;

2-paccheri con pomodorini gallinella e bagnetto verde;

5_ Patrizia! crostata arance amare e goce di cioccolato!

6_ Valentina e Giovanni : crespelle con farina di ceci e verdure!

7_ Ratatouille : 1-pasta con fiori di zucca Bottarga e nocciola da Vicenza!

2-pasta estiva con basilico tonno e limone

8_ MammaOca, Cristina da Pavia Timballo di anelletti siculo!

9_ Teresa da Milano del blog Peperoni e patate, un dolce: torta soffice al limone

Aperitvo a Torino – Aperitò

Quando un’usanza è così radicata nella propria cultura, come quella dell’aperitivo torinese, è difficile parlarne. E’ come svestirsi e cercare di descrivere i propri abiti. Sono anni che noi giovani torinesi ci nutriamo di Happy Hour, l’ora felice,  perché con 6 – 7 Euro tutti i bar e locali Torinesi ti offrono la cena a buffet. Ed è un’usanza che non troverete in nessuna parte di Italia. Non esagero dicendo che si può cenare stando con gli amici o negli innumerevoli dehors della città. Seduti al parco nelle serate estive (Fluido, Imbarchino), nelle piazze più belle e grandi (La Drogheria, Il Lab, Caffè Elena), nei bar più storici (Caffè Roberto, L’Obelix), nei vari circoli con terrazze sul Po (Esperia), in quei bar più alternativi di San Salvario (Biberon, Diwan), o quelli più raffinati del Quadrilatero (Il Pastis). In quelli più chic di piazza San Carlo (Caffè San Carlo), o in quelli più periferici che trovi sotto casa nei quartieri più residenziali come in Via Cavalli, dove trovi aperitivi a base di pesce. Lungo corso Francia (Acqua Marina), In Vanchiglia (Margò) dove si sono specializzati in verdure e insalate. Dopo una decina di anni la tendenza è anche quella di proporre da parte dei locali sempre di più cibi, che non siano le solite pizzette olive ascolane, che ormai non fanno più tendenza. Ma piatti vegani, pinzimonio di verdure crude, insalate di farro, e qui nasce la mia proposta: l’hummus di lenticchie. Una variante a quella di ceci. Piatto fresco veloce e sano. Ingredienti:

Potete utilizzare ceci precotti in scatola (1scatola), o come nel mio caso le lenticchie della cooperativa di Libera (mezza busta). Mezzo Limone, Un cucchiaio di Tahin o crema di sesamo, 1 spicchio grande di aglio, sesamo per guarnire e basilico o menta per guarnire e dare gusto.

Metodo: Fate andare le lenticchie (senza mettere in ammollo) con l’aglio, l’olio, e un po’ di dado vegetale. (15 minuti in pentola pressione dal fischio). Una volta cotte. Lasciate intiepidire e scolate. Poi usando il passa verdure o il minipimer aggiungete tutto in un contenitore con la salsa di thain e mezzo limone, la menta o il basilico e tritate. 

Mettete poi il preparato in un piccolo contenitore per aperitivi spolverate il sesamo e mettete sue foglie di basilico sopra. Happy Hour a tutti.

Ora vi aspetto dal Dal 21 al 24 giugno 2012 l’aperitivo diventa Aperitò! www.aperito.it

Torino ospiterà in Piazza Vittorio Veneto l’evento dedicato al mondo dell’aperitivo e dintorni organizzato dall’agenzia Sedicieventi e promosso dalla città di Torino con il patrocinio di Regione Provincia e Comune.

Nel caso specifico io sarò nello stand di Olivia e Marino in Piazza Vittorio il 22 giugno dalle 19 in poi a giocare con voi e preparare stuzzichini divertenti, insieme allo chef Christian Milone, e la mia amica foodblogger Francesca Gonzales di www.spadelliamoinsieme.com . Loro sono seri però.

Cena in Bianco di Torino

La sera dopo un po’ di meditazione bianca con un gruppo di donne bianche, decido di preparare due  stuzzichini e vino bianco prima di lasciarci. Le parole delle donne al tramonto sono sempre importanti, mentre il sole cala dietro le colline e noi sorseggiamo un Gavi, freddo, pungente e trasparente le confessioni emergono, i desideri più profondi e le speranze di cuore bellezza e fortuna vengono enunciate. Mentre parliamo, decido di prendere un po’ di crescenza light, tritare il basilico fresco lavato e asciugato e miscelare il tutto. Arrotolare le palline di formaggio. Impanarle nel parmigiano grattuggiato e rivestirle di fettine sottilissime di zucchine crude. Ci sediamo sul divano e ci lasciamo alle spalle la giornata con eleganza, purezza, preghiera e determinazione.

Se anche voi avete voglia di provare queste sensazioni in grande provate a vedere cosa succede nella Torino magica uno di questi giorni..

https://www.facebook.com/CenaInBiancoTorino?skip_nax_wizard=true.

e se volete vestirvi di bianco con noi tra eleganza e purezza mandate pure una mail.  cenainbiancotorino@gmail.com  Le sciamane bianche vi aspetteranno.

A Primavera nascono gli amori?

In genere succede così. Di sicuro abbiamo bisogno di primavera, di sole, di scoprirci, di denudare i piedi e mettere le infradito ai pensieri. Ma mentre tutto questo,  in questa stagione pazza si fa aspettare io mi sono innamorata di una nuova trattoria che si chiama per l’ appunto Trattoria Primavera. Si trova nuovamente nella zona di corso Perugia, affianco ai Doks Dora, outlet di vestiti pericolosi. Una trattoria che fa angolo, vecchio stile, scritte anni 70, se non fai attenzione non la noti nemmeno e non ti fermeresti mai.  Però in molti la conoscono e ha una fama radicata. La cucina è sarda, ma di quella seria, con un menù serio sardo, e del personale molto sorridente e sardo. I malloreddus saltano agli occhi, e i culargiones alla ricotta di capra e menta con sugo rosso, sono da svenimento. Ogni piatto ricorda l’isola: i salumi, la carne di cavallo, i formaggi di pecora, se uno chiudesse gli occhi sarebbe in grado di uscire dalla porta e sentire il profumo della macchia mediterranea, il vento, il sole che secca la pelle. Il paesaggio è brullo e le calette blu, la vista e l’odore del leccio, del ginepro, dell’erica e della ginestra, le foglie di alloro impolverato e l’oleandro pungente. Terra sarda che ti guarda con sospetto ma poi si scopre poetica e romantica.

” Le donne janas- donne della tradizione popolare– qualcuno le chiama fate, qualcuno streghe, ma sono entrambe le cose, dipende solo da noi, se le capiamo sono fate, se le cacciamo streghe. Atraverso di loro il pane lievitava, scendevano dalle montagne per guardare la luna. Abitavano in piccole grotte sui costoni delle alture sarde; le case delle fate sono conosciute come domus de janas, dentro ogni cosa e a misura di jana: il mobilio, le suppellettili, tutto.
Se vi capita di scorrazzare per le strade sarde guardatevi attorno, ogni collina puo nascondere una o piu di queste dimore incantate, magari dietro un arbusto o sotto un masso appena scostato, cercate con calma e senza pregiudizi e  vedrete che ne troverete.”

Forse in questo ristorante ce n’è una…se guardate bene. Agli sguardi severi della proprietaria,  seguono sorrisi accoglienti, appena affondate la prima forchettata. L’atmosfera si scioglie e il paradiso ti aspetta appena ne assapori i gusti,  come nelle migliori calette e spiagge dalla sabbia incantata. Allora capisci di essere nelle mani di una fata. Leggere la nostra Italia nei cibi: è letteratura, è amore e a primavera accompagnatevi verso storie coraggiose, serie ma paradisiache.

Trattoria Primavera, Via Perugia 19,  1015 Torino, Tel 011 5709557