Todo sobre mi mano-il Kitchen

Questa volta entriamo nel set di un film di Almodovar, colori forti, rosso, giallo, colori decisi ed estroversi, arredi particolari, il vecchio, il nuovo, il diverso. Troviamo una scala a pioli di legno che fa da porta bottiglie, una grande lavagna a muro con una scritta: work in progress, un televisore anni 70, tavoli, di legno, menù da scoprire e una mostra fotografica. Le foto sono della storia d’amore di due bottiglie, l’incontro, lo scambio, l’avvicinamento e la fusione, scattate dal nostro amico Paolo Ghivarello, per i twitteri @duendeturin.. Devo confessarvi che tutto è passione in questo piccolo ristorante di San Salvario, che ha saputo reinventarsi da gastronomia  a piccola trattoria di qualità.

Questo locale rispecchia noi giovani, con la capacità sempre di rinascere ed essere qualcosa di nuovo, di vivere con i sogni. Magari anche nella precarietà, come funamboli siamo capaci di danzare la nostra storia senza a volte essere capiti, ma spesso in grado di produrre qualcosa di speciale, viaggiando per il mondo e tornando con idee nuove. Il kitchen è gestito da questi  giovani e si vede. E’ un luogo dove puoi portare una persona speciale. Tutto  studiato per interagire con lui o lei. Giochi quando apri il menù svestendolo del suo abito serale, giochi quando apri le valigette a righe colorate dove a sorpresa saltella fuori il pane e puoi strappare con efficacia un sorriso alla tua lei. Cominci da subito ad interagire senza nemmeno rendertene conto.

Giochi quando arrivano i piatti, buoni curati speciali, e pensati per farti fare un’ esperienza nuova, per non mangiare quello che mangi a casa, dice Andrea, uno dei gestori. Proviamo il baccalà cucinato in 5 modi diversi avvolto in alga nori, che si presta arrendevole ad essere condiviso e assaggiato da entrambi i commensali, con le bacchette da sushi, scoprendo sapori a sorpresa, il tutto accompagnato da una pipetta di limoncello da succhiare con curiosità. Arriva poi,  il pollo senza  fiato cotto sottovuoto a bassa temperatura, lo chef giovane di origine sarda azzarda e riesce a stupire. La consistenza del pollo è nuova speciale, si scioglie in bocca, piccole fettine sottili da condividere offrire, passare con la forchetta  al nostro romantico dirimpettaio. E poi intingoli e cruditè serviti con eleganza. Ogni cosa è studiata con cura. Ho assaggiato l’anatra all’arancia, piatto all’occhiello della serata e orgoglio di Andrea che è andato in Cina e ha deciso di rendere la pietanza prestigiosa accessibile ai giovani torinesi  a costi moderati ed è riuscito. E’ buona, elegante raffinata e gustosa. Un’ anatra da primo appuntamento.

Infine ci si diverte con i dolci che il nostro chef ha pensato di scomporre, un croccantino di cioccolato fondente rivestito di nocciole, da intingere nella panna e da mangiare con le mani, e il tiramisù , un savoiardo, una crema di caffè a parte e una piccola burnia di crema al mascarpone: qui puoi invertire i giochi , sovvertire le regole, isolare, unire i sapori, divertirsi, accostare colori per costruire nuove sinergie. Anche i dolci ti appiccicano le mani con quelle dell’altro, una cena con i 5 sensi , da giocare scoprire e azzardare una conoscenza più intima con l’altro, su un piano non del tutto intellettuale, ma dove i corpi si muovono danzanti e divertiti.

Come in tutti i film di Almadovar sono le donne a far la differenza, donne che mandano in avanscoperta gli uomini , ma loro silenziose gestiscono da dietro le quinte; una bionda, affascinate sorridente con occhi blu penetranti che osserva tutto con attenzione e gestisce con eleganza e una ragazza bruna che serve ai tavoli professionale, ma sinuosa con i capelli corvini, gli occhi grandi e neri, i lineamenti particolari, entrambe con una personalità forte. Sono uscita di qui e viene da chiedermi chi ha scritto la sceneggiatura di Kitchen, ci sono i personaggi, due donne, due ragazzi, un giovane chef con i lineamenti raffinati e un gestore simpatico, socievole e affascinante.  C’è il luogo, una piccola stanza accogliente con una scenografia impeccabile, tra foto  e suppellettili e ci sono i piatti che raccontano le storie di questi protagonisti. Todo sobre mi mano, dammi la tua mano.

Il Kitchen, VIA PRINCIPE TOMMASO 16, 10125 TORINO http://www.ilkitchen.itinfo@ilkitchen.it – cell. 347/5354628,

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4 Comments

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  1. vale, che splendide emozioni, brava! una verdadera historia de amor…

  2. ma che meraviglia!!! adesso ci voglio andare!! sarà la mia prossima tappa quando passerò per Torino!!

  3. Mamma mia che voglia di andarci subito….poi adoro Almodovar e le sue atmosfere…..grazie Valeria per questo ennesimo, ottimo posto da scoprire…

  4. Vien voglia di andarci immediatamente…di immergersi nel colore e di gustarsi il dolce “smembrato” per ricomporlo a proprio piacimento!!!
    Grazie, da provare!!!

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