Kibe, appuntamento a Sarajevo

Probabilmente se vi trovate a Sarajevo per il primo appuntamento, il ristorante sarà solo la ciliegina sulla torta di una conquista che si basa già su solide premesse. La capitale bosniaca, crocevia di culture, densa di colori e profumi, luogo di storia e tragedie avrà già fatto breccia nel cuore della lui o della lei che ha la fortuna di accompagnarvi o di avervi conosciuto in questo luogo.
Sarajevo è incastonata tra colli e montagne che ne aumentano la suggestione ma che sono state anche causa dell’immane dramma che qui si è consumato poco più di 15 anni fa.
Arrampicandosi su una di queste (prendete un taxi, costa pochissimo e si fa anche bella figura) dal nulla ad un certo punto appare questa baita in legno, forse anche un po’ fuori contesto, che ospita uno dei migliori ristoranti della città.
Chiedendo in giro abbiamo capito che i prezzi di Kibe sono insostenibili per la quasi totalità della popolazione, infatti all’interno troviamo manager tedeschi, molti stranieri, persone del posto dall’aria decisamente facoltosa.
Prezzi tuttavia quasi ridicoli per chi arriva dal nostro paese. Elemento non da poco, che dà una bella spinta alle possibilità di riuscita del nostro primo appuntamento, permettendo di spaziare nella scelta.
Il menù è tipicamente bosniaco: agnello, insalata di cavolo, Ćevapčići (vero piatto nazionale bosniaco), sapori forti, molto speziati, con influenze turche e dell’est, come ci si aspetta da Sarajevo. Tutto molto ben cucinato ed equilibrato.
Un principio della comunicazione sostiene che less is more. Il suggerimento è non avventurarsi nei dolci, pesantissimi e dolcissimi, in particolare l’hurmášica e il kadáif. Potrebbe risentirne la lucidità del prosieguo.
Imprescindibile, invece, il Bósanska Kafa, il caffè bosniaco, preparato e servito nelle tipiche caffettiere in rame. Straordinario l’aroma di cardamomo che sale lentamente, lasciando anche il tempo di guardarsi negli occhi e tentare i primi sfioramenti di dita nell’attesa che il fondo si depositi.
Il tutto accompagnato dallo splendido panorama illuminato della Sarajevo notturna, che emerge dalle ampie vetrate.

Kibe
Vrbanjuša 164, Sarajevo
Bosnia and Herzegovina
tel. +387 33 441 936

Osteria al Garanghélo, Venezia

Il secondo ristorante è in zona Castello, un po’ fuori dal centro turistico di Venezia, in via Garibaldi, forse l’unica zona che non sia governata da ponti e ponticelli ma una grande via ristrutturata, dove si affacciano locali, ristoranti e bar, ma con poca gente e direi tutta autoctona, Veneziani DOC.
Naturalmente in questo ristorante sono stata portata da gente del posto e mentre la prima sera ero da sola ieri sera eravamo in 20 cuori tutti partecipanti del convegno sul volontariato. Sempre di cuori si parla.
Il locale è una vera osteria senza pretese, Un menù poco accattivante di quelli con il veneziano di cartone e il capello tipico che tiene in mano il menu!!! Diciamo la verità non sarei entrata avessi girato a braccetto con il mio lui in questo ristorante. La cosa che però mi ha colpito subito è stato un gruppo di uomini seduti ai tavoloni nel dehor dalle belle facce rotonde e rosee che se la ridevano con grandi pacche sulla spalle che festeggiavano a suon di cozze e vongole, Bè eran più attrattivi loro che tutto il resto del locale. Ero divertita solo a guardarli.
Ecco se il mio lui mi avesse portato per “il primo appuntamento” qui ne sarei stata felice, magari scettica subito ma tutto il mio scetticismo si sarebbe volatilizzato in un attimo.
Dal momento che eravamo in tanti, menù fisso per tutti.
Ci hanno portato un antipasto non del tutto accattivante ma appena ho inforcato un pezzo di polenta con il baccalà mantecato mi sono lasciata andare ai sensi e ho proseguito con calamari in umido alici e cozze ripiene, non belli a vedersi ma di una freschezza e di una genuinità fuori dalla portata torinese.
Poi hanno proseguito con un risotto ai frutti di mare. Non era il solito piatto conosciuto che ti arriva con tripudio di guscio e antenne oscillanti di gamberi. I sapori erano tutti miscelati fra di loro quasi impercettibili le forme ma il risultato è stato nuovamente un’ esperienza sensoriale.
Per secondo come tutti i menù che si rispettano un fritto misto, fatto veramente bene….la cosa sorprendente..bè i calamari interi, e dico interi testa corpo , interi, fritti. Bè ragazzi solo come i Veneziani sanno fare riso e fritto misto, mi disse poi una donna originaria di queste parti. Non c’è che dire dopo il carnevale di folkloristico, c’è il risotto, il fritto misto di pesce e il mitico spritz a 2 euro ti tiene compagnia per tutto il soggiorno se sei n cuore solo. Se sei in due fa da collante!!!

Osteria al Garanghélo
via Garibaldi al numero 1621,
Venezia