Cioccola-tò

Novità in arrivo! Due cuori e una forchetta scende in piazza! No no, non per manifestare. Questo sabato sono stata invitata a Cioccola-tò, in compagnia delle foodblogger piemontesi, come narratore viaggiante in tempo reale del tour torinese.
E sarà un Cioccola-tò tutto social e 2.0, scelta non casuale visto che siamo a Torino, città da sempre all’avanguardia su internet e nuove tecnologie.

Saranno diversi i momenti dove la comunità della Rete sarà coinvolta in maniera attiva. Lunedì 5 marzo alle 11 la tavola rotonda “Le Donne e il Cioccolato ai tempi del web 2.0” con untoccodizenzero.itspadelliamoinsieme.com, giornalisti e molti altri. Poi c’è il Chocolate Blogger Time, ovvero ciclo di incontri dove tutti i giorni a partire dalle 16 le foodblogger racconteranno tutti i segreti e le novità di  Cioccola-tò e realizzeranno una ricetta sul cioccolato insieme ad un Maestro cioccolatiere piemontese, mostrando al pubblico presente in Piazza Vittorio Veneto e a quello del web, come si realizzano piatti e dolci al cioccolato.

Ma il main event è sabato 3 marzo mattina dalle 9.30 alle 12 (perché ci sono io)! Da Piazza Castello partiremo, tutte insieme, per il Choco Tour + merenda reale alla scoperta di tutte le delizie della manifestazione. Ignare, le foodblogger, che invece di twittare, passerò in rassegna e assaggerò tutte le specialità più che altro….come un pacman inferocito!

Scherzi a parte, io e il mio blog siamo molto onorati di essere stati chiamati come narratori coccolatosi e vivere quest’esperimento food-social. Perciò sabato mattina tutti con smarthphone e tablet in mano.  Instagram, Twitter, Facebook e, naturalmente, Due cuori e una forchetta sempre aperti.

Aspetto like e commenti come pioggia di cioccolato!

http://www.cioccola-to.it/2012/comunicato-ufficiale.php

Andiamo a fare la spesa?

Vi voglio portare con me a Porta Palazzo a fare la spesa, e poi a pranzare insieme scegliendo tra i numerosi posti che offre la zona. Perché un primo appuntamento facendo la spesa insieme è allo stesso tempo intimo e non troppo impegnativo.

Partiamo: cosa si cucina stasera?….non è così importante: l’aspetto più importante è perdersi tra i banchi, parlare con le persone, sorridersi, scegliere le verdure, passeggiare in una giornata primaverile e magari sfiorarsi le mani scegliendo la stessa mela.

Porta Palazzo è sentirmi a casa, in un’arena famigliare. Da adolescente mia madre mi portava a fare la spesa il venerdì prima di andare a scuola: prima delle otto i prezzi erano la metà e si andava al risparmio. Naturalmente da adolescente non gioivo di queste torture mattutine, non avevo molta scelta, ma ora muovermi tra i banchi giusti è la mia specialità.

Il banco per eccellenza: il sig. Gallina, il banco del pesce più famoso della città, chiamato anche banco n.2 o oreficeria del mercato. Si trova nel mercato coperto del pesce e non potete sbagliarvi è il numero 2! E’ il pesce più fresco e buono che abbia mangiato in città, tutti i migliori ristoranti si servono qui… e il Sig. Gallina dispensa consigli sul come cucinare il pesce anche in un libro che troverete esposto sul banco di odori e profumi di mare. Se poi volete risparmiare buttatevi sul pesce azzurro ( la salpa per esempio) che nessuno ha l’abitudine di comprare, ma che è buonissimo e più economico.

Proseguiamo con il vostro misterioso lui o lei e portatelo da Ceni, sulla piazza a nord dove le sementi vi confonderanno la vista: risi, legumi, sacchi di iuta dove affondare la mano… ma non fatelo che succede solo nei film, ed è poco igienico.

Se invece volete sbizzarrivi in un serio bollito o in una bella grigliata, dall’altra parte nel mercato coperto delle carni, c’è il banco n. 24, ottima carne a prezzi molto accessibili.Per la frutta andate un po’ ad istinto tra i molteplici banchi, ma affinate  i sensi: spesso ciò che ci guida è la disposizione della frutta, ma i colori e le apparenze a volte ingannano. Io mi faccio guidare dagli occhi di chi mi vende il cibo e non mi sbaglio.

La verdura io la prendo rigorosamente dai banchi dei contadini, è un’esperienza vederli lavorare: io mi incanto a vederli pulire le foglie dei carciofi, parlare in piemontese, forti, resistenti alle intemperie, sempre presenti fin da quando ero piccola. Chiedete loro consigli per come cucinare le verdure. Io ne preferisco due, ma in genere vado dai più anziani o da coloro che hanno pochi prodotti e ciò che mi guida è la scelta rigorosa di verdure di stagione e non di serra e con loro non sbagli.

Infine approdo ai formaggi a fianco ai contadini, da “Le corbusier” un’azienda agricola, un agriturismo, da produttori di formaggi di alta qualità. La varietà è molteplice: trovi veramente dalle classiche tome, alla ricotta di capra, allo yogurt di latte di pecora, e poi lasciatevi guidare da loro e provate qualcosa di nuovo: ne vale sempre la pena..

Direi che i fondamentali ci sono. Ora fate uno spuntino leggero nei paraggi: un pranzo vegano da “Mezzaluna”, un Kebab in via Milano, un piatto di acciughe “Al grillo Parlante”, andate  a zonzo… per poi fiondarvi a casa a cucinare insieme perla sera. Saràdivertente ed un primo appuntamento di tutto rispetto.

Porta Palazzo, Piazza della Repubblica, Torino

Ti Amo Torino

Oggi giorno di San Valentino, ho deciso di scrivere una lettera d’amore alla mia città. Non importa cosa decidete di amare oggi, il vostro gatto, il vostro vicino di casa, il vostro fidanzato,fidanzata, i vostri genitori, un’ amica.

Amate qualcuno, ma fatelo con passione. Amare aiuta a guarire da tutte le malattie, non trattiene ma esterna ciò che abbiamo di più prezioso. Non abbiate paura di essere romantici , melensi, ridicoli, amate perché state guarendo.

“Ho imparato ad amarti, piano piano crescendo con te, prima inconsapevole. Tutto mi sembrava grande, le distanze, i palazzi, le strade, le strisce pedonali che sognavo di attraversare da sola senza che qualcuno mi accompagnasse.

Quando ero piccola mi fermavo ore a guardare dal balcone cosa succedeva nelle tue strade, curiosa, impaurita, con il desiderio di arrischiarmi anch’io in quei marciapiedi, disegnare con il mio gessetto la settimana e saltellarci su, e piano piano l’ho fatto.

Mi ricordo gli inverni rigidi, freddi con la nebbia, tanta nebbia, e io mi domandavo se proprio io dovevo avere una città dura come te. Al mattino alle 7.30 passava il tram  – usciva dalla nebbia – lo vedevo arrivare alla mia fermata per andare a scuola ed era un’apparizione spettrale. Poi frenava strideva e l’unica cosa che riuscivo a sentire era quell’odore freni bruciati. Qualche matto di corso Francia che ballava una musica tutta sua e io iniziavo le mie giornate così. Fino all’adolescenza ho vissuto un po’ ai margini del tuo cuore, forse protetta dai quartieri spostati dal centro, vivevo case,chiese, parchi e ogni volta che si veniva in centro era un po’ una cerimonia. “Oggi si va in centro!”. Mi preparavo a festa, mi truccavo e osavo venirti a trovare dove eri più bella!  Mi ricordo che Piazza Castello era circondata di auto impazzite che facevano il girotondo intorno a Palazzo Madama, mentre oggi cammino in una meravigliosa piazza pedonale adornata di fontane improvvise da dove meno te lo aspetti.

Ho imparato ad amarti, nei tuoi cambiamenti, nei miei momenti difficili, e poi nei tuoi, quando eri austera e non sapevi come saresti diventata. Ma ci siamo sempre ritrovate più forti, più grandi, più seducenti. La gente ha imparato a viverti e io con lei. Sono anche andata a vivere lontano da te per cambiare aria, per fare esperienze. Ma al mio ritorno eri lì, più bella, più poetica con le strade che scodinzolavano e assetata delle mie esperienze. Ho vissuto quartieri diversi e ogni quartiere mi ha regalato qualcosa di grande, storie passate, storie nuove. Torino sei cresciuta con me e sono sempre più follemente innamorata delle tue strade ciottolate , dei tuoi palazzi barocchi, del tuo fiume che fa da contorno alle colline, delle tue piazze grandi ed eleganti, dei tuoi bar storici e discreti, della Mole, una signora capace di non stancare.

Ogni tanto pretendo dei doni, e mi dico io ti ho dato tanto, tu dammi altrettanto. Poi faccio emergere la gratitudine e riconosco che sei sempre stata da sfondo alle mie storie d’amore più grandi, da contorno melanconico nelle mie serate un po’ nostalgiche quando torno a casa e sono affaticata un po’ da tutto, e poi ti riproponi frizzante nelle nostre domeniche assolate al Valentino.

Torino tu ti nascondi e ti riveli ogni anno un po’ diversa, imponente, timida, determinata, scontrosa ma poi incredibilmente generosa con tutti coloro che decidono di abitarti. Stiamo crescendo insieme, e mi sento fortunata di assistere ai tuoi anni migliori di rinascita, di apertura al mondo, di fare un pezzo di strada con te…….perchè tu continuerai a vivere e vedrai sempre un nuovo rifiorire. Grazie tua amata oggi per San Valentino e per sempre.

San Valentino per voi

Va bene, ci siamo quasi, ed è un dovere morale per San Valentino non lasciarvi soli, perchè alle ricorrenze volente o nolente, cari amici trasgressivi, controcorrente, anarchici e notavisti, anticonformisti e cinici le aspettative ci sono. Le festività vanno un po’ festeggiate, perchè sono sempre momenti emotivi per ognuno di noi particolari, in cui siamo più sensisbili e andiamo presi per mano e accompagnati a superarle.

Non ce la raccontiamo: escono anche articoli del manuale d’amore, http://www3.lastampa.it/costume/sezioni/articolo/lstp/441942/. I rituali nelle coppie sono importanti.

Premetto che per la serata il mio consiglio è prepararsi una cenetta per due a casa con tutte le cure e le attenzioni del caso, consultando la moltitudine di amiche blogger che suggeriscono ricette strepitose. Vedete i miei Link.

Ma se questo non fosse possibile, allora ho deciso di indicarvi alcuni posti di Torino nel caso tra cui potete scegliere. Non sto ad indicare quelli che ho già recensito, ma quelli che conosco che però non sono riuscita ancora a raccontarvi.

Ristorante Consorzio in via Monte di Pietà 23, 011 2767661  in centro, cucina eccellente, il mio preferito, lo devo ammettere, farete un esperienza culinaria ed è un bel regalo da farsi per quella sera, speciale e diversa dal solito. Prenotate già oggi.

Ristorante MareNostrum, via MatteoPescatore 16, tel  011 839 4543 , pesce strepitoso, cucina creativa, ambiente accogliente es esteticamente appagante, un po’ caro ma ne vale veramente la pena, a presto la recensione.

Ristorantre da Lido in corso Novara 35, tel 011 2075527, ecco non è situato nei posti più romantici della nostra Torino, ma il posto per me è strepitoso, si mangia bene il presso è onesto e Lido è un signore dai capelli bianchi che vi coccolerà con la sua dolcezza.

Ristorante la Parma Vecchia, Via Beinasco, 5  tel 011 859323 menù fisso, economico, ma decorosissimo, romantico, pochi tavoli , ma ho sempre passato bellissime serate in compagnia dello gnocco fritto.

Le Vitel Etonné Via San Francesco da Paola, 4 , tel 011 8124621 ambiente semplice informale in centro di Torino, dove troverete una buona cucina , spesso mostre fotografiche e dei buoni vini.

Trattoria con Calma, Strada Comunale del Cartman, 59  
011 8980229 in collina, Boom di atmosfera, buono ma non è quello che vi colpirà di più.

Trattoria delle Antiche Sere, Via Cenischia 9, 011 3854347, piemontese strong, sul tradizionalissimo, ma non tradisce mai.

La Taverna di Fra’ Fiusch, Via Beria, 32 –  Revigliasco Torinese  +39 011.86.08.224., anche questo un classico, piatti della tradizione  rivisitati, in una posizione startegica e super romantica.

E poi non dimenticherei i deliziosi sushi che conciliano amore ed eros. I miei preferiti?

Wasabi Corso Francesco Ferrucci 72, 10138 Torino
tel 011 4473812, ambiente tranquillo, pesce freschissimo, veri cuochi giapponesi.

Ristorante Shizen, Viale Enrico Thovez, 6  10131 Torino tel.
011 6605074 in collina moderno creativo ma elegante.

Ristorante Tobiko via Vittorio Alfieri, 20 tel. 011.537923 raffinato elegante intimo e prezioso.

proseguendo con le atmosfere, un indiano come:

Karmacola Lungo Dora Siena 12,  Tel: 011-4361707 , arredamento da sogno e cucina superspeziata…non aggiungo altro.

L’ Aglio fa bene al cuore

Vi ho già raccontato storie di chef, si in Puglia. Stavolta voglio raccontarvi la storia di uno chef a Torino. Si chiama Massimiliano Brunetto e lavora all’Aglio, in via Curtatone. Massimiliano è bravo, è giovane e talentuoso. Nei suoi piatti si sente la qualità delle materie prime che lui sceglie personalmente nella nostra amata Porta Palazzo tutte le mattine, dopo aver salutato la sua compagna e il piccolo Filippo dagli occhi azzurri.  Ma si sa gli chef se non escono dalle grandi trasmissioni come Master Chef, chi li conosce. Stanno in cucina, lavorano come pazzi tra fumi, ordini, tagliano verdure, danno fuoco a pentole come acrobati pirotecnici e creano,  inventano menù giorno dopo giorno. Sono i veri protagonisti delle nostre esperienze culinarie, ma in genere si parla del ristorante, dell’idea, dell’imprenditore che riesce nell’impresa, ma poco di questi giovani chef nascosti nei loro laboratori del gusto. L’aglio si trova ai piedi della collina e in questi giorni puoi arrivarci con gli sci nella nostra Torino siberiana. Una lucina piccola, quasi invisibile, scendi qualche gradino e ti trovi in una grande sala dalle luci soffuse, mobili anni 60 rimessi a nuovo e sedie tutte dipinte con grandi fiori. Massimiliano uscirà dal laboratorio culinario se dite che vi manda duecuorieunaforchetta e potrete ordinare assaggi di antipasti per tutte le sensazioni. Una battuta di carne cruda con marmellata di cipolle, uno sformato di sedanorapa, insalata di puntarelle con gamberi, una lasagnetta di farro con carciofi e calamari spillo, piccolissimi e per finire una panella del sud con lardo del nord.

Poi puoi spaziare con fantasia tra primi eccezionali (lasagnette di castagne con broccolo romano, carciofi, gamberi e pomodori secchi) e secondi di vera qualità sia per come sono stati realizzati e sia per la scelta dei prodotti. Io ho optato per il guanciotto di vitello brasato ai marroni, ma ho anche assaggiato il famoso baccalà Pil pil su polenta al nero di seppia, di cui vi ho parlato nel libro di Montalbàn, e se si trova una ‘ricetta immorale’  il primo appuntamento è riuscito. Il cibo è buono, lo chef vi presenta i piatti, l’ambiente è accogliente, i dolci sono superiori, non sbaglia il nostro amico chef, ci fa finire la cena in salita….e ricordate vi manda duecuorieunaforchetta e Max uscirà a conoscervi e il vostro lui o lei rimarrà a bocca aperta, ma non baciatevi subito….è solo il primo appuntamento.

Ristorante L’Aglio,  Via Curtatone 18/a Torino Tel 011/6604563

http://www.ristorantelaglio.it/

Nelle notti fredde torinesi Moody ti scalda.

Moody significa bizzarro, cupo, di malumore, imbronciato, lunatico, malinconico, triste, non so a quale di questi termini si riferisse il proprietario di questo ristorante a Torino in via san Domenico quando ha battezzato il suo locale, ma mi piace pensare che sia un po’ tutte queste cose a seconda di come ti senti quella sera.

Sapete che esiste un posto così, piccolo, piccolo, un posto dove si entra in una realtà parallela senza soffitto e senza cucina, un po ‘anni 80 un po’ anni che non si contano, con pochi tavoli, quattro o cinque e due stufe di ghisa con fuoco scoppiettante e un cameriere-proprietario dai modi gentili.

“Non si poteva entrare dentro perché non c’era il pavimento”,  ma quando hai il coraggio di farlo, in questo localino di due stanze senza tempo molto tardi, di notte, dopo gli spettacoli, ritrovi sempre   un signore, credo si chiami Francesco, in una stanzetta buia laterale che suona il pianoforte. A volte ti regala un Morricone improvvisato, a volte sottofondi leggeri e nostalgici. Forse fa le prove.  La musica accompagna le chiacchiere notturne, ma spesso profonde e introspettive. E’ come calarsi  nel proprio inconscio e cercare risposte alle grandi domande della vita.

Il proprietario dal capello corvino e lo sguardo attento e profondo con la piega dei pantaloni stirata con cura e la camicia che sa di amido porta un menù ‘Bizzarro’ che è ricco di semplicità e trovi tutto. Dalla pizza alla farinata, all’hamburger da pub, alle scaloppine al vino bianco, agli spinaci al limone, alle patatine fritte. Primi e secondi basici come se stessi  mangiando a casa quando non hai troppo tempo per cucinare. Il tutto però servito con una grazia, una professionalità, una gentilezza ancora una volta “fuori dal tempo”; la musica dal vivo e il fuoco della stufa condiscono tutto con una poesia maestrale. Non so se è un posto per un primo appuntamento per due ragioni: è un luogo spartano, si mangia improvvisato e la lei in questione tra le musiche romantiche, i fumi notturni e  i personaggi improbabili che si incontrano, potrebbe andare via con il cameriere gentile.

Moody

Via San Domenico 37,

10123 Torino 011/5213064