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Expo 2015- Come arrivare: con i mezzi e con il cuore

Expo2015 ha aperto le porte a Milano il 1° maggio, Giornata Mondiale dei Lavoratori. Un buon modo per festeggiare, credo, e per dar modo ai 145 Paesi che hanno deciso di affrontare questa esperienza, di mostrarsi al mondo dopo mesi di duro lavoro.

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Tantissimi padiglioni, cluster (padiglioni tematici), spettacoli e iniziative quotidiane vi stanno aspettando. Io vi aiuto a visitare Expo al meglio.

Un grande corridoio, il decumano, che non può che affascinare. Un passo dietro l’altro facendo il giro del mondo in una passeggiata di un paio di chilometri. Quanti paesi ci sono? Quanti padiglioni? Come ci si arriva? Quanto costa? Cosa vedere prima? Tante domande affiorano nei pensieri di tutti noi che stiamo vivendo questo grande evento internazionale ed epocale. Non sono mancate le critiche, le paure, i ritardi, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Non avendo grandi aspettative, tutto mi ha sorpreso più dell’immaginabile. Spesso le situazioni vanno affrontate di pancia per ragionare dopo, anche solo per non togliere un po’ di quella poesia che le esperienze nuove possono regalarci. Andare all’Expo è un come fare un viaggio. C’è chi ha bisogno di conoscere tutto prima di andarci, di passare al setaccio un Paese, individuando lati positivi e negativi e c’è chi, come me, decide di farsi sorprendere, appassionare e anche deludere.

Per cui al momento vi racconterò solo come arrivare con la giusta predisposizione d’animo.

Come arrivare. Consiglio di raggiungere Milano in treno: veloce, sostenibile e comodo. Potrete arrivare direttamente a Rho Fiera con l’alta velocità oppure da Milano Centrale, da cui prenderete la metro rossa o linea 1 in direzione Rho. Nota: ci sono due metro che vanno nella stessa direzione, ma poi si separano e si fermano per un lungo tragitto nelle stesse fermate. Una ha destinazione Bisceglie, ma no è quella che dovete prendere. A voi serve l’altra, dove c’è scritto Rho Fiera. Può sembrare scontato, ma non lo è per chi non è abituato a metropolitane che coprono una vasta rete.

Una volta giunti a Rho troverete le indicazioni per Expo ovunque. Seguitele e arriverete a uno dei tanti ingressi. Se invece volete arrivare in auto, seguite sempre per Rho Fiera e direzionatevi verso i parcheggi nelle zone vicino alla fiera Rho (che è da un’altra parte rispetto all’Expo. Lì troverete tantissimi parcheggi a 14€ al giorno o in alternativa è possibile sostare nel parcheggio dell’Nh Hotel a 16 € al giorno. Poi davanti all’entrata gialla Nh troverete una navetta gratuita che, ogni dieci minuti, collega la Fiera all’Expo sino a mezzanotte. La distanza per raggiungere l’Expo è di circa 2 chilometri a piedi per arrivare davanti ai tornelli. Vi consiglio di non stancarvi subito perché dentro all’Expo vi aspetteranno lunghe passeggiate. Scarpe comode, macchina foto, e pochi orpelli metallici per velocizzare l’entrata perché affronterete controlli proprio come in aeroporto prima di un grande viaggio. In fondo ve l’ho detto che è come fare un viaggio! E poi state a guardare: entrerete in una dimensione parallela sorprendente fatta di tantissime persone provenienti da tutto il mondo orgogliose del proprio Paese. Persone, e vi dirò una cosa sorprendente, con cui potrete parlare e confrontarvi. Non perdete per nessuna ragione questa occasione meravigliosa. Io ho deciso di approfondire il padiglione svizzero per voi e di dialogare con loro. Sei mesi in cui vi racconterò le iniziative più importanti e come si muovono i nostri vicini di casa all’Expo. E intanto che sono li perché no, qualche indiscrezione verso gli altri padiglioni non mancheranno.IMG_0204_2

Le informazioni per i biglietti  le potete trovare qui:  http://www.expo2015.org

Il Pranzo Presidenziale alla Giornata Nazionale Svizzera ad Expo2015

Oggi è la giornata nazionale della Svizzera a Expo Milano 2015, 18 maggio, una grande festa in onore alla confederazione.

Il padiglione svizzero all’Expo 2015 ha festeggiato la Giornata Nazionale con una grande parata e una cerimonia ufficiale che ha inaugurato nell’Expo Centre dalle 10.30 di questa mattina.

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Hanno partecipato le delegazioni dei cantoni e il presidente della Confederazione Svizzera, Simonetta Sommaruga insieme ad altri rappresentati politici della Confederazione, nonché giornalisti e ospiti d’eccezione. La giornata ha visto la parata di diversi cantoni con il loro apporto folcloristico: il carnevale di Basilea, gli sbandieratori di Uri, le danze dei Grigioni per tutto il Decumano sino al raggiungimento del padiglione svizzero. La delegazione dopo aver visitato le torri e l’intero padiglione, ha proseguito con il pranzo nel salotto riservato al secondo piano del Padiglione svizzero. Un giovane chef di Ginevra ha preso i comandi della cucina e per la prima  volta nella sua vita ha preparato il pranzo presidenziale. Mi sono chiesta cosa significhi per un giovane cucinare per il presidente del suo paese? Interpretare i gusti, cogliere l’evento e restituire con tantissima responsabilità il momento conviviale più importante. Il suo nome  è Jean-Yann Fuchs, ventotto anni, ha uno sguardo intenso, il sorriso che contagia e l’ironia giusta per un lavoro che ti sottopone a momenti di forte tensione.

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L’ho visto lavorare con tenacia, passione e una gentilezza fuori dal comune. Intrufolata in cucina ho potuto  assistere alla preparazione dei piatti, fotografarli e fargli qualche domanda. ‘La presidente ha chiesto un pranzo leggero e vegetariano, pasti che lei predilige’. Jann è riuscito a preparare dei piatti di una semplicità imbarazzante. Un antipasto, un primo e un tris di dolci. 

‘Come ti senti a cucinare per il Presidente?’ – Gli ho domandato. ‘Onorato ed emozionato, una bella sfida’ ha risposto. ‘Come hai scelto il menù?’. E Jann: ‘Ho scelto per la semplicità, selezionando prodotti italiani come il pecorino e le verdure che conferiscono leggerezza e freschezza al piatto’.

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Un “Millefeuille” di verdure grigliate e formaggio di capra e salsa di peperoni. Un risotto alle piccole verdure e patate viola croccanti e per chiudere il pranzo tre dolci tipici del ristorante del padiglione svizzero. La meringa con doppia panna della Gruyère, il Tiramisù rivisto dallo chef con Läckerli di Basilea e un liquore alla ciliegia e il dessert ai frutti di bosco.

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Un pranzo presidenziale all’insegna della leggerezza e della semplicità in completa coerenza con l’intervento di Simonetta Sommaruga durante la cerimonia di apertura.

“Un’esposizione mondiale è sempre anche una mostra su noi stessi; sul nostro modo di convivere e su come formiamo e modifichiamo il mondo. Scegliendo il tema “nutrire il pianeta” gli organizzatori hanno lanciato un segnale chiaro. Il tema va illustrato in tutti i suoi aspetti. Proprio nel caso dell’alimentazione noi tutti sappiamo che nutrizione significa anche: Emergenza e carenza. Fame e sofferenza. Sfruttamento selvaggio e spreco.”

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Ha sottolineato l’importanza di fare scelte concrete e individuali per combattere l’eccessivo consumo delle risorse del pianeta cominciando con scelte individuali responsabili. Questo pranzo presidenziale ha dato esempio di ciò che ha dichiarato. Un giovane chef svizzero ha interpretato alla perfezione le sue intenzioni lanciando un messaggio preciso. Anche alla festa Nazionale  della Svizzera si può gioire di un pranzo presidenziale sobrio e di una qualità superiore all’insegna, della sostenibilità, l’ambiente e la salute.

Da lunedì inizio la dieta, pes-coj e capunet

Siamo alla fine della stagione dei cavoli e io non posso lasciarvi per terminare queste splendide verdure con una ricetta piemontese, ma molto eclettica e adatta a tutte le nazioni. Si trovano dal Messico al Giappone passando per Caluso. Sono degli involtini di verza e ogni provincia del Piemonte ha il proprio condimento e un nome tutto suo. Io vi darò tre ricette, una tipica del canavese e l’altra  più della zona del torinese e non solo. E’ un ottimo piatto leggero, completo e adatto per qualsiasi dieta. E’ un piatto che adoro, in famiglia la si fa anche una volta a settimana al posto della carne. In realtà vi do più varianti perchè per fare le nostre diete occorre variare, spaziare, divertirsi e l’involtino di verza si presta a tutto, anche al pesce, al tonno, al baccalà, al ripieno di riso e verdure. 

Ricetta di Vanda: ricetta leggera e non troppo grassa.

Foglie di verza, burro, parmigiano, e spezie.

Fate sbollentare le foglie e lasciatele raffreddare. Poi mettete un ricciolo di burro un po’ di parmigiano per tutta la lunghezza della foglia e le spezie saporita ( una bustina che non si trova più dappertutto, ma era quella che usavano le nostre mamme). Arrotolatele su se stesse e mettete in forno per 15 minuti a 180 gradi con grill.

Ricetta di due cuori: dietetica.

Se volete non usare il burro e il parmigiano, provate la variante con pan pesto acciughe e capperi. Stessa cottura con grill per #samsungsmartchef #3oven

Stesso procedimento, stessa cottura. Uno tripudio di gusto e più leggero. Evito di friggere gli involtini per questioni di coerenza per il mio ruolo in questa rubrica. Sappiate che il forno è un ottimo sostituto sano per qualsiasi cottura. 

©SERENABASCONE2015_Saracco4Ricetta classica: trito di arrosto di carne di vitello, uno spicchio di aglio trito fine, una foglia di lauro, rosmarino, cipolla, parmigiano, uova, mollica di pane ammollata nel latte. Sale pepe e noce moscata.

La verza contiene tante proprietà come tutte le crucifere.  La vitamina A, essenziale mantenere attiva la nostra vista e fa bene alla pelle, vitamina C, fondamentale per il sistema immunitario, e vitamina K, molto importante per la coagulazione del sangue. Inoltre, la verza è ricca di sali minerali come il potassio, il ferro, il fosforo, il calcio e lo zolfo (motivo dell’odore durante la cottura, trucco meno cuocete meno si sprigionerà l’odore, più sarà indicativo che la verza non sta perdendo le sue proprietà), elementi indispensabili per la costituzione di cellule e tessuti e per l’idratazione cutanea. Quest’ortaggio contiene poche calorie e pochi grassi e ha un buon potere saziante. ©SERENABASCONE2015_Saracco5Vi lascio con queste due bellissime foto che Serena Bascone ha fatto ai miei pes-coj, chi le ruba scomparirà immediatamente. Che è anche un buon modo per dimagrire. Ma questo è argomento per la prossima volta.

Seat Pagine Gialle Gourmet

Ormai il food condiziona ogni emisfero della nostra esistenza e anche le grandi aziende lo sanno. Anche se è di Milano L’ Amministratore Delegato di Seat Pagine Gialle sa bene che le sperimentazioni avvengono meglio nella città dove tutto si inventa e tutto si prova, cioè Torino. Dove la gente è selettiva e se funziona qui il modello può essere esportato. Vincenzo Santelia vuole fare squadra dentro gli uffici della sua azienda e ci prova con un nuovo format di  team building. In genere i dipendenti delle grandi aziende si mettono alla prova cucinando insieme, imparando magari a gestire una cena, una gara, invertendo i ruoli, trovando nuove forme di collaborazione intorno ad un piatto: chi taglia, chi frigge e chi coordina il gruppo. Ormai le amministrazioni e le istituzioni hanno avviato programmi di rieducazione al risparmio e all’organizzazione tramite la cucina. Però quando in azienda si è in cinquecento la questione si fa più difficile e allora si cercano nuovi modi per creare il gruppo. E’ il caso a cui ho assistito qualche giorno fa in Seat Pagine Gialle. A volte basta l’idea di una sola persona, se poi questo è l’amministratore delegato dell’azienda allora il processo si snellisce. Se poi è anche appassionato di cibo e ama la città che lo ospita da tre anni. Allora i giochi sono fatti. IMG_7348Una volta al mese L’AD Vincenzo Santelia invita uno chef torinese nella sua mensa per regalare un momento di rottura nella routine di tutti giorni. E in effetti in mensa c’era una lunga fila solo per il nuovo chef del mese. E in questo mese tocca a Taglio Fetta Perfetta di Piazza IV Marzo. Di loro ho già ampiamente parlato, li stimo e lavorano bene, fanno la migliore pizza al taglio della città, solo con ingredienti di primissima qualità ricercati sul territorio e con farine speciali. Questa volta hanno raccolto la sfida e hanno cucinato per 500 persone regalando un momento di “stacco gourmet” in una mensa, già di tutto rispetto. Quattro tipologie di pizze da assaggiare e nessuno si è tirato indietro. La Muffuletta: Enkir, cumino, pepe nero e finocchietto selvatico. La Sfiziosa: Mozzarella di Bufala “Moris”, acciuga di Sciacca e origano di Pantelleria. La SEAT P.G.: Patata di montagna lessata con Pistilli di Zafferano Italiano,pancetta naturale “Luiset” marinata nel Tabasco,sale dolce di Cervia e fiori di fiordaliso essiccati. La Sciannera: Burro fresco della Savoie,zucchero di canna grezzo e cannella di Ceylon.IMG_7350

Una bella sfida da entrambe le parti, ma anche questo è un modo pre fare squadra, per avere un argomento di cui parlare che non sia semplicemente lavoro. La città offre tantissimi spunti in questa direzione  e Vincenzo Santelia quest’anno lo sta sperimentando e ha voluto portare dentro l’azienda un po’ di torinesità attraverso il cibo. Gli spazi sono confortevoli, l’ambiente è decisamente un colpo d’occhio di modernità e gusto. Un’azienda che all’entrata della mensa accoglie i dipendenti con un calcio-balilla ha capito che lo svago e l’attenzione sul singolo migliora l’entusiasmo e il rendimento lavorativo.

Alla mensa di Seat pagine gialle è passato lo chef del Garamond con un piatto a base di polpo  e gli chef della Trattoria Torricelli con il brasato  al barolo e nocciole e polenta. Questo mese la pizza è arrivata ad allietare le giornate. La Pizza Seat poi  è stata  una dedica simpatica degli Special Guest. Chissà se la mensa Seat possa diventare meta ambita per le realtà gastronomiche torinesi. L’aspetto interessante è che puoi avere in un solo giorno 500 potenziali clienti che ti tornano a trovare fuori da lì. Non male come tornaconto aziendale no?

La Svizzera e le torri dell’Expo2015

Ci si avvicina all’Expo2015 e la Svizzera è pronta.

Il Padiglione svizzero  presenterà una grande piattaforma aperta con quattro torri visibili da lontano, riempite di prodotti alimentari: l’acqua, il caffè, le mele e il sale. I visitatori accedono alle torri attraverso gli ascensori e, una volta arrivati in cima, possono servirsi di prodotti. Man mano che le torri si svuotano le piattaforme sui cui poggiano si abbassano, modificando la struttura del Padiglione svizzero. Il progressivo svuotamento delle torri è registrato in tempo reale e può essere seguito anche sui media sociali. In che modo è possibile garantire un’alimentazione sufficiente, sicura e sana per la popolazione mondiale? Le torri rappresentano il cuore del Padiglione svizzero. I visitatori sono invitati a scoprire la Svizzera, la diversità dei prodotti e i valori, che sono alla base del successo del modello svizzero, attraverso un viaggio ludico nelle torri.  Il viaggio nelle torri segue questo filo conduttore sulla base della propria esperienza personale e offrire così lo spunto per una riflessione sulla disponibilità degli alimenti nel mondo e sullo sviluppo sostenibile lungo tutta la filiera alimentare. I visitatori potranno portare con sé o consumare le quantità di prodotto che desiderano. Saranno il comportamento di consumo e la responsabilità personale di ognuno a stabilire quanto resterà per chi viene dopo e per quanto tempo.

La sostenibilità, l’ambiente, il fascino e l’autoregolamentazione sono aspetti che mi vengono sollecitati ogni volta che affronto un tour In Svizzera. L’Hashtag #abbattiamolemontagne è un modo per comprendere chi è l’altro. Sapete che ormai ho una fidelity card per i nostri vicini di casa. Non solo vorrei prendere la residenza, ma ho anche provato a prenotare una lapide vicino alla statuta di Gugliemo Tell in un piccolo paese del Canton Uri, ammalandomi pesantemente durante il viaggio. Nonostante il mio stato psico fisico influenzato, molto influenzato, sono riuscita ad imparare qualcosa, a mangiare in posti che mi hanno rapito e a vedere il carnevale di Basilea, famoso in tutta Europa e ambitissimo da tutti gli svizzeri.

IMG_6725Prima tappa sono state le saline di Bex nel cantone Vaud ( vi ripeto i cantoni così li imparate bene, più precisamente in questo cantone si coltivano mele e pere; è la terra del formaggio, della salsiccia e il grano). Le Saline di Bex costituisce la fonte di oro bianco della Svizzera, la prima galleria fu scavata nel 1684 con martello e scalpello, lavoravano 200 uomini contro i due di ora, ma la produzione di sale è tutt’ora in tutta la Svizzera di 600 000 tonnellate l’anno insieme altre due saline importanti Schweizerhalle e Riburg in Basilea. Ora si possono visitare le Saline di Bex con un fantastico trenino storico grosso come il tunnel (piccolo) che percorrerete per quasi 4 km dentro la montagna. Se avete la febbre e il mal di schiena e sentori di claustrofobia sarà un viaggio mistico dentro e fuori di voi. Se superate il tunnel indenni,  vedrete all’interno un museo, una sala riunioni,  una sala per cerimonie e matrimoni, circondati da volte saline a temperatura mite, con sentori di zolfo. Proprio per queste  caratteristiche di umidità e temperatura hanno costruito una grande cantina dove fanno invecchiare il vino, #abbattiamolemontagne. Usciti dalla montagna, potrete far rifornimento di qualsiasi prodotto cosmetico e alimentare a base di sale. Il Sale des Alpes sarà come vi ho anticipato una delle colonne del padiglione a rappresentare i valori della Svizzera in termini di solidarietà e responsabilità in ambito alimentare proprio perché è estratto in maniera responsabile dal cuore delle montagne svizzere.IMG_6693

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La prima tappa gastronomica invece, è stata a Montey al Cafè du Théàtre du Crochetan dove teatro e alta gastronomia si incontrano. Lo chef  Mauro Capelli ci ha preparato un pranzo di benvenuto con il cuore e il sorriso. Orgini italiane, ma scuola svizzera usa sapientemente ingredienti del territorio, li conosce bene e li assembla con cura. Qualche suo piatto per farvi capire: purè di patate viola, cavolo fermentato Kropeck di farro e buccia di patata agria seccata; Filetto di manzo di Fleur d’Herens (vi ricordate le mucche regine che lottano d’estate?) in tempura e tragopogon (una radice dolce) in tempura di miso, verdure amare e salsa di Miso bruno. Millefoglie caramellata alle mele Boscop (La bella di Boskoop è una varietà di mela che, come indica il nome, è originaria di Boskoop in Olanda, dove è stata creata nel1856) e bergamotto con crema leggera all’Assenzio dalla Val de Travers -chiamato anche «fata verde». Inoltre Mauro per il viaggio ci ha regalato un panino indimenticabile, più che gourmet, una marmellata di albicocche della valle e del cibo che si è impresso nel cuore.

La seconda tappa ha visto protagonista a suo modo la seconda colonna dell’Expo2015, le mele. Il Canton Uri è la culla  di Gugliemo Tell e la sua storia narra che attraverso lo scoccare di una freccia contro la mela adagiata sulla  testa del figlio, liberò la Svizzera dal dominio ausburgico. O meglio, le cose si complicarono un tantino dopo aver superato la prova, ma alla fine ci riuscì.Il Canton Uri oltre ad essere un po’ il simbolo della mela è anche la prima confederazione helvetica -che deriva dagli Elvezi che abitavano il territorio 2000 anni fa.

La Svizzera si è formata grazie ad un processo di oltre  settecento anni, avviato dall’unione dei tre cantoni originari di Uri, Svitto e Untervaldo fino all’odierno assetto federale, che coniuga i diversi interessi dei singoli Cantoni con gli interessi generali del Paese. La seconda tappa ha visto il culmine della mia influenza. Gli aspetti che più ricordo sono una cena nel Hotel Chedi, l’apoteosi del lusso e il quinto in tutto il mondo della catena. Nevicava molto, ma molto, era sera, c’era una mostra di un famoso artista italiano che esponeva Marylin brillanti e Audry paiettate.

Divani ovunque, pianoforti a coda suonanti, falò sotto la neve indotti e una grande piscina all’interno della hall. Personale di servizio pronto a riprenderti, se facevi foto ai clienti perchè pare ci fosse qualche emirato in vacanza. Noi eravamo abbastanza impresentabili, stanche dopo 7 ore di viaggio, io malatissima. Ma nonostante tutto, la cena offerta è stata sorprendente, in questa grande sala da pranzo con circa cinque o sei cucine a vista e una colonna di vetri per la degustazione dei formaggi. Li ho incominciato a pensare di essere in preda ai deliri in effetti. All’uscita il nostro pullman, aveva le catene e la neve aveva superato il metro ovunque. Poi non ricordo più……Per il Canton Uri delego Travel To Taste che era più sana di me.  L’unico momento di lucidità è stato dopo sedici ore di sonno, il pranzo del giorno dopo doveall’ Hotel Schwarzer Lowen ad Altdorf abbiamo assaggiato i piatti tipici locali, come la carne di agnello Butler e crauti e una zuppa di pesce di lago Fuelen IMG_6747Dopo aver dormito a lungo nella terra di Tell ho ripreso le forze per continuare il viaggio verso un’altro cantone, quello di Basilea verso il carnevale…. to be conitnued.

P.S. Credo di aver parlato tutta la sera all’Hotel Chedi, se ci sono mai realmente stata, con una donna incredibile, responsabile dell’espansione economica solo del Canton Uri, mi è sembrato un mestiere astronauta e affascinante, mi ha raccontato tutta le sera che cerca aziende che vogliano investire in Svizzera, volevo proporgli la mia lapide, ma ormai non riuscivo nemmeno più a formulare delle frasi sensate e per far bella figura al paese che rappresentavo facevo si con la testa. #abbattiamolemontagne

 

Savurè, una piacevole sorpresa

Non fermarsi mai alla forma. A dire il vero non sapevo dell’esistenza di questo posto tutto torinese in via Garibaldi, forse non mi avessero invitato, non avrei avuto nemmeno la curiosità di fermarmi, invece chiedo venia e mi devo ricredere. Quando si va oltre l’insegna, che in questo caso non ha catturato nessuna delle mie corde, un po’ perché se posso evito la pasta, quando non è un’occasione speciale, un po’ perché era troppo importante per il mio stile sabaudo.

Savurè è un ottimo posto per comprare la pasta fresca, c’è un Mastro Pastaio tutti i giorni che sforna 20 tipi di pasta fresca fatta in casa, circa 320 chili a settimana. Hanno tagliatelle, reginelle tagliolini, Spaghetti alla chitarra, pici toscani, malloreddus sardi e integrali, paste ripiene, ravioli e ripieni di ogni genere. E ancora maccheroni, paccheri e spesso molti in versione integrale. IMG_7132

Savuré è un  ‘concept’ gastronomico dedicato alla pasta fresca fatta in casa,  un ‘pastificio con cucina’. Dove però oltre che compare e portare a casa, puoi anche sederti e mangiare scegliendo tra i 20 tipi di condimenti che hanno e “i must ” del giorno, tra il cacio e pepe e l’amatriciana (provati e promossi da me) voluta da uno dei soci del locale e che ne ha seguito il perfezionamento personalmente.  Le materie prime sono scelte con attenzione, le uova di galline allevate a terra, le farine macinate a pietra, la Raschera Dop e il formaggio di Langa, lo speck di prima scelta.  E infine i dolci di una piccola pasticceria di Ivrea che fa piccole torte novecento fuori porta.IMG_7136Da Savurè  trionfa il ‘casual dining’, ossia un luogo dove si coniuga la possibilità di consumare un pasto veloce anche fuori orario, senza perdere mai la possibilità di mangiare cibi di qualità proprio a tutte le ore del giorno. Anche attraverso la nuova vetrina, di prendere e portare via uno spaghetto da asporto come nelle migliori tradizioni dello StreetFood. Valori come  genuinità, naturalità  e modernità si coniugano in questa formula che trova una risposta anche nel logo che ha cambiato colore per poter salpare oltre confine.IMG_7126 IMG_7125 Infatti l’idea di un gruppo di professionisti e manager provenienti da differenti ambiti ma accomunati dalla passione per il cibo e in particolare per la cultura gastronomica italiana è quella di esportare Savurè in primis a Londra e poi chissà. “Dopo diverse esperienze lavorative in giro per il mondo, tra Europa, USA e Sud America, infatti, l’amore per l’Italia li ha riuniti: per il debutto hanno scelto proprio la ‘loro’ Torino come punto di partenza per testare la risposta di uno dei pubblici più esigenti, quello di una città riconosciuta internazionalmente come capitale del gusto. Torino infatti si presenta come ‘città laboratorio’ del piacere culinario e delle idee imprenditoriali e accoglie con entusiasmo questo nuovo format, studiato per proiettarsi in una dimensione internazionale, con l’idea di portare il piatto principe italiano, la pasta fresca fatta a mano, a ogni latitudine in tutta la sua naturalezza.”

L’intento di questo progetto infatti è valorizzare il buon cibo, di cui la pasta è testimone, come grande risorsa italiana da esportare per promuovere un’eccellenza made in Italy. Detto questo la pasta è buona, il personale è una coccola per l’anima e gli interni sono degni della bella Torino in “french style”.  In bocca al lupo e bravi.IMG_7150

Polpette virtuose di avanzi. Da lunedì inizio la dieta

Le polpette hanno un buon karma. Hanno una bella forma rotonda, sono belle sia piccole che grandi. Mettono di buon umore. Piacciono a tutti grandi e piccini. Al sugo, fritte e al forno, di verdure, di carne e di pesce o solo di ceci. Sono in grado di recuperare gli avanzi permettendo di non gettare l’inutilizzato. Da qualche settimane ho introdotto nella mia alimentazione gli estratti di frutta e verdure. Qualche tempo fa ho visto un video che mi ha colpito molto . Studio e cerco ogni giorno cosa si scopre sull’alimentazione che cura, mi informo, studio e cerco di aggiornarmi. Gli estratti hanno un potere benefico molto alto, nutre allo stato puro, conserva vitamine e sali minerali e tutte le proprietà degli alimenti. Fanno bene all’umore e agli emicrania e alla sindrome mestruale. Solo così per rimanere nel generale. Il problema sono gli scarti di fibre che avrei dovuto gettare. Ho deciso di riutilizzare gli scarti per far polpette!

Ingredienti : Scarti di estratto di carote e arance, finocchi e sedano. Riso rosso, tofu, un uovo, curcuma, semi di cumino, curry. Mezza cipolla rossa.

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Foto di Serena Bascone

Preparazione:

Dopo aver fatto bollire il riso a parte, io avevo già quello di avanzo dalla sera prima e fatto rosolare il tofu fresco con la cipolla in una padella, mettete in un contenitore tutti gli ingredienti: l’uovo sbattuto, le fibre degli scarti e le spezie. Aggiungere il riso e il tofu e fare delle palline con le mani. Se l’umore non è altissimo, questa pratica vi rilasserà moltissimo. Anti stress assicurato. Per l’impanatura ho scelto il sesamo così per evitare la pesantezza delle farine, e poi tutto in forno #3oven preriscaldato della Samsung. Questo progetto #samsungsmartchef mi sta permettendo di sperimentare cotture leggere e perfette per le mie diete. Dicevo mettete le polpette a 170 gradi per 20 minuti e un pasto completo sarà servito. Come condimento un po’ di thain -salsa di sesamo- con una bella insalata di cavolo e germogli e i mitici capunet o pes d’ coi. ( Presto le ricette).

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