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Un viaggio a bordo del Galeone con Van Gogh e Gauguin, tra minestre e baccalà.

Un weekend al mare a vedere una mostra meravigliosa che parla del “viaggio”. Un viaggio attraverso la scoperta di luoghi inesplorati in tutto il mondo, per riscoprire cosa ci sta intorno, è ciò che fa ogni essere umano dai tempi più antichi. Un viaggio dentro di se per scoprire oltre quello che sta fuori anche quello che sta dentro. Van Gogh e Gauguin hanno viaggiato a lungo e in largo e hanno dipinto, hanno scritto, hanno amato e sofferto e anche litigato. Mi sono lasciata trascinare tra i quadri di questi due pittori incredibili che  mi penetrano e un po’ mi sconvolgono. I colori sono quelli del mare, i blu di varie tonalità, i verdi, i gialli, cancellano i confini di questo mio soggiorno a Genova. Una mostra che è un esperienza sensoriale forte ed è la prima volta che mi succede di piangere davanti all’ultimo quadro di Van Gogh prima di togliersi la vita. Il viaggio lo fai con lui attraverso le sale, le lettere e la musica. Con una splendida luna piena su Palazzo Ducale e piena di sensazioni le mie nuove amiche genovesi ci portano lungo i carruggi dal sapore di focaccia, dalle mille botteghe di torte salate e questo retro-profumo di prescinseua, quagliata genovese.  Arriviamo in una tipica trattoria genovese “il Galeone” vicino a piazza delle Erbe.  Un connubio di donne chiacchierine genovesi dalle “gonne strette” e donne torinesi si accomodano nei tavoli spartani di questo ristorante. Il menù raccontato con suprema maestria dalla proprietaria mi spingono  a provare il baccalà mantecato con i pinoli per antipasto, una piccola porzione  di fritto misto e assaggio senza curiosità (lo devo ammettere, molto più rapita dal pesce) “Il minestrone genovese” dalla mia collega e amica di Genova Roberta e rimango incantata. Mi arriva un piatto che sembra un dipinto di Van Gogh, tecnica puntinata, verde, di più sfumature, consistente, intenso. Sono le verdure variopinte, i fagioli , le patate tutto accuratamente sminuzzato, ma come era solito fare il pittore alla fine delle sue opere uniformava tutto con un colore sopra gli altri colori per render tutto più forte più omogeneo più intenso e dare un legante alle sensazioni, questo colore si chiama “pesto” e rende il mio piatto unico e a sorpresa ne comprendo il messaggio di questa terra e ne subisco il fascino senza porre resistenza. Portare una donna a Genova tra arte,  mare, cultura, musica e cibi profumati è l’inizio di un viaggio, la meta decidetela insieme.

Trattoria Del Galeone
Via San Bernardo 55r, Genova, Italia
+39 010-2468422