Naufragare sulla Zattera a Torre Colimena

Lei
Sospiro ed è una questione del tutto personale, ma in un blog si possono dare sensazioni personali no? Bene e allora se al primo giorno di vacanza vengo portata in un posto del genere mi hanno pescato per bene in una rete a maglie strette. Lo so che basta poco, infatti nella mia vita devo mantenere la lucidità poi per scegliere secondo altri criteri la persona che mi sta di fronte. Ora non vi voglio tediare con quali siano le mie priorità, ma vi posso dire che poche cose mi rendono così felice, come mangiare crostacei e pesce sul mare, direi ai piedi del mare, con la coccola di una luna rossa e piena che spunta dietro un molo. Vi pare che stia esagerando? Non è così. Poi quando ad un posto improbabile come questo, essenziale, compare il cuoco con un avambraccio mozzo come nelle migliori storie marinaie di pirati e sirene, io smetterei qui di descriverlo. Invece c’è dell’altro, il pesce devi andartelo a scegliere in pescheria a fianco e poi sederti e aspettare che ti portino cozze e vongole come antipasto, per proseguire con linguine allo scoglio e una grigliata mista appena saltata fuori dalle onde. Il posto è grezzo, è vero, con una lady-popeye tutta tatuata che non sai bene se ti vuole tirare una sberla in piena faccia o solo prendere ‘la comanda’. Ma è tutto il resto che fa da cornice sublime, è la natura che ti parla, il fruscio delle onde, la luna sul mare, il profumo di pesce fresco appena grigliato. Sono sensazioni che non si possono dimenticare, che ti accompagnano in un dopo cena selvaggio in cui tirare fuori ciò che di più passionale e verace c’è in noi. Per cui titoli di coda, Popeye strizza l’occhio e il resto lo scrivete voi.

Lui
Siamo nella zona più “ruvida” del tacco d’Italia, in quella porzione di costa ionica che va da Taranto fino a Porto Cesareo, al confine con la provincia di Lecce.
Qui i paesi hanno ancora le case che sembrano un po’ buttate lì a caso, tutte diverse, senza un ordine apparente, intorno campagne di terra rossa e vigne di primitivo a perdita d’occhio. Una crasi tra Sudamerica e Africa. Ma siamo in Puglia, lo si capisce anche dalle tipiche torri di avvistamento che qui si susseguono sulla costa.
Una di esse, Torre Colimena, è tra le meno conosciute rispetto alle più celebri Torre Lapillo o Punta Prosciutto e forse proprio per questo conserva un fascino selvaggio. La sua spiaggia di sabbia del colore del bronzo ha granelli che si attaccano alla pelle, quasi come se ci obbligasse a portarcene a casa un pezzo tangibile, oltre al suo ricordo.
Nel piccolo borgo di pescatori, in riva al mare – anzi “sul” mare – un basso fabbricato di alluminio, con terrazza, luci al neon e tavolacci di metallo, porta il nome “La Zattera”. Ma se chiedete, da queste parti è conosciuto come “da Pompilio”.
Da Pompilio sono quasi tutti parenti e il capostipite, Pompilio appunto, spadella vigoroso in cucina nonostante abbia un avambraccio in meno.
A prendere la comanda c’è una delle figlie. La comanda…in realtà non c’è una vera comanda, perchè cosa ordini lo decide lei, mentre dall’altro orecchio verifica al telefono che i figli a casa non facciano troppi danni, e c’è ben poco spazio per contraddirla. L’unico margine di arbitrio è lasciato al secondo. Qui il pesce lo si sceglie in prima persona sul serio, nella pescheria a fianco gestita da due ragazzi, parenti anche loro, che vanno poco per il sottile. Senza fronzoli insomma. Sul banco c’è il pescato vero, di mare, e di lì a poco la nostra scelta sarà servita, grigliata, al nostro tavolo.
Pompilio è come te lo aspetti. Essenziale, come i suoi sapori. Nei piatti c’è quello che ci deve essere e null’altro di memorabile. Infatti Pompilio non è memorabile, ma è straordinariamente buono e lascia la voglia di tornarci appena possibile. Se poi sei un habituè, forse la lady di ferro può farti anche l’onore di pulirti e aprirti le cozze crude con le sue possenti mani, come succede ai nostri pittoreschi vicini.
Il primo appuntamento? Si potrebbe dire: “necessita di un supplemento di riflessione”. Ma se la vacanza (o il weekend lungo) ha già preso la piega di “Travolti da un insolito destino…”, questo è il posto giusto per noi Giancarlo Giannini e la nostra Mariangela Melato.

La Zattera “da Pompilio”
Torre Colimena 16 Vl.Jonio
Avetrana (TA)
Tel. 099.8718761

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4 pensieri su “Naufragare sulla Zattera a Torre Colimena

  1. Le_Francesca ha detto:

    emozionante…..avete colto i miei ricordi del luogo….è da un pò di anni che non ci vado e sono felice che ci sia ancora; il vostro blog me lo ricorderà quando, da brava emigrante quale sono, ritornerò per le mie vacanze estive;

  2. max ha detto:

    mi hanno portato amici pensando di fare bella figura….da dire che arrivo dal piemonte purtroppo ho mangiato ben poco e pagato prezzo molto salato…. non x che le porzioni non fossero abbondanti ma x che c’era peperoncino e pepe ovunque pure nei primi dei piccoli …. peccato non mi rivedono di sicuro….

  3. max ha detto:

    non suggerirei a nessuno questo posto x andare a mangiare….molto caro, servizio sgradevole con tovaglioli e tovaglie di carta e soprattutto senza un menù alla mano x decidere cosa mangiare….e oltretutto molto piccante..quindi cambiate posto…

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