Eco-cucina con amore per l’ambiente

Chi dice che devo parlare sempre d’amore solo per gli esseri umani. In questo momento un po’ precario anche per la nostra madre terra che trema, vi parlerò dell’amore verso questo pianeta, che dobbiamo imparare a coccolare un po’.  Sabato 26 maggio ho partecipato al corso di eco-cucina di Lisa Casali  al circolo dei Lettori nell’ambito dell’iniziativa http://www.lecittavisibili.eu/evento/circolo-dei-lettori-2/.

Una lezione aperta di alias @liscalisca, la food-blogger che è ospite anche in due trasmissioni su la Rai Uno mattina e Gambero Rosso sull’utilizzo degli scarti alimentari e il risparmio energetico in cucina. Un’ oretta e mezza non sono tanti  per imparare, ma ho avuto sollecitazioni veramente interessanti per i miei prossimi esperimenti. Si possono utilizzare prima di tutto i gambi bianchi degli asparagi, i bacelli delle fave, le foglie di sedano, le foglie esterne di carciofi, le bucce delle carote e delle patate. Insomma con la spesa di 3 euro io ieri sono riuscita a cucinare una parmigiana di bacelli di fave e una crema di fave con catalogna.. Inutile dirvi che potete cercare tutte le ricette sul suo blog www.ecocucina.it. Nella seconda parte del laboratorio ha parlato della tecnica ormai collaudata della cucina in lavastoviglie a bassa temperatura mentre si lavano i piatti. Utilizzando barattoli e burnie che si chiudono molto bene e sottoponendo gli alimenti ad un lavaggio di 3 ore a 75 gradi, udite udite si cuociono. Per me sorprendente, non ho ancora sperimentato, ma un roastbeef è la prima cosa che proverò! Proprio una bella sollecitazione che mi ha messo in moto i neuroni al sabato pomeriggio.

Dopo l’esperienza della campagna Coltiva durante il concerto dei Coldplay sulla sicurezza alimentare; dopo l’acquisto a porta palazzo della mia nuova bici proveniente dalla Francia, che vedrà l’abbandono quasi totale della mia auto, la mia vera natura bio-eco-sostenibile-biologa-ambientale sta riemergendo con forza e mi fa star bene. Nonché passeggiare per le sale del Circolo dei lettori, prendere un aperitivo letterario nel nuovo bar , nutrirmi di eleganza e torinesità, unire le mie passioni in un luogo solo, è stato per me molto terapeutico.

Bali, una vacanza per due

Eccoci di ritorno dalla meravigliosa isola di Bali, 15 giorni di totale immersione in un mondo di spezie, colori profumi, incensi, foglie di banano, piante d cacao, frutti della passione, mangosteno, sorrisi inchini e suoni del gamelan in ogni strada.

Bali è il luogo del cibo, della gastronomia, dei corsi di cucina, della miscela di ingredienti. Nel mio viaggio mi sono concessa un corso di cucina per carpire i segreti di questa cucina così complessa ed elaborata. Le donne a Bali si svegliano presto verso le 6 del mattino e si dirigono al mercato del paese che in genere è aperto 24 ore su 24, comprano il necessario per la giornata spezie verdure, e preferibilmente pollo, più raramente carne di vitello.

Poi arrivano nelle proprie case in genere tra le risaie , in luoghi mozzafiato circondate da statue indù, ruscelli,cascate, palme e alberi di cocco. Iniziano a costruire scatoline di foglie e fiori adagiati sull’acqua,accendono incensi a fianco e iniziano le preghiere agli dei protettori della giornata, con gesti eleganti con petali di frangipane .

Poi iniziano a cucinare per tutti i pasti della giornata in abbondanza, in modo che i pranzi e le cene siano pronti per chiunque passi dalla casa.

Un Nasi Gore, un Gado Gado, le frittelle di mais, gli spiedini di pollo Satay, solo alcuni dei piatti principali. Il processo di parte in maniera accurata raccogliendo tutto ciò che la terra offre, spezie, pepe, peperoncini di ogni genere, noce moscata e 4 tipi di zenzero, sali di diverso tipo, chiodi di garofano, coriandolo, semi di sesamo, e ancora il galangal, ginger, kencur e turmeric, le fogli di lime, e  il re del lemongrass che abita ogni pietanza, l’aglio. Il tamarindo il pesce essiccato, la salsa di Soya, e la palma da zucchero. Bene questi ingredienti vengono pestati in combinazione diverse dentro a mortai di pietra grigia. Le basi cambiano per ogni piatto e c’è una diversificazione a seconda del piatto che si vuole ottenere.

Quando si è in vacanza si provano molteplici ristoranti e cuoriforchetta si è dovuta operare a sperimentare posti speciali anche in questa vacanza degna di una luna di miele, altro che primo appuntamento. Dopo 30 ore d viaggio qui si deve far sul serio. E di seguito vi dirò i migliori ristoranti che ho provato:

1.Cafè des Artist, atmosfera lounge, candele, quadri alle pareti con lucertoline posizionate alle cornici, rigorosamente vere. Pietanze indonesiane, noodles nobili, ma anche piatti europei e sopratutto belgi. Atmosfera raffinata, romantica ed esotica.

2.Dirty Duck, ristorante di lusso, in cui l’anatra regna e si dice sia la migliore anatra al mondo. Peccato che la specialità sia quest’anatra abbrustolita e croccante che pare sia una roba ricercata. Io l’avrei usata per giocare a rugby, ma non si può dire che il gusto non fosse al’altezza della reputazione. Il posto è chic con laghi fontane luci tavoli bassi orientali cuscini e luci soffuse. Ma vi assicuro che le posate non sono contemplate per addentare il volatile.

3.Babi Guling, un luogo surreale a picco sulla giungla dove cucinano maialino allo spiedo e insalata di fagiolini piccante, gelato al cocco, come menù fisso credo a 4 euro super giù. Dicono sia la specialità di Ubud, per cui come rinunciare.

4.Casa Luna, Qui ho fatto il corso di cucina famoso e sono venuta a provare il ristorante. Come ogni ristorante che diventa famoso, secondo me poi peccano un po’ di presunzione e le porzioni erano molto piccole rispetto allo standard e i piatti molto cari .Insomma nessuna grande differenza da qualsiasi Warung della città , anzi. Ma il corso è stato un’esperienza indimenticabile. Maneggiare spezie, tritarle, pestarle, toccale sentirne gli odori , mescolarle insieme e scoprire i trucchi alla base della cucina balinese credo sia stata l’esperienza più significativa per comprender e meglio questo paese. Non si passa dal cibo per capire una popolazione?

6.Abu Bali, Monkey Forest. Per me il meglio, un cucina attenta ai dettagli, originale. Piatti orientali cucinati all’occidentale, con ingredienti semplici, Carni morbide e salse non troppo invadenti, personale simpatico, attento veloce, wifi efficace, fosse davanti a casa, sarei cliente abituale. Poi ha tanti cuori illuminati che mi rendono felice e mi sento a casa.

E infine il 7. Blu D’amare che richiede una nota a parte. Isola dei galeotti di Trawangam, così erano i primi abitanti di quest’isola. La scelta un po’ atipica di andare a dormire in una gesthouse e famosa trattoria gestita da italiani, o meglio mamma e figlia emiliane, non è da me in viaggio. Ma in effetti il sito le camere, e il desiderio di conoscere due italiane che vanno a vivere a Bali lasciando tutto, mi sembrava ugualmente curioso da indagare. E così approdata, non mi sono pentita per nulla. Due donne solari ,Siva e la figlia Alessandra, emiliane fino all’osso. Il piccolo Adriano che cresce tra i fiori di frangipane e in un isola senza auto, inseguendo le lucertole, e gettandosi come un pazzo in mare all’età di 8 mesi, temerario e marinaio come il babbo “bracciodiferro’ che ogni giorno va pescare pesci per i pasti del giorno. Se non vi sembra particolare…questo. Le camere sono ineccepibili, il posto è davanti al punto più indicato per lo snorkeling. Fanno cucina balinese e cucina emiliana , la tartare di tonno e gli strozzapreti ai frutti di mare, che saltano dalle onde per arrivarti nel piatto che tieni in mano sul lettino della spiaggia, quando non hai nemmeno voglia di sederti a tavola. Sei giorni senza mettere le scarpe tra chiacchiere veloci  sull’anima di Bali vista con gli occhi di due donne coraggiose e tenaci. Tra i fiori di un paradiso e la femminilità che emerge in ogni angolo, e quella sensazione di sentirsi un po’ a casa ma dall’altra parte del mondo.

Coltiva il cibo, la vita, il pianeta, in tour con i Coldplay

Il 24 maggio a Torino ci sarà il concerto dei Coldplay . Nel loro tour mondiale la band appoggia la campagna  COLTIVA di Oxfam : “una delle più importanti confederazioni internazionali nel mondo specializzata in aiuto umanitario e progetti di sviluppo, composta da  17 organizzazioni di Paesi diversi che collaborano con 3.000 partner locali in oltre 90 paesi per individuare soluzioni durature alla povertà e all’ingiustizia.”

Coltiva è la campagna a favore di un’alimentazione sana per tutti! Ti  potrai unire alla serata come volontario trasmettendo i valori e gli obiettivi per un mondo più giusto e solidale combattendo la fame nel mondo. Land Grab: compravendita dei terreni da parte dei ricchi investitori, implica la perdita per i piccoli coltivatori; il cambiamento climatico, i prezzi del cibo che aumentano, e l’incentivazione dell’agricoltura su piccola scala, sono le tematiche che Oxfam porta avanti per spiegare da dove si parte e come aiutare i paesi più coinvolti.

I Coldplay insieme ad Oxfam desidera che i propri fans uniscano l’amore per la musica alla consapevolezza delle problematiche che ci circondano.  Ecco perché se vorrai fare il volontario per la serata assistendo al concerto potrai inviare un curriculum a coltiva@oxfamitalia.org per partecipare anche tu al tour dei Coldplay facendo qualcosa di utile.

Cuoriforchetta ci sarà perché non riesce solo a scrivere ma ha sempre sto maledetto desiderio di rendere questa terra un posto migliore per tutti. Vieni con me?

http://www.oxfamitalia.org/eventi/i-coldplay-in-italia-con-oxfam-vieni-anche-tu

Borragine per la madre che c’è in noi. Auguri!

Stasera tornando a casa dalla Fiera del libro , mi sono fermata da Eataly, e dopo giorni di sopravvivenza culinaria all’interno del salone, ho deciso di regalarmi una buona cenetta. Allora via di tagliata della Granda, champignon, e uscendo faccio incetta di verdure e borragine dai contadini.

Decido così di festeggiarmi, e perchè no, nella serata della festa della mamma.

La Borragine ha molteplici proprietà, regolarizza il sistema ormonale, aiutando gli estrogeni buoni, è antidepressivo, migliora la pelle, i capelli e le unghie, è galattogeno, disintossicante, drenante, aiuta il sistema nervoso. Ha mille proprietà benefiche, sopratutto per il sistema riproduttivo. Così decido di fare una cena propiziatoria alla madre che c’è in me e cucino piatti a base di questa pianta tutta al femminile.

Inutile dire che alla mia età, fra un mese 38, non ci si faccia delle domande sul tema, giusto due: lo desidero, non lo desidero, ho il senso di maternità, non ce l’ho. Partiamo dal presupposto che sarebbe l’evento più naturale al mondo per cui tutte le donne in fondo desiderano essere madri. In Africa si dice che un bambino porta allegria in famiglia, per quello bisogna farne tanti.

Invece nella nostra società è tutto un po’ più complicato. Non dico per tutti, ma per molti. Sono complicati i rapporti, le relazioni, c’è troppo e ci si accontenta di nulla. Siamo indipendenti, felici di come siamo e quindi già stare in due è un’impresa, figuriamoci prevedere un figlio. Non importa stasera ho voluto festeggiare la mia condizione naturale di essere potenzialmente madre. Non so cosa la vita mi riserverà da ora al countdown, quando non potrò più averne. Ho imparato con un po’ di cinismo ad accettare ciò che arriva nel bene e nel male e ad affrontarlo. Questo è il mio personaggio, il mio palcoscenico, non importa se con un figlio, due o nessuno, cercherò di rappresentare la mia storia al meglio. So anche però, che se ne avessi la possibilità lo amerei e lo crescerei come ogni madre sa fare, insegnando tutto quello che ho imparato fino a oggi, indicando una possibile via e sperando che possa trovare la sua. Auguri a tutte le madri che amano i loro figli. Auguri anche a me.

Tagliata ai fiori di borragine con sale affumicato con insalata di chiampignons, germogli di soya, e fiori di Borragine.



Frittelle di Borragine e fiori di zucca